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(Grida di incoraggiamento al pellegrino compostellano)

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Il Cammino di Santiago di Compostela è il lungo percorso che i pellegrini fin dal Medioevo intraprendono, attraverso la Francia e la Spagna, per giungere al santuario di Santiago di Compostela, presso cui ci sarebbe la tomba di Giacomo il Maggiore.

Le strade francesi e spagnole che compongono l'itinerario sono state dichiarate Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Storia Modifica

File:Hieronymus Bosch 097.jpg

Il Cammino di Santiago di Compostela è intimamente legato alla presenza della tomba di Giacomo il Maggiore e al suo ritrovamento, che risale al IX secolo. Anche se Giacomo è morto in Palestina negli Atti degli Apostoli (At12,1-2), e la Spagna è stata visitata solo da Paolo di Tarso Lettera ai Romani, Template:Citazione necessaria:

« San Giacomo il Maggiore dopo l'ascesa di Gesù al cielo iniziò la sua opera di evangelizzazione della Spagna spingendosi fino in Galizia, remota regione di cultura celtica all'estremo ovest della penisola iberica. Terminata la sua opera Giacomo tornò in Palestina dove fu decapitato per ordine di Erode Agrippa nell'anno 44. I suoi discepoli, con una barca, guidata da un angelo, ne trasportarono il corpo nuovamente in Galizia per seppellirlo in un bosco vicino ad Iria Flavia, il porto romano più importante della zona. Nei secoli le persecuzioni e le proibizioni di visitare il luogo fanno sì che della tomba dell'apostolo si perdano memoria e tracce. Nell'anno 813 l'eremita Pelagio (o Pelayò), preavvertito da un angelo, vide delle strane luci simili a stelle sul monte Liberon, dove esistevano antiche fortificazioni probabilmente di un antico villaggio celtico. Il vescovo Teodomiro, interessato dallo strano fenomeno, scoprì in quel luogo una tomba, probabilmente di epoca romana, che conteneva tre corpi, uno dei tre aveva la testa mozzata ed una scritta:"Qui giace Jacobus, figlio di Zebedeo e Salomé". »

Per questo motivo si pensa che la parola Compostela derivi da Campus Stellae (campo della stella) o da Campos Tellum (terreno di sepoltura).

Alfonso II il Casto (789-842), re delle Asturie e della Galizia, ordinò la costruzione sul posto di un tempio, i monaci benedettini nell'893 vi fissarono la loro residenza. Iniziarono così i primi pellegrinaggi alla tomba dell'apostolo (Peregrinatio ad limina Sancti Jacobi), dapprima dalle Asturie e dalla Galizia, poi da tutta l'Europa.

Santiago di Compostela fu distrutta nel 997 dall'esercito musulmano di Almanzor e poi ricostruita da Bermudo II di León. Fu però il vescovo Diego Xelmírez ad iniziare la trasformazione della città in luogo di culto e pellegrinaggio, facendo terminare la costruzione della Cattedrale, iniziata nel 1075, ed arricchendola con numerose reliquie.

L'icona di Santiago Matamoros Modifica

File:Saintjamesconquistador.JPG

Nella tradizione popolare e nell'iconografia di san Giacomo – soprattutto ispanica – è potente la figura del Matamoros, alfiere celeste, intercessore e vessillo della ribellione della Spagna al dominio islamico.

Profondamente intrecciata alla devozione popolare, infatti, si fece strada la particolare devozione iacobeada, principalmente sostenuta da parte della monachesimo cluniacense e dettagliatamente documentata nel Codex calixtinus, che faceva di Santiago il pilastro divino della riconquista dell'Europa meridionale dal dominio degli invasori musulmani – devozione che i numerosi pellegrini veicolarono in tutto il continente cristiano, facendo di san Giacomo una sorta di protettore dei cristiani dalle scorrerie ed invasioni di popoli islamici.

La scena originaria della miracolosa intercessione del Santo Apostolo fu localizzata nella Rioja, attorno al castello di Clavijo, dove Santiago, su un cavallo bianco, avrebbe guidato alla vittoria le armi cristiane di Ramiro I d'Asturias contro i musulmani di Al-Andalus il 23 maggio 844.

Della battaglia, che in epoca moderna taluni storici di tendenze ateistiche tendono a censurare proprio per la sua importanza religiosa – come del resto quella di Roncisvalle - nacque la tradizione, spinta dal desiderio popolare (tale era la devozione all'Apostolo) e successivamente asseverata da un decreto apocrifo attribuito al medesimo Ramiro I, di un tributo annuo di primizie di grano e vino, dovuto da tutta la Spagna «para el mantenimiento de los canónicos que residen en la iglesia del bienaventurado Santiago y para los ministros de la misma iglesia» al fine di magnificare e conservare la Cattedrale di Santiago in segno di profonda gratitudine e perenne devozione per la liberazione della Spagna.

