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Federico Divino fotografato durante una sua conferenza a Perugia il 6 Febbraio 2016

Federico Divino (Roma, 18/03/1995) è uno scrittore, saggista e poeta italiano. Attualmente è uno dei maggiori sostenitori italiani della psicoanalisi laica[1]. Noto sopratutto per il suo lavoro di re-visione della psicologia e studi dedicati all'analisi dell'animismo e delle società gilaniche. I principali dibattiti sono stati svolti in rete a più riprese ma tutte le opere di Divino disponibili fino al 2013 sono state ritirate dallo stesso autore per cominciare ad essere sostituite nel 2014 da una nuova serie di lavori dal carattere più scientifico.

Vita e opere Modifica

Federico Divino nasce a Roma nel 1995 ma vivrà i primi diciannove anni della sua vita a Latina dove frequenterà l'istituto I.I.S. San Benedetto dove nel 2014 conseguirà un diploma in qualità di tecnico perito chimico. Durante gli anni di studio superiore però si interesserà profondamente di psicoanalisi (in particolare l'ambito dell'autoanalisi mentre la clinica verrà tralasciata, questo a detta dell'autore a causa dell'iniziale indecisione di proseguire per il percorso clinico o il percorso filosofico). Nel 2013 uscirà il suo primo romanzo Sotto il dominio dell'Angelo e nello stesso anno pubblicherà l'opera per il quale diventerà noto sul web: Saga di Ebos ed il suo seguito Saga di Asher. Queste due ultime opere verranno in seguito ri-pubblicate all'interno di un unico romanzo: L'Alba degli Arconti. Nel periodo tra il 2012 ed il 2013 l'autore infatti si interesserà particolarmente di temi trattanti l'esoterismo ed il misticismo, analizzandoli però in chiave molto pragmatica e pubblicando diversi articoli sul tema, tuttavia a seguito di diverse diatribe svolte sullo scenario di internet con la sua collaboratrice Divino si ritirerà temporaneamente. Nell'estate del 2014 pubblicherà le sue prime poesie con la casa editrice Pagine che ne presenterà sette all'interno della raccolta Sentire 61 mentre qualche mese dopo Divino pubblicherà la raccolta delle sue poesie nel libricino Queste strane vie dinnanzi Anima. A ottobre si iscriverà alla facoltà di Studi Orientali della Sapienza a Roma ed incomincerà un percorso di studi universitario incentrato sulla lingua, cultura, storia e letteratura giapponese. Tra il 2014 ed il 2015 pubblica un nuovo romanzo: Tutti i fiori di Anima ed il saggio L'anima ed il linguaggio, per il quale riceverà diverse critiche positive quanto negative. Nel 2015 intraprende un percorso che vede l'esposizione definitiva delle sue ricerche che uniscono i suoi studi approfonditi sulla psicoanalisi, che vengono portati avanti parallelamente al suo percorso di laurea, e le sue esperienze personali sul campo delle filosofie orientali. Divino annuncerà la sua filosofia col nome di medelogia e progetterà la scrittura di una trilogia di saggi per spiegarla. Il primo di questi saggi (Nel nome di Anima) esce nel 2015 pubblicato da Eretica edizioni mentre il secondo (La strada per Anima), autopubblicato, uscirà nell'estate dello stesso anno. Divino annuncerà ad una conferenza a Perugia nel 2016 che l'ultimo di questi saggi, dall'autore stesso considerato come il più importante (Piaghe del Pensiero) è uscita poco dopo. Alla fine del 2016 Divino pubblicherà la sua opera più completa e manifesto della psicoanalisi laica: La Madre di Psiche dove affronterà una approfondita riflessione sulla natura e storia della psicoanalisi, rivisitandola in parallelo con la dottrina buddhista, in particolare del buddhismo Mahāyāna. Dopo aver presentato il suo libro a Milano il 17/09/2016 Divino ne scriverà una edizione riveduta ed ampliata per essere pubblicato con Enigma Edizioni. Successivamente annuncia la scrittura di un saggio di antropologia e linguistica dove racchiuderà tutte le principali teorie sulle origini dei popoli indoeuropei.

