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Boxer cinesi

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Yihetuan (in Pinyin) 义和团 Da alcuni è tradotto con Società di giustizia e concordia, più conosciuto come Boxer. Il nome Yihetuan 义和团 in realtà ha un altro significato. Infatti Tuan 团 sta per gruppo, ed è il nome che solitamente si utilizzava per i gruppi di autodifesa dei villaggi, quindi la traduzione più attendibile sarebbe Gruppo o Gruppi della giustizia e dell'armonia Deriva dalla modificazione del termine Yihequan utilizzato in precedenza. Da qui il termine improprio coniato dai cronisti e dai missionari occidentali di "Boxer".

« Il movimento dei Boxer era una diretta figliazione dell'antica Cina: derivata dalla rivolta della setta degli Otto Trigrammi, come se da allora non ci fosse stata storia. Esso si diffuse nella Cina del Nord sul finire degli anni'90, esprimendo la violenta disperazione delle masse contadine; i suoi seguaci si chiamavano I-ho ch'uan, dal nome dell'antica arte calistenica della lotta o del pugilato (ch'uan), che mirava a far trionfare la giustizia e l'armonia (i-ho). [1] »
(John King Fairbank)

Il termine Yihetuan va quindi ad indicare una nuova fase della rivolta, fase in cui intervengono i notabili ed i latifondisti cinesi ed il movimento ne riconosce la guida, segnatamente al fatto di proteggere la dinastia regnante.

I primi ad ipotizzare questa transizione per gli Yihequan sono gli amministratori della regione di Dongchang e del distretto di Guanxian in un rapporto del Giugno 1898 inviato a Zhang Rumei (张汝梅), allora governatore dello Shandong.

Proprio grazie all'opera di Zhang Rumei e Yu Xian (毓贤) si favorirà l'integrazione degli Yihequan negli Xiangtuan (乡团) accettata dalla corte imperiale.

Questo movimento nella storia tradizionale Occidentale è considerato come il prodotto di inciviltà, irrazionalità, superstizione che culminarono in un sentimento xenofobo di rifiuto dello straniero presso la gente comune. È in questo ambito che nasce il termine Pericolo Giallo:

« ... all'inizio del nostro secolo si diffuse lo slogan "pericolo giallo"... s'intendeva, insomma, quella quasi inesauribile massa di aggressori dai connotati individuali a stento riconoscibili, che i soldati tedeschi, britannici e di altre potenze europee si erano trovata di fronte nella rivolta cinese dei Boxers dell'anno 1900 [2] »
(Hermann Shreiber)

D'altro canto oggi si riconosce l'importanza di questo movimento per l'avvento negli anni successivi (1911) della Repubblica Cinese, ed il governo della Repubblica Popolare Cinese ne esalta il ruolo patriottico e anti-imperialista; inoltre a livello storiografico si tende a vederlo come reazione all'aggressività imperialistica Giapponese ed Occidentale.

« i missionari tedeschi... ebbero la mano molto pesante soprattutto nelle transazioni economiche e nell'acquisto di beni per le missioni [3] »
(Enrica Collotti Pischel)
File:Boxerspamphlet.png

Note =Modifica

  1. Fairbank John King, STORIA DELLA CINA CONTEMPORANEA, 1800-1985, Rizzoli, 1988, ISBN 88-1733340-9 , pp. 177-178
  2. Shreiber Hermann, La Cina, tremila anni di civiltà, Garzanti, 1984
  3. Collotti Pischel Enrica, STORIA DELLA RIVOLUZIONE CINESE, Editori Riuniti, Roma, 1982, pag. 81

Bibliografia Modifica

  • Brandt, Nat. Massacre in Shansi. Syracuse U. Press, 1994.
  • Marshall Broomhall, Martyred Missionaries of The China Inland Mission; With a Record of The Perils and Sufferings of Some Who Escaped , London, Morgan and Scott, 1901.
  • Chen, Shiwei. "Change and Mobility: the Political Mobilization of the Shanghai Elites in 1900." Papers on Chinese History 1994 3(spr): 95-115.
  • Paul A. Cohen; History in Three Keys: The Boxers as Event, Experience, and Myth Columbia University Press, 1997 online edition
  • Cohen, Paul A. "The Contested Past: the Boxers as History and Myth." Journal of Asian Studies 1992 51(1): 82-113. Issn: 0021-9118 Fulltext: in Jstor
  • Elliott, Jane. "Who Seeks the Truth Should Be of No Country: British and American Journalists Report the Boxer Rebellion, June 1900." American Journalism 1996 13(3): 255-285. Issn: 0882-1127
  • Joseph W. Esherick, The Origins of the Boxer Uprising University of California Press, 1987 ISBN 0-520-06459-3
  • Harrison, Henrietta. "Justice on Behalf of Heaven." History Today (2000) 50(9): 44-51. Issn: 0018-2753 Fulltext: in Ebsco; popular account
  • George, 2nd Earl Jellicoe, The Boxer Rebellion, The Fifth Wellington Lecture, University of Southampton, University of Southampton, 1993.
  • Diana Preston. The Boxer Rebellion by , Berkley Books, New York, 2000 ISBN 0-425-18084-0 online edition
  • Preston, Diana. "The Boxer Rising." Asian Affairs (2000) 31(1): 26-36. Issn: 0306-8374 Fulltext: in Ebsco
  • Victor Purcell; The Boxer Uprising: A background study, (1963) online edition
  • Sterling Seagrave, Dragon Lady: The Life and Legend of the Last Empress of China Vintage Books, New York, 1992 ISBN 0-679-73369-8 Challenges the notion that the Empress-Dowager used the Boxers. She is portrayed sympathetically.
  • Tiedemann, R. G. "Boxers, Christians and the Culture of Violence in North China." Journal of Peasant Studies 1998 25(4): 150-160. Issn: 0306-6150
  • Marina Warner. The Dragon Empress The Life and Times of Tz'u-hsi, 1835-1908, Empress Dowager of China , Vintage, UK, US 1993, ISBN 0-09-916591-0
  • Eva Jane Price. China journal, 1889-1900: an American missionary family during the Boxer Rebellion, (1989). ISBN 0-684-19851-8; see Susanna Ashton, "Compound Walls: Eva Jane Price's Letters from a Chinese Mission, 1890-1900." Frontiers 1996 17(3): 80-94. Issn: 0160-9009 Fulltext: in Jstor

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