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Aldo Pecora

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Aldo Vincenzo Pecora ([Reggio Calabria], 3 gennaio 1986) è un attivista, giornalista e scrittore italiano, fondatore e presidente nazionale del movimento antimafiaAmmazzateci tutti”.

BiografiaModifica

Cresciuto a Polistena, cittadina della Piana di Gioia Tauro, a 14 anni muove i primi passi nei movimenti per la Pace, collaborando con associazioni del territorio e proponendo anche all'interno del proprio liceo attività di approfondimento e sensibilizzazione contro la guerra e la mafia. Tra i principali attivisti del movimento studentesco in provincia di Reggio Calabria, nel 2003 e nel 2004 è rappresentante degli studenti alla Consulta Provinciale degli Studenti[1]. Appassionato di giornalismo, negli stessi anni fonda e dirige il mensile provinciale della Consulta e inizia a collaborare con alcuni quotidiani e periodici calabresi. Negli anni successivi suoi scritti sono pubblicati sui mensili "Casablanca" e "'u Cuntu" diretti da Riccardo Orioles, e sui quotidiani Calabria Ora e Il Quotidiano della Calabria. Dal 2009 è autore ed inviato per Rai Educational e dal 2012 scrive su CheFuturo!, webzine diretto da Riccardo Luna.

“Ammazzateci Tutti”Modifica

File:Ammazzateci Tutti in corteo.jpeg

Nell'autunno del 2005, a seguito dell'uccisione del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria Francesco Fortugno, è in prima linea tra i protagonisti della rivolta degli studenti calabresi contro la 'ndrangheta: suo lo slogan "E adesso ammazzateci tutti" e sua l'idea di mettere in rete tutte le attività del movimento spontaneo, attraverso la realizzazione della prima community antimafia italiana, con migliaia di iscrizioni in pochi mesi: tra queste anche Rosanna Scopelliti, giovane figlia del magistrato calabrese Antonino Scopelliti, ucciso dalla mafia il 9 agosto 1991. Nasce e cresce un vero e proprio Movimento organizzato: “Ammazzateci tutti". Grazie a Internet e alla diffusione capillare delle decine di campagne ed attività promosse, Aldo Pecora e Rosanna Scopelliti sono invitati a portare la loro testimonianza in centinaia di scuole in tutta Italia, unendo sui temi di lotta culturale contro tutte le mafie e per l'affermazione della legalità diverse migliaia di ragazzi e di ragazze, radicandosi presto in Lombardia, Lazio, Puglia, Sicilia, Campania, Toscana, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte. Template:Citazione necessaria.

Nel 2007 il fenomeno “Ammazzateci Tutti” è stato oggetto di studio del Corso di Laurea in Teoria e tecniche della comunicazione pubblica dell'Università IULM di Milano e il prof. Stefano Rolando ha realizzato un'intervista con Aldo Pecora, cui dedica un intero capitolo del numero trentaquattro della Rivista italiana di Comunicazione pubblica [2]. Nello stesso anno Pecora è tra i soci fondatori della Fondazione Antonino Scopelliti, ove è nominato Segretario generale e membro del Consiglio d'Amministrazione.

Il delitto ScopellitiModifica

Sull'assassinio dell'Alto magistrato calabrese è incentrato il suo primo libro-inchiesta, “Primo sangue”, pubblicato a dicembre 2010 per la saggistica Bur di Rizzoli, con prefazione di Rosanna Scopelliti e contributi dei magistrati antimafia Salvatore Boemi e Nicola Gratteri [3]. Il libro, presentato al Salone del Libro di Torino con Luigi Ciotti e Gian Carlo Caselli[4] ed a rassegne letterarie in tutta Italia, è stato per molte settimane in cima alle classifiche di vendita nelle librerie italiane[5][6].

Rai EducationalModifica

A ottobre 2011 esordisce in prima serata su Rai Scuola realizzando dieci puntate monografiche con interviste a note personalità del mondo della Chiesa, della magistratura, della cultura, del sindacato, dello sport, e del volontariato: Pietro Grasso, don Luigi Merola, Gherardo Colombo, Nicola Gratteri, Maurizio Landini, Sandro Mazzola, Gianni Mura, Vittorio Brumotti, don Fabio Attard, don Mario Lusek[7].