La Filosofia Modifica

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Federico Divino fotografato a Milano durante la presentazione di "Piaghe del Pensiero" (16/09/2016)

La filosofia di Divino si sviluppa principalmente in tre fasi: una prima fase riguarda i suoi studi da autodidatta e le sue ricerche compiute sul web come il suo contatto con personaggi in vista negli stessi ambiti come Serafino Massoni prima e Corrado Malanga poi, sebbene i rapporti tra Divino e questi personaggi si dimostrerà in certi casi conflittuale ed ambiguo (nei primi testi di Divino le opere di Corrado Malanga erano inserite in bibliografia mentre nelle opere nuove tutti i riferimenti a Malanga sono stati tolti, allo stesso modo Malanga riporterà in un caso un saggio di Divino nella bibliografia di un suo articolo). La seconda fase di sviluppo riguardò i suoi studi di psicoanalisi. Divino più volte affermerà, nei suoi articoli come nel suo sito e sopratutto nelle sue conferenze che egli si è dedicato anima e corpo allo studio della psicoanalisi ma da autoditatta, che ha studiato principalmente su tutte le opere di Jung e le più importanti di Freud, Klein, Breuer, Fromm, Hillman, Lacan, Reich ed altri personaggi. Divino inoltre ha studiato su diversi manuali di psicologia e psicologia dinamica andando a cercare appositamente quelli utilizzati nelle principali facoltà italiane. I suoi autori preferiti, dopo Jung, sono James Hillman e Arieti. Una terza fase del suo sviluppo è stato ovviamente l'impatto con la linguistica e gli studi linguistici e filologici (ovviamente sul giapponese) dell'università. Nel suo saggio sul linguaggio Divino proporrà un collegamento tra linguaggio ed inconscio, teoria in parte simile a quella proposta da Lacan e per la quale sarà particolarmente ostracizzato dai suoi colleghi. Lo studio delle strutture linguistiche, dice Divino, era incredibilmente utile per comprendere anche le strutture della psiche, e nei suoi testi, dal 2014 in poi, inizierà a fare ampio uso di terminologie tipiche della linguistica per ampliare i concetti relativi all'inconscio ed alla psiche. La sua filosofia, chiamata medelogia prende il nome dal verbo giapponese mederu che significa "amare", dal momento che secondo le idee di Divino, tutto si incentra sui desideri più profondi della psiche, la cui mancata risoluzione sfocia nella creazione di comportamenti alternativi che possono condurre a desiderare. Altri temi secondari trattati da Divino comunque con molta attenzione sono gli studi di genere ed il tema della xenofobia come quello delle discriminazioni in generale, tema che sta particolarmente caro all'autore e che si estende anche all'etica come all'ambientalismo ed all'animalismo. Il tema dei diritti umani e dei diritti civili saranno così importanti per Divino che vi dedicherà numerosi articoli, ma i più importanti sono senza dubbio, sul tema dei diritti civili, la lunga critica al mondo della psicologia esposta nel saggio Il complesso dell'ipocrita poi approfondita nell'articolo Tutti i generi del gender, mentre nel campo dei diritti umani l'autore porterà avanti diverse campagne di sensibilizzazione contro la guerra, la quale proporrà addirittura che sia riconosciuta come una sorta di disturbo schizofrenico collettivo (allo stesso modo proporrà al mondo degli psicologi, in un capitolo del suo libro Nel nome di Anima di riconoscere la xenofobia come malattia mentale, elencando i motivi a sostegno di tale tesi), oltre a dedicarvi diverse righe nei suoi libri pubblicherà una serie di articoli sul tema dell'Isis, poi riuniti in un unico lavoro pubblicato liberamente sul web e dal titolo La crociata del terzo millennio. Nel 2016 pubblicherà un nuovo romanzo incentrato sul mito di Agharta, del quale annuncerà un seguito che porterà lo stesso titolo del suo primo successo: L'alba degli arconti, il quale presumibilmente non sarà più disponibile nella vecchia versione, specie perché l'autore ha già annunciato che i contenuti del nuovo romanzo saranno totalmente differenti nonostante lo stesso titolo.

