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2016-10-02 (1)

Federico Divino fotografato a Milano durante la presentazione di "Piaghe del Pensiero" (16/09/2016)

Federico Divino (Roma, 18 Marzo 1995) è un filosofo, orientalista e saggista italiano. Autore di saggi in difesa della psicoanalisi laica in cui propone di integrare la psicoanalisi con la filosofia buddhista.

BiografiaModifica

Divino sapienza kampeki

Federico Divino venuto ad assistere gli interventi tenuti durante il Simposio internazionale “From the roots to the flowering branches of Japanese Literature” nell'aula magna del rettorato della Sapienza di Roma il 12/05/2016

Divino nasce a Roma nel 1995 ma vive a Latina fino al raggiungimento della maggiore età. Ottiene un diploma da perito chimico e si trasferisce a Roma dove si laurea a La Sapienza nella facoltà di Studi Orientali con una tesi sul Matriarcato Giapponese. Divino è sempre stato vicino alle tematiche della psicoanalisi, la quale diventerà poi il fulcro della sua vita con lo studio della psicologia analitica di Jung e la psicologia archetipica di Hillman, che riprenderà in “Progetto per una psicologia archetipica”, pubblicato nel 2016. Inizialmente si interessa alla programmazione neurolinguistica e all’antropologia, che studia da autodidatta, in particolare rimane affascinato dagli studi dell’archeologa lituana Marija Gimbutas sul matriarcato nella Vecchia Europa e più volte il tema del matriarcato verrà ripreso nelle digressioni psicoanalitiche dei suoi libri. Durante gli anni delle superiori Divino studia sui testi di Sigmund Freud, Carl Jung e Erich Fromm, e sarà questo primo periodo ad ispirargli il primo libro sulla “medelogia”. Dopo un primo saggio dedicato alle tematiche dell’analisi, Divino scopre James Hillman e, come scriverà nei suoi libri, ne rimarrà affascinato, a tal punto che si definisce “non junghiano, ma hillmaniano”. Nel saggio “La Madre di Psiche” (Enigma Edizioni, 2016) si dedica alla stessa analisi archetipica che James Hillman rivolse ai miti della classicità, applicandola però alla filosofia Buddhista ed estremo-orientale. In questi anni studia anche la linguistica e la glottologia e si avvicina agli studi di Saussure e Jacques Lacan che lo ispireranno a cercare un sistema linguistico per la psiche (lo stesso Freud aveva affermato che l’inconscio fosse strutturato come un linguaggio) e pubblica, correggendolo e revisionandolo diverse volte, il trattato “Piaghe del Pensiero”. Nel 2017 pubblica il trattato antropologico “Mythos” in cui propone una sua teoria sulle origini della coscienza e della società umana, incrociando gli studi di Felice Vinci sulla civiltà minoica, quelli di Mauro Biglino ed Enrico Baccarini sulle popolazioni ebraiche ed indiane, integrandoli con altri studi da lui condotti, in particolare approfondimenti legati al tema dell’animismo e del matriarcato, il tutto accompagnato da una rigorosa analisi filologica e glottologica delle lingue indoeuropee e saltuariamente anche di alcune lingue di altri ceppi. Divino aderisce parzialmente alla teoria degli antichi astronauti, ricordando che lo stesso Jung aveva compiuto studi su “Le cose che si vedono in cielo”, e teorizza l’esistenza di due tipi di civiltà nucleari: una che ha conosciuto l’esistenza di “colonizzatori”, poi divinizzati nei miti (Divino la chiama cum dei), mentre un secondo tipo di civiltà che non ha mai conosciuto questo tipo di dominazione, e dunque si è sviluppata autonomamente. Di quest’ultimo tipo in particolare analizza gli esiti animistico-sciamanici e prova a comparare due civiltà agli estremi opposti del continente, teorizzandone le similitudini: la civiltà della Vecchia Europa (studiata da Marija Gimbutas) e quella del Matriarcato Jōmon (di cui aveva teorizzato l’esistenza nella sua tesi di laurea). Lo stesso anno pubblica “Il Buddhismo riformato”, un lungo saggio in cui difende la legittimità della psicoanalisi laica (ossia il diritto da parte di non-medici, che si siano qualificati nel campo dell’antropologia, filosofia, sociologia e che abbiano studiato da autodidatti la psicoanalisi, di potersi definire psicoanalisti) ed affermando che il primo psicoanalista della storia non fu Freud bensì Nāgārjuna. Buona parte del libro è dedicata ad offrire comparazioni tra buddhismo e psicoanalisi, proponendo un’integrazione delle due discipline per permettere la nascita di una nuova psicoanalisi laica, completa e che possa offrire una cura universale per il disagio dell’anima/psyche.

