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Il Catalizzatore di energia di Rossi e Focardi (in inglese: "Energy Catalyzer"), noto anche come Rossi & Focardi Energy Amplifier (Amplificatore di Energia di Rossi-Focardi) è un apparato costruito e proposto da Andrea Rossi[1] (dottore in filosofia della scienza presso l'Università di Milano[2] e protagonista della vicenda Petroldragon)[3] e da Sergio Focardi, professore emerito di fisica presso l'Università degli Studi di Bologna.[4]

Il catalizzatore non risulta oggetto di pubblicazioni su alcuna rivista scientifica di rilevanza internazionale: la relazione scientifica che spiega e illustra i risultati dell’esperimento è stata respinta dalla comunità scientifica e non ha superato la revisione paritaria.[5]

Sul proprio sito, journal-of-nuclear-physics.com, gli artefici dichiarano trattarsi di un dispositivo funzionante attraverso reazioni nucleari a bassa energia (L.E.N.R., Low Energy Nuclear Reaction), che trasformerebbero in calore l'energia immagazzinata nell'idrogeno gassoso e nel nichel, ovverosia i combustibili del reattore.[6]

Il meccanismo di rilascio dell'energia viene attribuito dai proponenti a fenomeni di fusione nucleare fredda di quei due elementi, dai quali deriverebbe anche la conseguente produzione di rame.[7]

Rossifocardi apparat 523px

The "Energy Catalyzer" built by Andréa Rossi and Sergio Focardi

Basato in parte su di un brevetto di Francesco Piantelli Modifica

L'E-Cat di Rossi-Focardi sarebbe l'evoluzione di un dispositivo brevettato da Francesco Piantelli (WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO)

Meccanismo di funzionamento propostoModifica

Secondo Sergio Focardi e Andrea Rossi, il meccanismo di funzionamento è quello di una cella di Focardi-Piantelli.[8] Focardi fornisce una descrizione del fenomeno che può essere così riassunta:

In una cella elettrolitica (il catodo della quale è costituito da una barra contente una polvere di nichel) viene posta al suo interno una resistenza, il cui scopo è di aumentare la temperatura della cella fino a raggiungere un massimo di 500°C.
L'acqua contenuta nella cella subirebbe quindi l'elettrolisi in modo da produrre idrogeno atomico; essendo il catodo caricato negativamente, esso attrae i nuclei dell'idrogeno (che sono dei protoni, la cui carica è positiva) i quali entrano nel reticolo cristallino del nichel.
A questo punto avverrebbe la fusione: il protone entrerebbe dentro il nucleo del nichel andando così a formare rame (visto che, con l'eventuale aggiunta di un protone, il numero atomico salirebbe di uno) e dunque si produrrebbe un nucleo eccitato che poi decadrebbe per smaltire l'energia eccedente, in quanto il nucleo del rame è più "profondo" di quello del nichel (il che significa che il rame ottenuto è più legato e dunque un po' più leggero della somma del nucleo del nichel e del protone di partenza). I decadimenti possono essere di tipo gamma, beta più, oppure a cattura elettronica (o concatenazioni di questi decadimenti) fino a rendere stabile il rame. I decadimenti sono diversi a seconda di quale isotopo del nichel sarebbe coinvolto e dunque di quale isotopo di rame si produrrebbe.
Visto che i positroni si annichilano rilasciando raggi gamma, la maggior parte dell'energia liberata è in ogni caso formata da questo tipo di radiazione la quale viene assorbita dalla schermatura in bario e piombo e sprigiona così calore (Rossi afferma di aver misurato emissioni di raggi gamma con energie fino a 300 KeV).

Secondo le conoscenze fisiche attuali il fenomeno è da considerarsi inspiegabile in quanto, essendo sia il protone-nucleo di idrogeno sia il nucleo del nichel di carica positiva, ambedue dovrebbero respingersi e perciò non potrebbero avvicinarsi abbastanza da permettere la fusione tra i due nuclei (difatti le forze di attrazione nucleari forti prevalgono su quelle elettromagnetiche di repulsione, permettendo quindi la fusione, solo a brevissima distanza).

Per ovviare a siffatta impossibilità teorica, i ricercatori operanti nel campo della fusione fredda hanno proposto nel corso dei loro studi varie teorie onde spiegare tale fenomeno e, tra queste, vi è la teoria degli stati coerenti di Giuliano Preparata.

