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Alvin Toffler

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Alvin Toffler (New York 3 ottobre 1928) è un "futurologo" (come egli stesso si definisce) statunitense, che da anni studia i mezzi di comunicazione e il loro impatto sulla compagine sociale e il mondo della cultura. Tra i suoi studi più significativi Powershift del 1991 e The third wave del 1980.

The third wave Modifica

In questo testo Toffler disegna la storia dei media scandendola in tre "ondate": old, mass e new media.

Old media Modifica

La prima ondata è quella dei mezzi di comunicazione chirografici (da chiros e grafos, mano e scrittura in greco) o old media. Essi sono fondamentalmente la scrittura e la stampa. È attraverso questi mezzi che l'uomo trovò il sistema per comunicare a distanza.

La scrittura venne infatti inventata nel terzo millennio avanti Cristo per conservare nel tempo le informazioni (inizialmente relative soprattutto alla vita economica – A è infatti la derivazione fonetica dell'ideogramma che indicava il capo di bestiame) e inviarle a destinatari distanti nello spazio. Spinto dall'esigenza di comunicare oltrepassando le barriere di spazio e tempo, l'uomo imparò dunque a fissare le informazioni su un sostegno permanente (il materiale scrittorio – pietra, argilla, papiro, carta), formulando l'informazione non oralmente ma graficamente (prima in modo pittografico, poi ideografico e infine alfabetico): il messaggio fissato attraverso il mezzo può essere infatti inviato lontano nello spazio o conservato nel tempo, per portare le informazioni a interlocutori lontani, a volte anche sconosciuti al mittente.

Anche se passano molti secoli tra la scrittura e la stampa e molti studiosi parlano di "rivoluzione della stampa" e inizio con essa di una nuova era, i due mezzi rientrano secondo Toffler nella stessa ondata. La stampa (inventata in occidente nel XVI secolo da Gutemberg, sebbene in oriente fosse già nota) non fa altro che rendere più semplice la riproduzione del messaggio sul materiale scrittorio: la macchina fa quello che prima l'uomo faceva a mano; il torchio a caratteri mobili fa (più velocemente e con meno fatica) quello che per tutto il Medioevo avevano fatto gli amanuensi: riproduce un testo. Con la stampa quindi l'unica innovazione è che il numero di testi scritti aumenta notevolmente, favorendo la circolazione dell'informazione e la diffusione del sapere. Si modifica cioè il volume della comunicazione, ma il modo di comunicare a distanza resta fondamentalmente lo stesso.

Una vera grande rivoluzione nei modi di comunicare si avrà soltanto con l'industrializzazione, tra Otto e Novecento: ovvero con la seconda ondata.

Mass-mediaModifica

La seconda ondata dei media è quella dei mezzi di comunicazione di massa o mass– media. Con la rivoluzione industriale le esigenze di comunicare a distanza in tempi veloci incentivarono la ricerca nel settore della tecnologia della comunicazione: si susseguirono così una serie di scoperte che in poco tempo rivoluzionarono i modi di comunicare. Furono inventati tra fine Ottocento e primo Novecento telegrafo, radio, telefono, cinema, televisione. Questi mezzi di comunicazione offrivano straordinarie possibilità: essi innanzitutto consentivano di inviare lo stesso messaggio a un numero elevato di destinatari contemporaneamente e per questo sono denominati mezzi comunicazione di massa. Il volume di informazioni che era possibile inviare aumentava in questo modo in maniera straordinaria.

Le conseguenze dei mass-media sul mondo della cultura furono dunque di grande rilievo: mentre in precedenza l'accesso alle informazioni e al sapere era limitato e riservato solo alle élite, ora fu possibile un accesso di massa.

I mass media consentivano inoltre di comunicare a distanza spaziale in tempo reale. Mentre con gli old media per inviare un messaggio a molti chilometri di distanza bisognava attendere tempi lunghi, con i mass-media il destinatario riceve il messaggio nello stesso momento in cui viene emesso, anche se è molto distante, proprio come se la comunicazione avvenisse a distanza zero. Le distanze spaziali vengono così annullate dai media. È così che anche la percezione dello spazio si modifica e distanze un tempo percepite come enormi non sembrano così insormontabili: la Terra diventa, secondo una famosa espressione di McLuhan, un "villaggio globale", un’unica compagine in cui tutti sono collegati da una rete di comunicazione.

Terza ondata Modifica

Il processo di trasformazione innescato dai mass-media ha raggiunto il suo acme, secondo Toffler, con la "terza ondata", che corrisponde alla fine del secondo millennio, con l'avvento dei cosiddetti self-media (cellulare, internet, DVD, satellitare, virtual reality). Questi nuovi mezzi di comunicazione consentono un uso più personale e autonomo del media: i mass media inviavano messaggi alle masse, ma i mittenti erano relativamente esigui. Con i self media la comunicazione torna ad essere principalmente "uno ad uno", ma praticamente tutti vi hanno accesso sia come destinatari che come mittenti (tutti possono trovare informazioni sulla rete internet, ma anche immettere informazioni; tutti possono ricevere filmati di tipo televisivo, ma possono anche trasmettere filmati via cellulare).

Lo straordinario progresso tecnologico del Novecento ha fatto sì che:

  • le macchine per comunicare (elettriche ed elettroniche) diventassero sempre più potenti e sofisticate per cui la quantità di informazioni (la cosiddetta capacità di memoria) che è possibile trasmettere diventa potenzialmente infinita;
  • i mezzi di comunicazione diventano sempre più piccoli, maneggevoli ed economici (il primo computer occupava una stanza di 20 metri quadrati, mentre oggi un PC arriva a stare nel palmo di una mano. Il primo telefono cellulare in commercio pesava più di un chilo e costava oltre due milioni di lire; oggi un cellulare di medio profilo tecnologico pesa meno di cento grammi e costa intorno ai 70 €);
  • le tecnologie vengono intrecciate tra di loro (dall'incrocio tra telefono e fotocopiatrice è nato il fax; dall'incrocio tra telefono e videoscrittura la posta elettronica) per cui si diffonde sempre di più la multimedialità. Il termine multimediale indica che nello stesso messaggio sono contenute e veicolate contemporaneamente informazioni formulate in più codici (sonoro, verbale scritto e orale, iconico, mimico gestuale). La multimedialità era in questo senso nata già nell'epoca dei mass-media, quando all'immagine in movimento del cinema muto viene aggiunto il sonoro. Con la terza ondata essa è diventata un carattere pervasivo della comunicazione, in continua espansione (dall'sms all'mms; dalla telefonia cellulare al videotelefono).

La terza ondata dei media ha portato alle estreme conseguenze il processo che si era attivato già nell'ondata precedente. L'abbattimento delle barriere spazio-temporali è completo: si può comunicare ovunque con chiunque.

Opere Modifica

  • La terza ondata, Sperling & Kupfer, 1987.
  • L'azienda flessibile, Sperling & Kupfer editori, copyr 1990.

Collegamenti esterni Modifica





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