Le vie verso Santiago Modifica

File:Galeriassagasta.jpg
File:Paris tour st-jacques.jpg
File:Basílica de Santiago 02.JPG
File:Perugia - San Pietro - verso santiago 2.jpg
File:Galice muxia.jpg
File:Vieira Camino de Santiago.jpg

Storicamente, le vie degli stranieri verso Santiago furono anche marittime, soprattutto in primavera-estate, ed è anzi diffusa l'opinione che per mare fosse arrivata nella Francia carolingia la notizia della tomba dell'apostolo, e che i primi pellegrini arrivassero proprio dal mare: ci sono testimonianze di viaggi compiuti dall'Inghilterra verso La Coruña, nel XIII secolo, che duravano solamente quattro giorni, e certamente il percorso marittimo era il meno rischioso, se fatto nella buona stagione, in tempi di strade assai insicure e accidentate, di abitati scarsi e lontani tra loro. La Ruta de la Costa, cioè la via di Santiago lungo la costa cantabrica, è la principale traccia del cammino più antico, a testimoniare che i pellegrini arrivavano a Santiago da porti atlantici, anche più ad est di La Coruña (praticamente dalla Francia alla Galizia).

Le principali vie di terra che convergevano verso Santiago sono descritte nel Codex calixtinus (il Liber Sancti Jacobi) ed erano – e sono ancora:

I due passi più frequentati sui Pirenei erano dunque Roncisvalle e Somport. La via che va da Roncisvalle a Estella è ancora detta, in spagnolo, Camino francés, mentre quella che passa i Pirenei a Somport si chiama Camino aragonés.

Per qualunque cammino arrivassero i pellegrini comunque, il punto di raccolta era il Puente la Reina.

Le successive, necessarie tappe erano:

e si era finalmente a Santiago. Dopodiché il pellegrino, se aveva ancora fiato, si spingeva (e arriva tutt'oggi) a guardare l'oceano Atlantico dall'estremo promontorio di Fisterra, oppure termina il suo cammino al santuario di Nosa Señora da Barca, a Muxía, sulla Costa della Morte. La chiesa sorge di fronte ad un celebre luogo di culto megalitico, centrato sulla Pedra d'Abalar ("la pietra oscillante") che i pellegrini fanno oscillare in cerca del suo punto di equilibrio.

Itinerario culturale europeo Modifica

File:Logo cammino santiago.jpg
File:Cathedral square Santiago de Compostela.jpg

Il 23 ottobre 1987 il Consiglio d'Europa ha riconosciuto l'importanza dei percorsi religiosi e culturali che attraversano l'Europa per giungere a Santiago de Compostela dichiarando la via di Santiago "itinerario culturale europeo" e finanziando adeguatamente tutte le iniziative per segnalare in modo conveniente "el camino de Santiago".

Il pellegrinaggio moderno Modifica

Questo riconoscimento, che pone l'accento sul carattere storico e culturale del Cammino, è stato probabilmente una delle principali ragioni della forte ripresa di frequentazione del Cammino stesso, a partire dagli anni novanta, anche da parte di persone che non lo percorrono per motivi religiosi, e – in misura crescente – di nazionalità non spagnola. Per molti il cammino che viene intrapreso, non è solo quello materiale, ma quello interno, che comporta effetti benefici sia per lo spirito e per la fede, una sorta di catarsi interiore. La maggiore presenza è quella di cristiani, ma non mancano appartenenti ad altre comunità religiose. Vi si trovano le categorie più disparate: novizi in attesa di prendere i voti; coppie in crisi, che tentano il viaggio insieme al fine di ritrovare l'equilibrio nei rapporti, fondato sui veri sentimenti; fedeli che intraprendono un pellegrinaggio, per rafforzare la propria fede.

Il numero dei pellegrini tocca punte altissime – come si vede dalla statistica che segue – negli anni cosiddetti "iacobei" - quelli in cui il 25 luglio, festa annuale del santo, cade di domenica (anni considerati "giubilari" in forza di una bolla emessa dal papa Alessandro III nel 1179, qui evidenziati in giallo nelle tabelle).

Tra gli stranieri prevalgono, nell'ordine, tedeschi, italiani e francesi. In generale, comunque, i numeri sembrano indicare che Santiago sta diventando, con Lourdes e Fatima, una delle mete preferite dal turismo religioso internazionale.

Giovanni Paolo II, in occasione della Giornata mondiale della gioventù del 1989, percorse parte del cammino.

anno
1985-619871988198919901991199219931994
Pellegrini2.4912.9053.5015.7604.9187.2749.76499.43615.863
di cui non spagnoli 2.3912.1512.3302.7515.0934.183


<center>anno1995199619971998199920002001200220032004
Pellegrini19.82123.21825.17930.126154.61355.00461.41868.95274.614179.944
di cui non spagnoli5.7576.7107.67112.17320.40319.92521.85427.35530.51842.781


<center>anno20052006200720082009201020112012
Pellegrini93.924100.377114.026125.141145.877272.135183.366192.488
di cui non spagnoli40.99648.12958.70064.03066.87084.04685.54495.213


Fonte: Oficina del Peregrino

Nota: le caselle vuote indicano un'assenza di dati.