Le teorie analitiche Modifica

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Federico Divino venuto ad assistere gli interventi tenuti durante il Simposio internazionale “From the roots to the flowering branches of Japanese Literature” nell'aula magna del rettorato della Sapienza di Roma il 12/05/2016

Federico Divino ha ribadito più volte che non essendo laureato in psicologia egli non parla principalmente per gli psicologi. Ciò non toglie che Divino si è formato in gran parte su testi di psicologia analitica, psicoanalisi e psicologia archetipica. Divino ha affermato più volte che la psicoanalisi corrisponde ad un percorso iniziatico simile a quello che si intraprende nel volo mistico sciamanico delle culture antiche. Divino è stato fortemente influenzato dall'idea che la psicoanalisi non sia altro che mera filosofia applicata e che le sue origini siano da ricercarsi nelle pratiche sciamaniche e nelle filosofie orientali. Divino fa notare innumerevoli parallelismi ad esempio tra concetti della filosofia buddhista e la psicoanalisi, il ruolo centrale dell'ego e della personalità come della percezione cognitiva della realtà che ci circonda sono tutti argomenti che l'analisi condivide con il buddhismo, il quale però vanta maggiore anzianità sulla psicoanalisi, la quale, secondo Divino, avrebbe corrotto la sua missione originaria e si sarebbe "venduta" alle neuroscienze, passando da essere "scienza dell'anima" (psico, psyche, anima + logia, analisi) a mero materialismo che segue le mode di passaggio tipiche dei circoli filosofici. Divino ovviamente non parla di clinica o terapie ma, più affine alle pratiche meditative buddhiste, parla di percorso personale attraverso il quale le persone possono capire sé stesse tramite la comprensione dell'altro. Divino ritiene oltretutto che la formazione dello psicologo come il suo ingresso nel mondo del lavoro passi attraverso una serie di passaggi obbligati che lo portano inevitabilmente ad essere chiuso di mente. Oltretutto la sua enorme stima e vicinanza alle idee di Jung ed Hillman, che sono i due personaggi meno noti alla psicologia tradizionale, lo rendono al contempo più vicino all'ambito dell'autoanalisi, tanto più che il suo percorso accademico è incentrato proprio sulle filosofie orientali dove de facto questo argomento è preponderante. Divino ha anche avuto particolare interesse ad ampliare le teorie di Lacan che volevano unificare psicologia e linguistica e difatti Divino ha dedicato numerosi lavori incentrati sul linguaggio dell'inconscio, argomento che è sembrato gli stesse particolarmente a cuore almeno finché, stressato dalle critiche di accademici che non volevano assolutamente concordare col fatto che linguistica e psicologia avessero qualcosa in comune, Divino ha deciso di smettere di trattare tale argomento, in parte - ha affermato - deluso dal fatto che tali critiche erano poste solamente perché l'argomento era innovativo e al di fuori dagli schemi ed in parte perché, come affermerà lo stesso Divino, si trattava di una battaglia delle illusioni che si rifiutava di affrontare.

Il concetto di Anima Modifica

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Modello di partizione psichica elaborato da Federico Divino e presentato in tutti i suoi saggi che trattano di Medelogia. Notare come in questo caso la psiche diventi un "sistema di sistemi" nel quale due elementi si contrappongono e vengono mediati da un terzo fattore. Così anche i "livelli" della psiche (Conscio ed Inconscio mediati dal Sub-conscio). Così come però, per Divino, tutto è contenuto nel macroinsieme dell'inconscio collettivo - il quale non ha confini - le stesse istanze psichiche sono fatte per completarsi a vicenda, in una rielaborazione (o evoluzione) del processo di individuazione Junghiano e dell'illuminazione dei buddhisti Divino afferma che l'abbattimento delle barriere ed il collasso dei sistemi in una monade psichica sia l'unica soluzione per il superamento della sofferenza.

