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Per escatologia ebraica o escatologia giudaica si intende l'insieme di alcuni temi della religione ebraica, concernenti il messianismo giudaico, la vita oltre la vita, e la risurrezione dei morti. La parola escatologia (intesa come "discorso sulla fine"), genericamente, è l'area della teologia e della filosofia che tratta di ipotetici eventi finali nella storia del mondo, del destino ultimo dell'umanità, e dei relativi concetti.

Il MessiaModifica

La parola ebraica Mashiach (o Moshiach) si riferisce alle idee giudaiche attorno alla figura del Messia. Allo stesso modo che la parola italiana Messia, Mashiach significa unto.[1]

Il Messia giudaico si riferisce a un leader umano, discendente fisicamente dalla stirpe di Re Davide, che governerà e unirà il popolo di Israele[2] e che lo condurrà verso l'Era Messianica[3] di pace globale e universale. In un profondo contrasto fondamentale con il sistema di credenze cristiano, il messia giudaico non viene considerato divino e non corrisponde alla figura di Gesù di Nazaret.

Ai tempi biblici il titolo mashiach veniva concesso per persone in un'alta posizione di nobiltà e grandezza. Ad esempio, Cohen ha-Mašíaḥ significa Alto Sacerdote. Nell'Era Talmudica il titolo Mashiach o מלך המשיח, Méleḫ ha-Mašíaḥ (nella vocalizzazione tiberiense pronunciato Méleḵ haMMāšîªḥ), letteralmente significa "il Re unto", e si riferisce al leader umano e re giudaico che riscatterà Israele nella "Fine dei giorni" e che la condurrà verso un'era messianica di pace e prosperità sia per i vivi che per i morti.[1]

Nella Tanakh (Bibbia ebraica)Modifica

Molte delle requisiti specificati nel test come concernenti il messia, quello che farà, e quello che avverrà durante il suo regno si trovano nel Libro di Isaia, anche se alcuni requisiti vengono menzionati in brani di altri profeti.

  • Il Sinedrio verrà ristabilito (Isaia 1:26)
  • Una volta diventato Re, i leader di altre nazioni cercheranno il Mashiach per essere guidati (Isaia 2:4)
  • L'intero mondo adorerà l'Unico Dio di Israele (Isaia 2:17)
  • Lui discenderà da Re Davide (Isaia 11:1), attraverso la stirpe di Re Salomone (1 Cron. 22:8–10)
  • Il Moshiach sarà un uomo di questo mondo, un Giudeo osservante "timorato di Dio" (Isaia 11:2)
  • La malvagità e la tirannia non potranno resistere di fronte al suo comando (Isaia 11:4)
  • La conoscenza di D-o riempirà il mondo (Isaia 11:9)
  • Lui includerà e attrarrà persone di tutte le culture e nazioni (Isaia 11:10)
  • Tutti gli Israeliti saranno riportati alla loro madrepatria (Isaia 11:12)
  • La morte sarà vinta per sempre (Isaia 25:8)
  • Non vi sarà più fame o malattia, e la morte cesserà (Isaia 25:8)
  • Tutti i morti risorgeranno (Isaia 26:19)
  • Il popolo giudaico esperimenterà gioia eterna e felicità (Isaia 51:11)
  • Sarà un messaggero di pace (Isaia 53:7)
  • Le nazioni riconosceranno i torti che hanno fatto a Israele (Isaiah 52:13–53:5)
  • I popoli del mondo si rivolgeranno agli Ebrei per ricevere guida spirituale (Zaccaria 8:23)
  • Le città in rovina d'Israele saranno ripristinate o restaurate (Ezechiele 16:55)
  • Le armi da guerra saranno distrutte (Ezechiele 39:9)
  • Il Tempio di Gerusalemme sarà ricostruito (Ezechiele 40) riadempiendo a molti dei mitzvot sospesi
  • Lui allora renderà perfetto l'intero mondo per servire tutti assieme D-o (Zefania 3:9)
  • Lui prenderà le terre desolate e le renderà fruttuose in abbondanza (Isaia 51:3, Amos 9:13–15, Ezechiele 36:29–30, Isaia 11:6–9)

