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Raimondo di Sangro

membri della sua famiglia erano Grandi di Spagna, proprietari di innumerevoli feudi dell'area pugliese (Sansevero, Torremaggiore, Castelnuovo, Casalvecchio di Puglia, Castelfranco e altri minori) e, per linea paterna, sostenevano di discendere direttamente da Carlo Magno.

La Cappella Sansevero: Santa Maria della Pietà[modifica sorgente

Attigua al palazzo di famiglia, da questo separata da un vicolo una volta sormontato da un ponte sospeso, si trova la cappella gentilizia dei Sansevero

Planimetria della Cappella Sansevero con indicazione delle principali opere citate nella voce "Cappella Sansevero"

Voluta nel 1593, per "grazia ricevuta" dal Duca Giovan Francesco de Sangro, I Principe di Sansevero, venne, di fatto, fondata nel 1613 dal figlio secondogenito di quest'ultimo, Alessandro, Patriarca di Alessandria ed Arcivescovo di Benevento, che la volle come cappella funebre dei membri di famiglia. I lavori vennero tuttavia sospesi nel 1642 e ripresi, dopo oltre 100 anni, nel 1744 da Raimondo di Sangro, VII Principe di Sansevero. Una delle tante leggende che circolano sulla chiesa vuole che sia stata costruita sul luogo di un antico tempio di Iside. Una originale teoria sulla lettura esegetica della Cappella ci venne da Giuseppe del Noce[2], esoterista e studioso napoletano, che ha costruito uno schema secondo il quale, le statue del complesso gentilizio desangriano rappresenterebbero le dieci sephiroth dell'Albero della vita, in modo tale che ogni statua, procedendo secondo i sentieri indicati dalla dottrina cabalistica, raffiguri una emanazione divina.

Raimondo di Sangro proseguendo nella linea iniziata dall'antenato Alessandro, la abbellì con statue pregne di allegorie talvolta di incerto significato (da taluni ritenute alchemiche, da altri massoniche), impegnandovi notevoli risorse economiche, e facendone uno dei maggiori capolavori artistici di Napoli.

La Cappella Sansevero è nota principalmente per tre delle statue che la adornano, tra cui famosa è il Cristo velato, capolavoro di Giuseppe Sanmartino, statue la cui esecuzione materiale resta ancora un mistero. Due di esse infatti sembrano coperte da un velo trasparente di marmo che però è omogeneo con la statua sottostante, mentre la terza statua è coperta da una rete di marmo apparentemente posta successivamente ma anch'essa perfettamente omogenea con la statua. Una delle ipotesi, da parte degli estimatori moderni del principe, è che si tratti del risultato di un procedimento inventato dal Principe per "marmorizzare" un tessuto. Tale procedimento, però, non è stato ancora messo alla prova e tutt'oggi non sembrano esserci spiegazioni convincenti. Una possibile interpretazione delle allegorie verte sul messaggio illuminista: attraverso la ragione l'uomo raggiunge il disinganno e si libera delle false verità.

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  • Raimondo di Sangro

    Raimondo di Sangro, o de Sangro, VII principe di Sansevero (Torremaggiore, 30 gennaio 1710 –...

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