Le opere principali di Federico Divino, esposte nella trilogia sulla Medelogia sono incentrate sul concetto di Anima. Il concetto di Anima per Divino parte da quello che aveva definito illo tempore Carl Gustav Jung in psicologia analitica. Divino rimase affascinato dall'archetipo di Anima ed Animus ma, affermerà egli stesso, rimarrà estremamente colpito dalla reinterpretazione che gli darà Hillman, da Divino considerato al pari di un "grande maestro". Il concetto di Anima di Divino dunque parte da qui. Originariamente per Jung "Anima" era un archetipo di natura psicosessuale. Come Freud aveva elaborato un sistema di strutturazione della psiche basato su Es, Ego e Super-Ego, Jung aveva ipotizzato un modello più complesso che si estendeva dal nucleo centrale, il Sé, e comprendeva complesse funzioni quali l'Io, l'Ombra ed altre. Tra queste, la più intrigante è senza dubbio l'archetipo psicosessuale di Anima/Animus. Per Jung l'essere umano possiede una forza opposta a quella del proprio genere biologico, dunque tutti gli uomini avranno una forza psichica inconscia femminile (Anima), e tutte le donne una maschile (Animus). Molte delle teorie di Jung si incentreranno sul rapporto inconscio che esiste tra il Sé e questi archetipi. Divino amplierà lo schema di Jung sulla base delle sue personali esperienze e studi filosofici. Per Divino la questione non è essenzialmente l'opposizione tra la sfera psichica e quella materiale. Difatti entrambi gli archetipi, sia quello del maschile (Spiritus) che quello del femminile (Anima) sono presenti nell'inconscio, e mediati da una forza psichica che egli definisce Mens (mente). L'elaborazione del concetto di Mente in realtà è senza dubbio un prestito dal lavoro di Corrado Malanga, col quale Divino avrà brevi ma intensi scambi nel periodo 2014-2015. Tuttavia tutta la dialettica legata al ruolo dell'archetipo Anima (per Divino) è senza dubbio di ispirazione Hillmaniana, il cui saggio Il codice dell'Anima colpirà Divino a tal punto che verrà elogiato in ben due opere come un'opera di folle genialità. Per Divino, come per Jung, la sfera del conscio emerge dall'inconscio che dall'inizio è l'unica dimensione psichica possibile, mentre per Freud il percorso era inverso. Divino vede l'inconscio ancor più deterministico di quanto non osava affermare Jung. Allo stesso tempo struttura la psiche con un modello ancor più rigoroso di quanto non aveva osato fare Freud, attribuendogli le stesse regolarità tipiche dei sistemi linguistici. Queste sue concezioni sono senza dubbio il riflesso di una filosofia tipicamente innatista e nativista i cui elementi riecheggiano nei suoi lavori. Per Divino la nota centrale è l'individuo e la sua psiche, la quale è innatamente diversa da quella di tutti gli altri. Se da un lato egli ammette che per la formazione psicologica sia di importanza magistralmente centrale il ruolo dell'ambiente, dei traumi e delle influenze esterne, egli ammette che ogni individuo è predisposto dalla nascita a reagire in modo diverso a seconda di determinati stimoli. Dunque, sebbene vi siano delle tendenze generali, vi sono delle scale di valori differenti da persona a persona e due individui posti nelle medesime condizioni svilupperanno comportamenti simili ma non identici, mentre in altri casi potrebbero essere totalmente distanti. La componente innata della sfera psichica è ovviamente Anima che secondo Divino è una funzione che si manifesta nell'emisfero destro del cervello, ma è una forza al di là della materia (Divino non identifica la psiche con la mente o con l'insieme di elementi neurofisiologici che invece ricorrono nei testi di psicologia) ed è la funzione emotiva degli individui, controbilanciata da una parte razionale, ossia lo Spiritus. Altra differenza fondamentale tra la filosofia di Divino e quella di Jung è il concetto e la funzione di Archetipo. Mentre per Jung l'archetipo rappresenta un modello fondamentale e primario depositato nell'inconscio (anche collettivo) degli individui ma che si è formato nella notte dei tempi e viene tramandato da una sorta di funzione genetica, per Divino l'archetipo viene prima delle condizioni stesse che secondo Jung lo caratterizzerebbero, ossia è la psiche che crea la materia, l'ambiente e gli avvenimenti che ci circondano e non il contrario. Questo è un concetto di chiara influenza buddhista nella dialettica di Divino, il quale non nega il fascino che il concetto di pratītyasamutpāda (catena di coproduzione condizionata degli eventi) ha avuto per determinate la propria filosofia.