In occasione del Ventesimo anniversario dalla Strage di Capaci, nel 2012 scrive per Rai Storia con il Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso (che è anche conduttore), Giuseppe Giannotti e Davide Savelli il programma tv in 12 puntate “Lezioni di mafia[8]. Il programma, finalista alla 64^ edizione del Prix Italia[9], si ispira alle lezioni di mafia ideate nel 1992 dal direttore del Tg2 Alberto La Volpe assieme a Giovanni Falcone, una delle ultime iniziative del magistrato palermitano stroncata dall'attentato di Capaci.

A dicembre 2012 conduce su Rai Scuola una rubrica del nuovo programma tv di educazione alla legalitàLegaliTag”, di cui è anche ideatore e autore.

Attività internazionaliModifica

A marzo 2010 partecipa su invito del Dipartimento di Stato U.S.A. a conferenze e meetings con istituzioni governative, università, associazioni e agenzie federali come FBI, DEA, CIA a New York, Chicago, Washington DC, Phoenix e New Orleans. Il 23 ottobre 2012 a Vienna è l’unico relatore italiano alla conferenza internazionale su “Youth engagement to counter violent extremism and radicalization that lead to terrorism” organizzata dall'OSCE[10][11][12].

Premi e riconoscimentiModifica

Template:Citazione necessaria, per la sua attività professionale ed il suo impegno gli sono stati assegnati importanti riconoscimenti, tra i quali:

  • Premio “Gerbera gialla” - Reggio Calabria 2006
  • Premio internazionale “Joe Petrosino” - Padula (SA) 2007
  • Premio “La Città del Sole” - Nicotera (VV) 2009
  • Premio “Paolo Borsellino” - Pescara 2009
  • Premio “Antonino Scopelliti” (menzione speciale) – Reggio Calabria 2011

OpereModifica

Libri Modifica

  • 2009: Un calabrese libero, onesto e coraggioso, FAS–MIUR (Roma)
  • 2010: Primo sangue, Rizzoli BUR (Milano)

Programmi tv Modifica

  • 2009-2010: Fuoriclasse: canale scuola-lavoro, Rai Educational (Rai Scuola)
  • 2011: A ruota libera, Rai Educational (Rai Scuola)
  • 2012: Comma 8, Rai Educational (Rai Scuola)
  • 2012: Lezioni di Mafia, Rai Educational (Rai Storia)
  • 2012-2013: LegaliTag, Rai Educational (Rai Scuola)

CuriositàModifica

Template:Curiosità

“Aldonline”Modifica

Template:F Sin dall'infanzia grafico e programmatore web autodidatta, tra gli addetti ai lavori è noto col nickname “Aldonline”: è lui all'età di 16 anni a realizzare insieme al padre i siti internet e la piattaforma di comunicazione on line che hanno contribuito alla rapida crescita e diffusione del movimento dei “Girotondi[13].

Il fuorionda al Premio BorsellinoModifica

Il 6 novembre 2009 una sua battuta sull'immortalità durante l'intervento alla cerimonia di consegna del Premio Borsellino a Pescara innesca alcune ammiccanti considerazioni tra il Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini ed il Procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi sul Governo Berlusconi. Reso pubblico il 1º dicembre 2009 il dialogo tra i due a causa di un microfono rimasto acceso al tavolo della presidenza, il “fuorionda” sancirà la rottura definitiva tra i due co-fondatori del Pdl[14][15][16].

WikileaksModifica

Quando nel gennaio del 2011 Wikileaks pubblica i dispacci che i consoli americani spedivano alla Casa Bianca, se ne scopre uno riguardante le infiltrazione mafiose nel territorio italiano e l'attività del movimento. Il dispaccio risale al 2008 ed è del console americano J. Patrick Truhn, appena ritornato a Napoli dopo una visita delle regioni dell'Italia del Sud. Il suo rapporto è severo e catastrofico nei confronti dell'Italia. Egli infatti afferma che "I politici non sono in grado di combattere la mafia. La criminalità organizzata è, per il Sud Italia, uno dei più grossi ostacoli alla crescita economica ed alla stabilità politica; nonostante questo i politici italiani, per varie ragioni, sono incapaci se non riluttanti a fronteggiarla in maniera valida. È difficile visitare la Calabria e non diventare pessimisti". Ma nel suo rapporto trova spazio anche un barlume di speranza: "Persone come Gratteri e i nostri contatti in Ammazzateci Tutti ispirano la speranza che le persone oneste possano fare la differenza". È evidente il riferimento al magistrato Nicola Gratteri della DDA, e all'associazione stessa. È noto che il console nel suo viaggio aveva incontrato Aldo Pecora che gli aveva illustrato il lavoro dell'associazione[17][18].