Da ciò che si è finora potuto comprendere, una delle novità più rilevanti inerenti al Catalizzatore di Energia di Rossi e Focardi rispetto alle metodologie precedentemente usate in simili sistemi sarebbe insita nella polverizzazione del nichel che, aumentando conseguentemente le superfici di contatto, renderebbe più facile per l'idrogeno caricare il "nichel" a sufficienza affinché si verifichi la fusione tra i due.[9]

Scopo del catalizzatoreModifica

Lo scopo del catalizzatore (termine adottato da Rossi, sebbene più propriamente si dovrebbe parlare di reattore) è quello di fare avvenire la reazione nucleare di fusione tra idrogeno e nichel in modo da liberare energia e così produrre calore. Tale fonte di calore può venire poi utilizzata direttamente al fine di riscaldare gli ambienti, oppure per la produzione di energia elettrica, in ambedue i casi in maniera estremamente vantaggiosa poiché in questa tipologia di reazione sono coinvolti quali combustibili nichel e idrogeno (estratto attraverso elettrolisi dall'acqua), elementi quindi presenti in gran quantità sulla Terra. Sicché, avendo la reazione origine nucleare, basterebbero minime entità di questi elementi onde ottenere grandi quantitativi di energia prodotta. Difatti, mentre le reazioni chimiche hanno energie intorno all'elettronvolt, le reazioni nucleari hanno energie intorno al MeV: ciò significa che un kg di combustibile nucleare è capace di liberare una quantità di energia dell'ordine di un milione di kg di combustibile chimico. Inoltre il catalizzatore fornisce energia pulita in quanto non vengono prodotti isotopi radioattivi dal momento che gli isotopi di rame ottenuti decadono in tempi rapidi.

Dimostrazione del 14 gennaio 2011 Modifica

Una dimostrazione del funzionamento dell'apparato sperimentale è stata realizzata il 14 gennaio 2011, in un capannone industriale nei dintorni di Bologna, di fronte a una platea di giornalisti e scienziati appositamente invitati per l'occasione[10]. Durante la dimostrazione, durata circa 45 minuti[11], e «svoltasi in condizioni parzialmente controllate»[11], la presunta reazione nucleare fu "innescata" con il calore ceduto da una resistenza attraversata da corrente elettrica. Gli scienziati proponenti dichiararono che la potenza fornita dalla corrente elettrica, inizialmente di circa 1 kW (ridotta a circa 400 W dopo pochi minuti), portò il dispositivo a emettere energia termica (misurata da un calorimetro) pari al calore prodotto da una resistenza alimentata da 12 kilowatt. Questo calore, nel caso specifico, fu utilizzato per fare evaporare dell'acqua. La temperatura dell'acqua fu innalzata da 20°C e l'acqua convertita in "vapore secco" (ma alcune fonti contestarono questo dato, e parlarono di "vapore umido") a circa 101°C. I proponenti dichiararono un fattore di guadagno di potenza di circa 30 volte[12].

All'organizzazione della dimostrazione collaborò Giuseppe Levi,[13] un fisico nucleare dell'INFN.[14] Levi confermò che l'apparato produceva circa 12 kW e stabilì anche che, molto probabilmente, l'energia prodotta non fosse di origine chimica dal momento che il consumo di idrogeno era di entità non misurabile[12].

Tuttavia, le condizioni non totalmente controllate in cui si svolse il test, e la sua breve durata, non permisero alcuna conclusione sul processo di produzione di energia[12].

Assenza di radiazione emessaModifica

Sia prima, sia dopo l'accensione dell'apparato, fu misurata l'intensità della radiazione emessa da quella parte in cui, secondo i proponenti, avverrebbe il processo di fusione[11]. Non fu riscontrata alcuna differenza significativa nell'attività misurata tra l'apparato in condizione "di riposo" e quella misurata in modalità "funzionamento".

Questo risultato entra in conflitto con le attuali conoscenze teoriche e sperimentali sui processi di fusione nucleare e le interazioni tra radiazione e materia, in base alla quali una certa radiazione in eccesso debba essere necessariamente generata: questa radiazione, sfuggendo all'apparato, può essere di conseguenza rilevata. A causa delle restrizioni imposte da Rossi e Focardi, non fu eseguita alcuna spettroscopia a raggi gamma[11].

I due proponenti motivarono l'assenza di emissioni misurabili di raggi gamma quale effetto di una schermatura al piombo, giustificata dalla nocività di tali radiazioni per la salute umana[15].