MedelogiaModifica

GOOO

Federico Divino fotografato durante una sua conferenza a Perugia il 6 Febbraio 2016

Il termine “medelogia” è ampiamente utilizzato nei libri di Divino per indicare il sincretismo tra buddhismo e psicoanalisi. Dal momento che la visione di Divino incorpora tutta la visione buddhista legata all’impermanenza (Anitya), ampliandola con elementi di linguistica e psicoanalisi, è fondamentale cosa si intenda per medelogia per comprendere la filosofia di Divino. Originariamente nei suoi libri Divino ha affermato che il termine “medelogia” deriverebbe dal giapponese arcaico 愛 mede “amare”, tuttavia successivamente, in accordo con la sapienza buddhista dalla quale attinge, afferma che il termine è interpretabile come connesso al greco μηδείς (mēdeîs), da μηδέ (mēdé, “e non”) + εἷς (heîs, “uno”), ossia la conoscenza del “nulla”, del “nessuno”, o più semplicemente del “vuoto”, e pertanto vicino ai concetti buddhisti di Śūnyatā ed Advaita.

La Psiche come sistema linguisticoModifica

Nella teoria di Divino la Psiche è un “sistema di sistemi” costituito da più elementi “interdipendenti” in correlazione tra di loro (similmente agli skhanda buddhisti). La totalità degli elementi psichici costituisce l’insieme percettivo del Sé, mentre la Psiche sarebbe una dimensione, non interna all’individuo, bensì permeata in ogni cosa (in questo riprende il concetto junghiano secondo il quale la psiche non è in noi bensì noi siamo nella psiche). Gli elementi interni dialogano tra di loro attraverso un sistema linguistico inconscio, e si dispongono, nell’individuo sano, in uno schema di opposizioni contrapposte. Due elementi si contrappongono e vengono mediati da un terzo fattore. Così anche i "livelli" della psiche (Conscio ed Inconscio mediati dal Sub-conscio). Così come però, per Divino, tutto è contenuto nel macro-insieme dell'inconscio collettivo - il quale non ha confini - le stesse istanze psichiche sono fatte per completarsi a vicenda, in una rielaborazione (o evoluzione) del processo di individuazione Junghiano e dell'illuminazione dei buddhisti Divino afferma che l'abbattimento delle barriere ed il collasso dei sistemi in una monade psichica sia l'unica soluzione per il superamento della sofferenza. Se però Divino identifica nelle malattie mentali uno squilibrio interno alla psiche che rende impossibile la comunicazione tra componenti (dunque un problema di natura linguistica) è anche vero che riconosce nell’illuminazione (che egli paragona all’individuazione junghiana) che l’individuo è realmente realizzato. Per la medelogia l’illuminazione buddhista / individuazione junghiana consiste nella piena consapevolezza che il Sé e l’identità sono elementi impermanenti emersi da un insieme di sub-componenti interdipendenti ed in continuo mutamento. Dunque per la medelogia nulla è eterno, tutto cambia e si distrugge e l’essere umano vive costantemente nella ricerca di un metodo per ignorare questa “ingiustizia” del mondo, creandosi un’identità fittizia che crede essere permanente. Quando si ottiene il risveglio tutte le componenti della psiche collassano ed emerge un “vero Sé” che non teme la morte e dunque può vivere la vita al meglio.