Nel TalmudModifica

Nel Talmud di Babilonia (nel trattato Sanhedrin), si trova una lunga discussione degli eventi che portano al ritorno del Messia, ad esempio:

« Quando vedrete una generazione sprofondare sempre di più, attendete [il Messia], dal momento che è scritto, e "Il popolo afflitto tu salverai". R. Johanan disse: Quando vedrete una generazione sopraffatta da molti tribolazioni, come se fosse un fiume debordante, attendetelo, perché è scritto "quando i nemici arriveranno debordanti, lo Spirito del Signore innalzerà uno stendardo contro di loro"; cosa che è seguita da "e il Redentore verrà a Zion»
(Rabbì Johanan)
« Il figlio di Davide verrà soltanto in una generazione che sia del tutto pia o del tutto malvagia". 'in una generazione dove tutti quanti sono dei giusti,' — come è scritto, Anche la gente dovrà essere del tutto pia: devono ereditare la terra per sempre. 'Oppure tutti quanti malvagi,' — come è scritto, "E lui vide che non vi era nessun uomo, e si meravigliava del fatto che non vi era alcun intercessore"; 31 ed è scritto [altrove], "Per il mio destino, anche per il mio unico proprio avvenire, Io lo farò »
(R. Johanan[4])

Attraverso la storia dei Giudei gli ebrei hanno confrontato questi passaggi (e altri) con eventi contemporanei alla ricerca dei segni dell'imminente arrivo del Messia, continuando ai tempi odierni. Ad esempio, molti leader del Giudaismo Ortodosso hanno suggerito che la devastazione tra i Giudei segnata dall'Olocausto può rappresentare un segno di speranza per l'imminente arrivo del Messia.

Il Talmud racconta molte storie riguardo il futuro Messia, alcune di queste rappresentano famosi rabbini talmudici mentre ricevono apparizioni personali di Elia il Profeta e del Messia. Ad esempio:

« R. Joshua b. Levi incontra Elia in piedi all'entrata della tomba del rabbino Simeon ben Yohai. Gli domandò: 'Avrò una porzione nel mondo a venire?' Lui replico, 'se questo Signore lo desidera.' R. Joshua ben Levi disse, 'Io vidi due, ma ho ascoltato la voce di un terzo.' In seguito gli domandò, 'Quando verrà il Messia?' — 'Vai e domandaglielo tu,' fu la sua replica. 'Dov'è seduto?' — 'All'entrata.' E in base a quale segno potrei riconoscerlo?' — 'Lui è seduto tra i poveri lebbrosi: gli altri tolgono [loro] le bende tutti assieme, e poi li rifasciano tutti assieme, mentre Lui li sbenda e li benda separatamente, [prima di trattare il prossimo], mentre pensa, sarò Io voluto? [e arrivato il tempo per la mia comparsa come il Messia] Io non devo ritardare [anche se devo ancora bendare molte piaghe].' Dunque il rabbino si recò da Lui e andò a salutarlo, dicendo, 'pace su di Te, Mastro e Maestro.' Lui replicò: 'pace su di te, Oh figlio di Levi,'. Il rabbino chiese 'Quando verrà Signore?', 'Al giorno d'oggi', fu la sua risposta. Tornando da Elia, chiese al rabbino, 'Che cosa ti ha detto?' — Rispose: 'pace su di te, Oh figlio di Levi'. In quel posto [Elia] osservò, 'Dunque allora ha assicurato a te e a tuo padre [una parte nel] mondo a venire.' 'Lui mi parlò in modo ingannevole,' disse lamentandosi, 'affermando che sarebbe venuto al giorno d'oggi, ma non lo ha fatto.' Allora [Elia] gli rispose, 'Questo è quello che vi ha detto, al giorno d'oggi, se sentirete la sua voce.' »
([4])