Dimostrazione del 10-11 Febbraio 2011Modifica

Giuseppe Levi affermò di essere in grado di potere escludere una possibile origine chimica del fenomeno alla base del funzionamento del Catalizzatore di Energia di Rossi e Focardi anche in virtù dell'effettuazione di un ulteriore test, avvenuto a Bologna dal 10 all'11 febbraio 2011, e protrattosi per 18 ore continuative. Onde evitare dubbi in relazione all'ebollizione dell'acqua, in questa dimostrazione il flusso fu aumentato affinché potesse escludersi che l'ebollizione fosse interamente causata dall'incremento della temperatura. Tale test fu eseguito esclusivamente da Levi e Rossi.[16]

Secondo Levi, la reazione fu innescata attraverso la conduzione di una resistenza attraversata da circa 1250 watt di potenza per una durata di circa 10 minuti. L'energia d'ingresso fu quindi gradualmente ridotta fino a una soglia inferiore di circa 100 watt, potenza sufficiente per mantenere in funzione l'apparato elettronico dedicato alla supervisione del processo. Prima dell'attivazione del test, il Catalizzatore di Energia fu caricato di idrogeno e la dimostrazione ebbe tra gli obiettivi quello di misurare il consumo di idrogeno durante il funzionamento del sistema. Sempre secondo Levi, il consumo totale di idrogeno misurato al termine del test non fu superiore a 0,4 grammi totali. L'eccesso di potenza di uscita fu misurato in 15 Kilowatt, corrispondente a una emissione totale di energia di circa 1GJ (gigajoule), molto più che in qualunque processo proveniente da reazioni conosciute di tipo non nucleare.[16]

Dimostrazione del 29 marzo 2011Modifica

Dopo la pubblicazione di un articolo sul Catalizzatore di Energia di Rossi e Focardi da parte della rivista svedese Ny Teknik,[17] Sven Kullander [18] [19], professore emerito dell'Università di Uppsala e presidente del Comitato sull'Energia della Regia Accademia Svedese delle Scienze, e Hanno Essén, professore associato di fisica teorica e membro del Regio Istituto di Tecnologia presso l'Università Statale di Stoccolma ed ex presidente della Vetenskap och Folkbildning (Föreningen Vetenskap och Folkbildning) ovverosia l'associazione svedese degli scettici, accettarono di prendere parte come osservatori a una dimostrazione concernente il funzionamento del sistema.[20][21]

Il 29 marzo 2011 fu dunque organizzato un nuovo test, alla presenza dei due fisici svedesi, in cui fu data la possibilità di controllare liberamente tutto ma senza permettere l'apertura del Catalizzatore di Energia. Fu usata una versione più piccola dell'apparato, da soli 4,4 kW, e fu mostrato il dispositivo "nudo", cioè senza la schermatura esterna al piombo contro i raggi gamma (restava naturalmente la schermatura interna al bario e piombo). L'energia in ingresso fu di 330 W mentre quella in uscita di 4,7 kW (il calcolo dell'energia e la calibrazione del flusso di acqua fu eseguita da Essén). Il Catalizzatore di Energia fu fatto funzionare per circa 4 ore. Kullander ed Essén conclusero che in un apparato di circa 50 centimetri cubici (il volume del Catalizzatore di Energia) nessun processo chimico conosciuto sarebbe stato in grado di emettere energia in simili quantità.[22][23]

Dimostrazioni del 19 e 28 aprile 2011Modifica

Il 19 aprile[24] e il 28 aprile 2011 a Bologna[25] furono tenute due ulteriori dimostrazioni inerenti il funzionamento dell'apparato. Mats Lewan, giornalista scientifico della rivista svedese Ny Teknik,[26] partecipò attivamente ai test onde eliminare le più macroscopiche possibilità che il principio di funzionamento insito nel Catalizzatore di Energia potesse essere il risultato di una truffa.[27][28] Pertanto egli calibrò l'amperometro, misurò e pesò il flusso di acqua e calibrò la sonda di misurazione della temperatura al fine di verificare che la totalità del flusso d'acqua fosse convertita in vapore.[29] Le misurazioni mostrarono un guadagno netto di potenza compreso tra 2,3 e 2,6 kilowatt, a fronte di una potenza in ingresso di 300 watt.

Le dimostrazioni sono state seguite dal canale televisivo pubblico italiano Rai News, che ha prodotto sui test un servizio televisivo la cui trasmissione è avvenuta il 5 maggio 2011, alle ore 20:35.[30][31]

Test universitariModifica

Secondo Andrea Rossi, il Catalizzatore di Energia verrà sottoposto a test universitari entro la fine del 2011. Le due università che avranno il compito di valutare il Catalizzatore saranno l'Università degli Studi di Bologna e l'Università di Uppsala in Svezia.[32]

Sviluppo industrialeModifica

BrevettoModifica

All'ufficio europeo dei brevetti è stata presentata una domanda, a nome della moglie di Andrea Rossi ovverosia Maddalena Pascucci, per brevettare l'Energy Catalyzer (Patent WO/2009/125444).[33] Attualmente il brevetto è allo studio ed è stato né accettato né respinto.