La Difesa delle discipline laiche Modifica

Nella sua edizione riveduta e ampliata de "La Madre di Psiche" Divino dedica un lungo capitolo Sulla legittimità delle discipline laiche dove difende a spada tratta la pratica della psicoanalisi laica, rifacendosi a fonti storiche ben precise ed affermazioni documentate nei libri dello stesso Freud, fondatore della psicoanalisi, dove veniva legittimata la pratica della psicoanalisi portata avanti da non-medici. Il rapporto di Divino con l'accademia è sempre stato di natura conflittuale, costantemente attaccata nei suoi libri e da egli ritenuta attualmente inadeguata alla diffusione delle conoscenze a causa della superbia degli stessi accademici e delle rigide regole gerarchiche al suo interno che ne impediscono il dialogo e l'evoluzione delle discipline. Divino nonostante abbia dimostrato sia in "La Madre di Psiche" sia in "Piaghe del pensiero" di essere un profondo conoscitore della teoria Freudiana nonché di Freud e della sua stessa biografia, si è sempre rifiutato di dialogare con gli accademici. Nonostante le sue conferenze siano seguite anche da psicologi, Divino non ritiene la laurea in psicologia garanzia di conoscenza della materia e anzi, spesso redarguisce gli psicologi di aver ucciso la psicologia, criticandoli aspramente nei suoi libri. Divino si rifiutò all'ultimo di iscriversi alla facoltà di psicologia, preferendo a questa quella di Studi Orientali, dove pensava di trovare un ambiente più aperto mentalmente alle nuove idee. Avendo egli studiato da autodidatta per più di un decennio la psicoanalisi direttamente sui testi degli autori da lui più amati e la psicologia direttamente sui manuali universitari (ammettendo però di non averla trovata altrettanto interessante o utile) ha applicato questa sua visione a tutte le conoscenze nuove che acquisì all'università, in primis la linguistica, che per Divino fu il primo grande impatto innovativo. Con i linguisti Divino vive forse un clima più bellicoso rispetto a quello vissuto con gli psicologi, e la linguistica è spesso tacciata di essere più incompetente verso sé stessa di quanto non faccia la psicologia. Nei suoi saggi Divino riprende la teoria di Lacan per introdurre una sua idea totalmente nuova e molto più vasta che si basa sull'equazione determinismo psichico : determinismo linguistico = psiche : società e l'ha trattata in modo decisamente apprezzato dagli psicologi ma è stato aspramente criticato dai linguisti, che lo accusano di non seguire metodologie scientifiche. Divino controbatte affermando che si occupa di filosofia e che non ha interesse per il metodo scientifico dal momento che una scienza dell'Anima non può essere dogmatica.

Elenco delle opere Modifica

LibriModifica

Raccolte di Poesie

ArticoliModifica

Collaborazioni. Nelle seguenti opere sono presenti contributi di Federico Divino Modifica

  • Anime Gemelle. Le fiamme d'Amore del nuovo mondo [ISBN 978­88­92616­66­0]


  1. La psicoanalisi laica è quella branca di psicoanalisti che rivendicano il diritto di esercitare la psicoanalisi indipendentemente dal possedimento di una laurea in medicina o psicologia, ma esclusivamente sulla base del loro profondo studio e percorso di autoanalisi condotto individualmente. Per maggiori informazioni cfr. Franco Fornari.

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