Pericoli Modifica

File:Playa-de-Mar-de-Fora.jpg
File:Visuale sud della Playa de Mar de Fora.jpg

Anche se il pellegrinaggio è molto frequentato, quasi ogni anno accadono incidenti mortali per una scarsa segnalazione, sulle guide e in loco, dei pericoli del percorso o, più frequentemente, per la sottovalutazione degli stessi da parte dei pellegrini.

Da San Jean de Pied de Port a Roncesvalles Modifica

Nonostante la bassa altitudine, circa 1300 m, vi si verificano rapidi cambiamenti di visibilità per improvvisa comparsa di nebbia che non solo rende difficile l'orientamento ma che spesso toglie anche la visibilità stessa, rendendo molto difficile e pericolosa la prosecuzione del cammino.

È indispensabile pertanto mettere in atto tutte le regole di sicurezza proprie della montagna, quali l'attenta e scrupolosa verifica delle condizioni meteorologiche locali, con eventuale annullamento dell'uscita onde salvaguardare la propria incolumità.

Finisterre Modifica

Arrivati a Finisterre, termine ultimo del pellegrinaggio, un tempo considerato il termine delle terre conosciute, è tradizione, fin dall'antichità, bruciare gli abiti del pellegrinaggio stesso e immergersi nell'oceano per un bagno purificatore. I pellegrini sono condotti, attraverso un comodo, largo, lungo pontile di legno, alla bella e larga  Playa de Mar de Fora, dalla impalpabile sabbia dorata. A questa ridente spiaggia si può accedere dal paese sia attraverso le basse rocce che costeggiano il mare, sia attraverso la spiaggia stessa, senza dover intraprendere un percorso obbligato. Anche questa località si caratterizza per un rapido cambio delle condizioni meteorologiche e delle condizioni del mare.

Il pellegrino che si incammina lungo il pontile di legno potrà incontrare cartelli che avvisano del pericolo per la mancanza di sorveglianza; sui cartelli sono anche disegnate delle onde che richiamano l'idea del pericolo in caso di mare mosso in quanto il maggior pericolo presente in tale località è la presenza di insidiose e potenti correnti dell'oceano attive anche a pochi metri dalla riva, correnti che portano al largo, mettendo il bagnante in balia dell'oceano.

Onorificenze Modifica

Template:Onorificenze

Bibliografia Modifica

  • Paolo Caucci von Saucken (a cura di): Guida del pellegrino di Santiago – Libro quinto del Codex Calixtinus Jaca Book 1989/2010
  • Paolo Caucci von Saucken (a cura di): Santiago, L'Europa del pellegrinaggio, Jaca Book 1993
  • Paolo Caucci von Saucken e Paolo Asolan, Cammini in Europa. Pellegrinaggi antichi e moderni tra Santiago, Roma e la Terrasanta, Terre di Mezzo 2009
  • Cees Noteboom, Verso Santiago – Itinerari spagnoli, Milano, Feltrinelli 1992
  • Massimo Cardoni, Sulla strada di Santiago, Cinisello B. (MI) 3ª ed., San Paolo 2004.
  • Fabrizio Ardito, Peregrinos. 33 Giorni a piedi lungo il Camino de Santiago, Touring Editore, Milano, 2005.
  • Davide Gandini, Il Portico della Gloria. Lourdes, Santiago de Compostela, Finisterre a piedi, E.D.B. 1996
  • Paolo Asolan, A Santiago, Marietti 1820 2006
  • AA.VV. Il Cammino di Santiago a piedi Guida al Cammino Francese, Cammino Aragonese, Finisterrae, Sette Città 2004
  • Alessio Barletti, La Flecha Amarilla – Lungo il Camino di Santiago, Edizioni Feeria 2003
  • A.A.V.V., L'anima felice, Centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei, Ponzano Monferrato 2007
  • Francesca Cosi e Alessandra Repossi, "Il bastone e la conchiglia: guida pratica e spirituale al Cammino di Santiago" Ancora, Milano 2007
  • Marina Cepeda Fuentes, "La cucina dei pellegrini. Da Compostella a Roma", Edizioni Paoline 2000-2008
  • Mario Calcagnile, el Camino de Santiago – con un sasso in mano – un Salentino a Compostela, Edizioni CALCANGELI 2008
  • Piergiorgio Odifreddi e Sergio Valzania (con la partecipazione di Franco Cardini), La Via Lattea Longanesi 2008 (ISBN 978-88-304-2617-7)
  • Hape Kerkeling, Vado a fare due passi Corbaccio Editore 2008
  • Alfonso Curatolo, Miriam Giovanzana: Guida al Cammino di Santiago de Compostela Terre di mezzo Editore
  • Denise Péricard-Méa, Compostela e il culto di san Giacomo nel Medioevo, Bologna, Il Mulino 2004
  • Bruno Galante, "Buen Camino", Firenze, Codex Uno 2005
  • Carmen Pugliese, Editoriale La rivista peregrina “Camino de Santiago” n. 13, Burgos, Pseudoturpin S.L., 2010
  • Paulo coelho, "il cammino di santiago"

Voci correlate Modifica

Altri progetti Modifica

Collegamenti esterni Modifica

Fonti Modifica

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