HyperionModifica

La pluridecennale conoscenza tra il professor Christos Stremmenos, ex-ambasciatore della Grecia in Italia[34][35][36] e già ordinario presso l'Università degli Studi di Bologna,[37] e il professor Sergio Focardi permise di mettere in contatto Andrea Rossi e il suo gruppo con la Defkalion Green Technologies, azienda greca operante nel settore delle energie rinnovabili.[38][39] Nacque così il progetto inerente la costruzione di una centrale elettrica da 1 MW, costituita da 330 Catalizzatori di Energia,[40] da realizzare presso una fabbrica di Xanthi in Grecia.[41][42] Si tratterebbe dunque di un impianto pilota che, secondo le intenzioni della Defkalion, verrebbe poi adottato come prototipo per la produzione in serie di tale tipologia impiantistica su scala industriale e quindi dovrebbe essere posto in commercio con il nome di "Hyperion".[43] Secondo Andrea Rossi tale impianto potrebbe essere pronto nell'ottobre del 2011.[44]

Testimonianze di Rossi, Focardi e Stremmenos su YouTube riguardo l' E-Catalizer Modifica

Interviste del 4 maggio e del 5 maggio 2011 su Radio 24 ad Andrea RossiModifica

Intervista del 4 maggio 2011: http://www.radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/2011/110504-mrkilowatt.mp3

Intervista del 5 maggio 2011: http://www.radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/2011/110505-mrkilowatt.mp3

In queste interviste Rossi illustra con maggiore precisione alcuni aspetti inerenti le future valutazioni del Catalizzatore da svolgersi in ambito universitario (che, se effettivamente svolte in qualità di test, potranno forse finalmente concludere in maniera definitiva se il principio di funzionamento sia da riferirsi a una "fusione nucleare fredda" oppure non) e i progetti inerenti la commercializzazione del Catalizzatore.-- [45]