Nei commentari rabbiniciModifica

Il rabbino Maimonides (Rabbi Moshe ben Maimon), uno studioso medioevale noto anche come Rambam, scrisse un commentario al trattato Sanhedrin mettendo un risalto un'interpretazione relativamente naturalistica del Messia e togliendo enfasi agli elementi miracolosi. Il suo commentario divenne ampiamente accettato (anche se non universalmente) tra le diramazioni del Giudaismo ortodosso poco mistiche:

« L'era messianica arriverà quando gli Ebrei riguadagneranno la loro indipendenza e quando tutti assieme ritorneranno alla terra di Israele. Il Messia sarà un Re davvero grandioso, conquisterà gran fama, e la sua reputazione tra le nazioni dei gentili sarà anche maggiore di quella di Re Salomone. La sua grande giustizia e le meraviglie che lui porterà faranno che tutte le genti facciano pace con lui e che tutte le terre lo servano…. Nulla cambierà nell'Era Messianica, a parte che gli Ebrei riguadagneranno la loro indipendenza. Ricchi e poveri, forti e deboli, esisteranno ancora. Comunque sarà molto facile per la gente riuscire a sopravvivere in agio, e con pochissimo sforzo potranno compiere molte cose…. Sarà un tempo nel quale aumenterà il numero dei saggi…. La guerra non dovrà esistere, e nessuna nazione alzerà la sua spada contro un altra…. L'Era Messianica verrà illuminata da una comunità di giusti e dominata dalla bontà e dalla sapienza »
« Verrà governata dal Messia, un Re onesto e giusto, di ineguagliabile saggezza, e molto vicino a D-o. Non pensate che le vie del mondo o le leggi di natura cambieranno, questo non è vero. Il mondo continuerà allo stesso modo. Il profeta Isaia predisse "Il lupo vivrà con le pecore, il leopardo giacerà assieme al ragazzo." Questo, comunque, è una mera allegoria, che significa che gli Ebrei potranno vivere in sicurezza, anche con le nazioni che prima erano malvagie. Tutte le nazioni ritorneranno alla vera religione e non vi sarà più furto od oppressione. Notate che tutte le profezie riguardanti il Messia sono allegoriche. Soltanto nell'Era Messianica conosceremo il significato di ogni allegoria e di quello che Lui viene ad insegnarci. I nostri saggi e i profeti non attendevano un età messianica nella quale essi controllassero il mondo e dominassero i gentili, l'unica cosa che desideravano era la libertà per i Giudei per approfondire la Torah e la sua saggezza.[5] »

Avvento dell'Era MessianicaModifica

Il Talmud commenta:

« Il mondo esisterà per seimila anni [e per mille, al settimo], dopo sarà desolato (haruv), come è scritto, "E il Signore da solo verrà esaltato in quel giorno" 2:11 ... Esattamente come il settimo anno è anno sabbatico, così anche il mondo ha mille anni ogni settemila che sono maggese (mushmat); e inoltre è scritto, "Un salmo e un cantico per il giorno di Shabbat" (Ps. 92:1) – significando che quel periodo è tutto quanto Shabbat – e viene anche detto, "Mille anni alla Tua presenza non sono altro che ieri quando è passato"  »
(Rabbi Katina[6] )

Il Midrash commenta:

« Sei eoni per andare e per tornare, per guerra e pace. Il settimo eone è interamente Shabbat e riposo per la vita, per sempre »
(Rabbi Eliezer[7])

Lo Zohar spiega:

« La redenzione di Israele verrà attraverso la forza mistica della lettera “Vav” [che ha il valore numerico di sei ], nominalmente, nel sesto millennio…. Felici saranno quelli che vengono lasciati in vita alla fine del sesto millennio per entrare nel grande Shabbat, che è il settimo millennio; perché quello è un giorno riservato per il Santissimo nel quale eseguire l'unione di nuove anime con vecchie anime nel mondo »
( Zohar, Vayera 119a)

Elaborazioni su questo tema sono numerose sia tra i primi che tra i tardi scolastici ebraici, includendo Ramban,[8] Isaac Abrabanel,[9] Abraham Ibn Ezra,[10] Rabbeinu Bachya,[11] il Vilna Gaon,[12] i Lubavitcher Rebbe,[13] Ramchal,[14] Aryeh Kaplan,[15] e Rebbetzin Esther Jungreis.[16]

Giudaismo ortodossoModifica

Il credere in un messia, come una persona discendente della stirpe di Re Davide è uno dei principi irrinunciabili della fede nel Giudaismo ortodosso, ed è anche uno dei tredici principi giudaici della fede formulati da Maimonide.