La difesa della Psicoanalisi LaicaModifica

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Modello di partizione psichica elaborato da Federico Divino e presentato in tutti i suoi saggi che trattano di Medelogia. Notare come in questo caso la psiche diventi un "sistema di sistemi" nel quale due elementi si contrappongono e vengono mediati da un terzo fattore. Così anche i "livelli" della psiche (Conscio ed Inconscio mediati dal Sub-conscio). Così come però, per Divino, tutto è contenuto nel macroinsieme dell'inconscio collettivo - il quale non ha confini - le stesse istanze psichiche sono fatte per completarsi a vicenda, in una rielaborazione (o evoluzione) del processo di individuazione Junghiano e dell'illuminazione dei buddhisti Divino afferma che l'abbattimento delle barriere ed il collasso dei sistemi in una monade psichica sia l'unica soluzione per il superamento della sofferenza.

Nella sua edizione riveduta e ampliata de “La Madre di Psiche” Divino dedica un lungo capitolo (Sulla legittimità delle discipline laiche) dove difende la pratica della psicoanalisi laica, rifacendosi a fonti storiche ben precise ed affermazioni documentate nei libri dello stesso Freud, fondatore della psicoanalisi, dove veniva legittimata la pratica della psicoanalisi portata avanti da non-medici. Il rapporto di Divino con l'accademia è sempre stato di natura conflittuale, costantemente attaccata nei suoi libri e da egli ritenuta attualmente inadeguata alla diffusione delle conoscenze a causa della superbia degli stessi accademici e delle rigide regole gerarchiche al suo interno che ne impediscono il dialogo e l'evoluzione delle varie discipline. Secondo quanto afferma nei suoi libri Divino si rifiutò all'ultimo di iscriversi alla facoltà di psicologia, preferendo a questa quella di Studi Orientali, dove pensava di trovare un ambiente più aperto mentalmente alle nuove idee. Avendo egli studiato da autodidatta per più di un decennio la psicoanalisi direttamente sui testi degli autori da lui più amati e la psicologia direttamente sui manuali universitari (ammettendo però di non averla trovata altrettanto interessante o utile) ha applicato questa sua visione a tutte le conoscenze nuove che acquisì all'università, in primis la linguistica, che per Divino fu il primo grande impatto innovativo. Con i linguisti Divino vive forse un clima più bellicoso rispetto a quello vissuto con gli psicologi, e la linguistica è spesso tacciata di essere più incompetente verso sé stessa di quanto non faccia la psicologia. Nei suoi saggi Divino riprende la teoria di Lacan per introdurre una sua idea totalmente nuova e molto più vasta che si basa sull'equazione determinismo psichico : determinismo linguistico = psiche : società e l'ha trattata in modo decisamente apprezzato dagli psicologi ma è stato aspramente criticato dai linguisti, che lo accusano di non seguire metodologie scientifiche. Divino controbatte affermando che si occupa di filosofia e che non ha interesse per il metodo scientifico dal momento che una scienza dell'Anima non può essere dogmatica.


Elenco delle opere Modifica

SaggiModifica

  • La Madre di Psiche, Enigma Edizioni, 2016
  • Il Buddhismo riformato. La rivelazione della psicoanalisi, Enigma Edizioni, 2017
  • Mythos. La natura e la dimensione del mito, Enigma Edizioni, 2017
  • Piaghe del Pensiero, Youcanprint, 2017
  • Al di là del principio di Evideon, Youcanprint, 2016
  • Prefazione al libro di Fabiana Marchioro: Giappone e Cina, Una storia senza fine, Enigma Edizioni, 2017


Raccolte di PoesieModifica

  • Sogno - Raccolta completa di poesie edite e inedite



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