E-catalizzatore: dimostrazione fatta a Bologna il 6 ottobre 2011Modifica

Influenza nella cultura popolareModifica

NoteModifica

  1. http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/ Articolo de La Repubblica.
  2. Sito personale di Andrea Rossi.
  3. Nucleare da tavolo Articolo de Il Fatto Quotidiano.
  4. http://www.df.unibo.it/personale/prof_emeriti.htm Dipartimento di Fisica, Università degli Studi di Bologna, Professori emeriti.
  5. Allora ci siamo: presto energia gratis per tutti. O forse no.
  6. (2010-03-22) A new energy source from nuclear fusion.
  7. http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml Articolo de Il Resto del Carlino.
  8. http://www.journal-of-nuclear-physics.com
  9. http://www.youtube.com/watch?v=TbmJPqDwQm0 Sergio Focardi intervistato da Radio Città del Capo.
  10. (2011-01-14) January 15th Focardi and Rossi press conference.
  11. 11,0 11,1 11,2 11,3 Mauro Villa (Università di Bologna e INFN), (2011-01-26) On the gamma radiation measurements on the Rossi system. Journal of Nuclear Physics.
  12. 12,0 12,1 12,2 (2011-01-14) Report on heat production during preliminary tests on the Rossi "Ni-H" reactor.
  13. http://www.radio24.ilsole24ore.com/player/player.php?filename=110406-mrkilowatt.mp3 Intervista a Giuseppe Levi su Radio 24, febbraio 2011.
  14. http://www.unibo.it/SitoWebDocente/default.htm?UPN=giuseppe.levi%40unibo.it&TabControl1=TabCV Università degli Studi di Bologna, Dipartimento di Fisica Nucleare e Subnucleare: Giuseppe Levi, Membro Associato all'INFN, sezione di Bologna.
  15. http://blog.panorama.it/italia/2011/04/22/parla-lo-scienziato-che-ha-inventato-la-fusione-nucleare-a-freddo/ Intervista di Panorama a Sergio Focardi.
  16. 16,0 16,1 Lewan, Mats (February 23, 2011). "Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion". Ny Teknik. http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece. 
  17. http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3081694.ece Ny Teknik, Cold fusion may provide one megawatt in Athens, 2 February 2011
  18. www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29
  19. Sven Kullander è il presidente del Comitato sull'Energia della Regia Accademia Svedese delle Scienze cioè il comitato che partecipa attivamente all'assegnazione dei premi Nobel in chimica e fisica. Lui ed Essén sono stati invitati da Mats Lewan, uno dei giornalisti scientifici di Ny Teknik in quanto hanno la fama di essere due tra i più scettici tra tutti gli scienziati svedesi. Kullander ed Essén affermano che vi è un produzione di calore anomala e che sia impossibile che si tratti di una reazione chimica conosciuta: The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production
  20. http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4 Servizio di Rai News, trasmesso giovedì 5 maggio 2011 alle ore 20:37.
  21. http://www.youtube.com/watch?v=Vt2JqEmaUGc Intevista a Sven Kullander e Hanno Essén (in lingua svedese, sottotitolata in inglese)
  22. http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece Ny Teknik, Swedish physicists on the E-cat: “It’s a nuclear reaction”, 6 april 2011
  23. http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29 Experimental test of mini-Rossi device at the Leonardocorp, Bologna 29 March 2011.
  24. Lewan, Mats (April 19, 2011). Ny Teknik. http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf. 
  25. Lewan, Mats (April 28, 2011). Ny Teknik. http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf. 
  26. http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3081694.ece Ny Teknik, Cold fusion may provide one megawatt in Athens, 2 February 2011
  27. http://www.nyteknik.se/taggar/?tag=Cold+Fusion Ny Teknik, Artiklar om Cold Fusion.
  28. http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166552.ece Ny Teknik, Ny Teknik tested the energy catalyzer, 2 May 2011.
  29. Lewan, Mats. Ny Teknik. http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166552.ece. 
  30. [1]
  31. http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=23074 A questo indirizzo si può vedere il reportage di Rai News sul Catalizzatore di Energia
  32. http://www.radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/2011/110505-mrkilowatt.mp3 Intervista del 5 maggio 2011 su Radio 24 ad Andrea Rossi
  33. https://register.epo.org/espacenet/application?documentId=EPUAGNB37400FI4&number=EP08873805&lng=en&npl=false
  34. http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1986/01/17/messaggi-di-auguri-per-dieci-anni.html Cristos Stremmenos, ambasciatore di Grecia.
  35. http://www.comune.sannicola.le.it/pubblicazioni/726La%20chiesa%20di%20San%20Mauro.pdf Prof. Christos Stremmenos
    Già Ambasciatore di Grecia in Italia
  36. http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:1JvjJFKJxSkJ:www.comune.sannicola.le.it/pubblicazioni/726La%2520chiesa%2520di%2520San%2520Mauro.pdf+%22christos+stremmenos%22+ambasciatore&cd=17&hl=it&ct=clnk&gl=it&source=www.google.it Prof. Christos Stremmenos
    Già Ambasciatore di Grecia in Italia
  37. http://radio.rcdc.it/archives/stremmenos-la-fusione-fredda-puo-risolvere-molti-problemi-dellumanita-77206/ Christos Stremmenos intervistato da Radio Città del Capo.
  38. http://www.youtube.com/watch?v=fBOV7vztkVw Servizio televisivo sulla produzione del Catalizzatore di Energia da parte della Defkalion Green Technologies trasmesso dalla New Hellenic Television, il secondo canale televisivo di Stato della Grecia.
  39. http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3091266.ece Ny Teknik, Cold Fusion: Here's the Greek company building 1 MW, 7 February 2011.
  40. http://www.radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/2011/110504-mrkilowatt.mp3 Intervista del 4 maggio 2011 su Radio 24 ad Andrea Rossi
  41. http://www.express.gr/news/business/434458oz_20110316434458.php3 Express,
    Επένδυση 200 εκατ. στην Ξάνθη για «πράσινη» ενέργεια.
    16 marzo 1011
  42. http://www.xanthipress.gr/eidiseis/koinonia/6914-defkalion-yperion-synenteyxi-diloseis-tsalikoglou.html Xantipress,
    O εκπρόσωπος της επένδυσης Defcalion μιλά στο XanthiPress.gr
    16 marzo 2011
  43. http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Xantipress,
    «Πράσινη» επένδυση-μαμούθ στην Ξάνθη. Επιβεβαίωση από Ξυνίδη.
    12 marzo 2011
  44. http://www.youtube.com/watch?v=Zuj5ig7jduw Andrea Rossi intervistato da Coast to Coast AM, 23 marzo 2011
  45. 79.16.138.160 (msg) 19:35, 5 mag 2011 (CEST)

Voci correlate Modifica

Collegamenti esterni Modifica

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