Alcune autorità dell'Ebraismo Ortodosso credono che questa era condurrà a eventi soprannaturali che culmineranno nella resurrezione dei morti nella carne. D'altro canto Maimonide, sostiene che gli eventi dell'era messianica non sono specificamente connessi con la risurrezione.

Giudaismo conservatoreModifica

L'Ebraismo conservatore ha insegnamenti diversi e piuttosto vari. Mentre conserva i tradizionali riferimenti ad un redentore personale e recita preghiere per la restaurazione della Stirpe di Davide nella liturgia, gli Ebrei Conservatori sono più portati ad accettare l'idea di un'era messianica:

« Non sappiamo quando verrà il Messia, oppure se sarà una figura umana carismatica oppure un simbolo della redenzione dell'umanità dai mali del mondo. Attraverso la dottrina di una figura Messianica, il Giudaismo ci insegna che ogni essere umano come individuo deve vivere come se lui o lei, individualmente, avesse la responsibilità di fare arrivare l'era messianica. Al di là di questo, noi ci facciamo eco delle parole di Maimonide basate sul profeta Habacuc (2:3) che pensava che anche se fosse piuttosto tardivo, noi dobbiamo attendetelo ogni giorno… (Emet ve-Emunah: Dichiarazione dei Principi del Giudaismo Conservatore)[17] »

Giudaismo riformatoModifica

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Giudaismo ricostruttivoModifica

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I giorni del MashiachModifica

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"Il Mondo a Venire"Modifica

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Bibbia ebraicaModifica

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Visione talmudicaModifica

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Visione medioevale rabbinicaModifica

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Giudaismo ortodossoModifica

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Giudaismo conservativoModifica

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Riforma e Giudaismo ricostruttivoModifica

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ReincarnazioneModifica

Vedi anche l'articolo "Reincarnazione" su It.Nostradamus.Wikia (in italiano)

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NoteModifica

  1. 1,0 1,1 What is the Jewish Belief About Moshiach?; web-look-up: 03-10-2010.
  2. Megillah 17b-18a, Taanit 8b
  3. Sotah 9a
  4. 4,0 4,1 B. Talmud Sanhedrin 98a
  5. Maimonides, Commentary on Mishnah, Sanhedrin 10:1
  6. (Ps.90:4) (Sanhedrin 97a)
  7. Pirke De Rabbi Eliezer, Gerald Friedlander, Sepher-Hermon Press, New York, 1981, p. 141.
  8. Ramban on Genesis (2:3)
  9. Abarbanel on Genesis 2
  10. Ramban quoting Ibn Ezra at Leviticus (25:2)
  11. Bachya on Genesis 2:3
  12. Safra D'Tzniusa, Ch. 5
  13. Sefer HaSichos 5750:254
  14. Derech Hashem 4:7:2
  15. Page 318, The Real Messiah, online access
  16. 'It's Erev Shabbos of the World' - Jewish World - News - Israel National News
  17. Emet ve-Emunah: Statement of Principles of Conservative Judaism, The Rabbinical Assembly, NY, pp. 28–32

BibliografiaModifica

  • Sanders, E.P. "Paul and Palestinian Judaism". Fortress Press. (Christian perspective on Judaism)
  • Wright, N.T. "The New Testament and the People of God". Fortress Press: 1992. (Christian perspective on Judaism)
  • Yitzchak Blau "Body and Soul: Tehiyyat ha-Metim and Gilgulim in Medieval and Modern Philosophy", The Torah U-Madda Journal, Volume 10, 2001 (Modern Orthodox perspective)

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica




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