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Il successo di pubblico e la vasta diffusione del film Blade Runner del 1982 diretto da Ridley Scott, l'intensa ambientazione immaginativa, la simbologia di alcune scene ed anche alcuni toni filosofici hanno ispirato in varie opere culturali espliciti o indiretti riferimenti e richiami a questa pellicola [1] [2]. Ad esempio la frase pronunciata dal replicante Roy Batty: «Ho visto cose che voi umani...» è stata oggetto di innumerevoli citazioni e parodie e nel linguaggio comune è usata scherzosamente in senso analogo all'espressione: «ne ho viste delle belle» [3] .

File:Hong Kong Skyline Restitch - Dec 2007.jpg

Il monologo "ho visto cose che voi umani..."Modifica

Nel film la frase è l'incipit (in forma leggermente modificata) del celebre monologo di Rutger Hauer[4] nei panni del replicante Roy Batty, il quale prima di morire dice:

(in inglese)
« I've seen things you people wouldn't believe,

attack ships on fire off the shoulder of Orion,
I watched the c-beams glitter in the dark near the Tannhäuser Gates.
All those moments will be lost in time,
like tears in rain.

Time to die. »
(IT)
« Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi:

navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo,
come lacrime nella pioggia.

È tempo di morire. »
(Rutger Hauer/Roy Batty)

Tale frase sembra non fosse prevista dalla sceneggiatura: sarebbe stato Rutger Hauer a improvvisare la battuta.[5] In realtà l'attore si limitò a modificare il testo scritto dallo sceneggiatore David Webb Peoples, aggiungendo le parole "come lacrime nella pioggia".[6]

Il monologo, nel film, fa riferimento al passato del replicante, durante la sua militanza nei corpi militari speciali extramondo. Tuttavia le sue parole risultano oscure, poiché il film non fornisce alcun elemento per capire cosa siano i "raggi B" o le "porte di Tannhäuser", che pertanto sono lasciati all'immaginazione dello spettatore. Il discorso è diverso per i "bastioni di Orione": infatti, l'originale inglese parla in realtà della "spalla" di Orione (the shoulder of Orion), che è il modo in cui viene a volte chiamata la stella Betelgeuse (α Orionis).

Il doppiaggio italiano del film si discosta dall'originale in altri due punti:

  • «you people» (traducibile come "voi altri") viene reso con "voi umani";
  • «c-beams» ("raggi C") viene tradotto come "raggi B" per esigenze di doppiaggio.

Influenza culturaleModifica

File:OdFest hauer.jpg

La frase, subito entrata nella storia del cinema, ha modificato i criteri che venivano usati in fantascienza (sia cinematografica che letteraria) per distinguere fra umani e androidi, spostando la distinzione dal semplice piano fisico a quello cognitivo.[7]

Nel linguaggio comune, la frase è stata oggetto di innumerevoli citazioni e parodie. Viene usata principalmente come iperbole, col significato di "ho visto cose che è difficile credere", il più delle volte riferito ad episodi che vanno oltre i limiti del buon senso o del buon gusto (ad esempio per un monologo satirico e/o comico).

La frase viene spesso citata in una forma sbagliata, alterandola in "Ho visto cose che voi umani non potete neppure immaginare". Sebbene il senso sia il medesimo, si tratta comunque di un esempio di falsa memoria collettiva.[8]

L'incipit della frase, nella versione inglese, dà il nome all'internazionale_del_cortometraggio I've Seen Films, festival cinematografico internazionale che si tiene a Milano, fondato da Rutger Hauer.


Citazioni, riferimenti e influenze Modifica

  • Nei primi minuti del film, quando Deckard sale in auto con Gaff, sul monitor del cruscotto dell'auto appare lo stesso messaggio visto in Alien (sempre diretto dallo stesso Ridley Scott nel 1979) durante la fuga dalla nave Nostromo con la capsula di salvataggio.
  • Sempre nei primi minuti del film, durante il decollo della macchina della polizia, si vede su un monitor lo stesso identico schema visto sulla nave Nostromo di Alien durante la discesa sul pianeta.
  • Le due mosse suggerite da Roy Batty a J. F. Sebastian per la partita a scacchi che quest'ultimo aveva in corso col dottor Tyrell («Regina in Alfiere sei, scacco» e «Alfiere in Re sette, scacco matto») sono le stesse due mosse conclusive della celebre partita tra Adolf Anderssen e Lionel Kieseritzky, giocata a Londra nel 1851 e passata alla storia con l'appellativo de L'immortale[9].
  • Nel fumetto Disney PK², esiste un droide della Tempolizia chiamato Tyrrel Duckard. Il suo nome è un riferimento al film, e nello specifico alla Tyrell Corporation e al protagonista, Rick Deckard[10].
  • L'ambientazione della serie a fumetti Nathan Never della Sergio Bonelli Editore è fortemente ispirata alla pellicola Blade Runner[11].
  • La copertina, ed in generale, l'artwork dell'album del 1986 Somewhere in Time del gruppo heavy metal Iron Maiden s'ispirano esplicitamente alla scenografia del film e, nella versione in vinile, la scritta sul cinema in basso a sinistra recita «Blade Runner»[12].

Parodie Modifica

  • Il videoclip Freeek! (2002) del cantante George Michael, diretto da Joseph Kahn, è ispirato al film. In alcune scene del videoclip si vede il palazzo della polizia ripreso dall'alto in sorvolo.
  • Nel corso degli anni a Los Angeles sono apparsi diversi edifici ispirati a Blade Runner, tra cui la US Bank Tower, un grattacielo circolare provvisto di eliporto sul tetto molto simile alla centrale di polizia del film. A Culver City, vicino a Los Angeles, la Sony Pictures possiede un edificio che ricorda moltissimo una delle piramidi della Tyrell Corporation[13].

Note Modifica

  1. (in inglese) Trivia for Blade Runner (1982). imdb.com. URL consultato il 5 novembre 2009.
  2. Alice Autelitano, Cronosismi: il tempo del cinema postmoderno, Campanotto, 2006 p.99
  3. Trovacinema, 23 ottobre 2012
  4. Doppiato in italiano da Sandro Iovino.
  5. (in inglese) Trivia for Blade Runner (1982). imdb.com. URL consultato il 5 novembre 2009.
  6. (in inglese) La sceneggiatura originale di Blade Runner, 1981
  7. Merzagora, op. cit., p. 89
  8. Paragonabile alla celeberrima frase Suonala ancora, Sam... che durante il film Casablanca non viene mai recitata in quel modo (e soprattutto non viene mai citata da Humphrey Bogart).
  9. Murray Chapman. (in inglese) BLADE RUNNER Frequently Asked Questions (FAQ). faqs.org. URL consultato il 23 settembre 2014.
  10. Pierfilippo Dionisio. Pk - fine e nuovo inizio. uBC Fumetti. URL consultato il 2 ottobre 2014.
  11. Pierfilippo Dionisio. Quando Nathan sognava Blade Runner. uBC Fumetti. URL consultato il 11 ottobre 2014.
  12. (in inglese) Copertina di Somewhere in Time. derek.server311.com. URL consultato il 11 ottobre 2014.
  13. (in inglese) A Lost Angeleno's guide to the City of Blade Runner. Ms. Geek.com. URL consultato il 14 gennaio 2011.Template:Collegamento interrotto

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