NoteModifica

  1. Ufficio Scolastico Provinciale Reggio Calabria. Insediamento della nuova Consulta Provinciale degli Studenti
  2. Stefano Rolando, La comunicazione dei rivoluzionari della normalità , (in italiano) , 2007.
  3. Lorenzo Frigerio. «Il primo sangue di Scopelliti». Libera Informazione, 19 gennaio 2011.
  4. http://www.calabriaeconomia.it/lomicidio-del-giudice-scopelliti-raccontato-al-salone-del-libro-di-torino/5906/
  5. Recensione del libro “Primo sangue” su “Bacheca”
  6. Recensione del libro “Primo sangue” su “Solo Libri”
  7. Rai Scuola “Settimana della Legalità”
  8. Alessandra Comazzi. «Quelle lezioni di Mafia». La Stampa, 18 settembre 2012.
  9. Ansa. «Prix Italia: lezioni di Mafia con Pietro Grasso». Ansa, 16 settembre 2012.
  10. «Calabria: Aldo Pecora (Ammazzateci Tutti) a Vienna relatore Osce». Il Mondo, 23 ottobre 2012.
  11. Ilaria Calabrò. «Aldo Pecora (Ammazzateci Tutti) al meeting Osce di Vienna». StrettoWeb, 23 ottobre 2012.
  12. «Aldo Pecora al Meeting Osce, mafie reclutano i bambini». Tecnica della Scuola, 25 ottobre 2012.
  13. Aldo Pecora. «Prima di “Ammazzateci tutti” c'era un bambino con un pc in rete: io, Aldonline». CheFuturo!, 22 aprile 2012.
  14. «Fini, fuorionda su Berlusconi: ha il consenso per governare ma non l'immunità assoluta». La Repubblica, 1 dicembre 2012.
  15. «Fini e il fuorionda su Berlusconi: confonde consenso con immunità». Corriere della Sera, 1 dicembre 2012.
  16. «Fuorionda, Fini: non devo spiegazioni Berlusconi ribatte: "La porta è quella"». Il Giornale, 2 dicembre 2012.
  17. La speranza contro la mafia? Ammazzateci Tutti
  18. Lamezia, WikiLeaks diffonde dispaccio console Truhn: "La Calabria senza l'Italia sarebbe fallita"

BibliografiaModifica

  • Enrico Fierro, E adesso ammazzateci tutti, Roma, Edizioni L'Unità, 2005.
  • Michele Cucuzza, Ma il cielo è sempre più blu. Il delitto Fortugno e la rivolta dei giovani di Locri contro la 'ndrangheta, Roma, Editori Riuniti, 2006. ISBN 9788835958758.
  • Enrico Fierro, «Ammazzàti l'onorevole». L'omicidio Fortugno. Una storia di mafia, politica e ragazzi, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2007. ISBN 9788860731005.
  • Orfeo Notaristefano, Cocaina connection. L'impero della 'ndrangheta: il traffico internazionale di stupefacenti, Roma, Ponte Sisto, 2007. ISBN 9788895884059.
  • Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio, La società sparente, Pesaro, Neftasia, 2007. ISBN 9788860380111.
  • Pasquino Crupi, Luna rossa, Cosenza, Pellegrini Editore, 2007. ISBN 9788881014057.
  • Candido Cannavò, Pretacci: storie di uomini che portano il Vangelo sul marciapiede, Milano, Rizzoli, 2008. ISBN 9788817020084.
  • Antonio Massari, Il caso De Magistris, Reggio Emilia, Aliberti, 2008. ISBN 8874243200.
  • Pietro Grasso, Per non morire di mafia, Milano, Sperling & Kupfer, 2009. ISBN 9788820047528.
  • Bill Emmott, Forza, Italia. Come ripartire dopo Berlusconi, Milano, Rizzoli, 2010. ISBN 9788858617663.
  • Luigi De Magistris, Assalto al PM. Storia di un cattivo magistrato, Milano, Chiarelettere, 2010. ISBN 9788861900721.
  • Aldo Pecora, Primo sangue, Milano, Rizzoli BUR, 2010. ISBN 9788817043892.
  • Lia Staropoli, La «santa» setta. Il potere della 'ndrangheta sugli affiliati e il consenso sociale sul territorio, Reggio Calabria, Laruffa Editore, 2011.
  • Luca Rinaldi, Antimafia senza divisa, Pavia, Blonk, 2011. ISBN 9788897604068.
  • Mimmo Franzinelli e Alessandro Giacone, La provincia e l'impero. Il giudizio americano sull'Italia di Berlusconi, Milano, Feltrinelli, 2011. ISBN 9788807111129.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica




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