FANDOM


La Fistola anale di Luigi XIV è uno dei numerosi mali di cui soffrì Luigi XIV di Francia. Fu il suo chirurgo personale, Charles-François Félix, nel 1686, a operare con successo il re, grazie a uno strumento innovativo e sperimentale. La guarigione del re ebbe un notevole impatto, non solo in Francia ma anche nel resto dell'Europa, e questo fatto diede luogo a numerosi festeggiamenti civili e religiosi in tutto il regno.

La fistolaModifica

La fistola anale è spesso secondaria a ascessi collocati nei pressi dell'ano. La malattia oggi si è scoperto essere comune per chi pratica frequenti clisteri con l'introduzione nell'ano di una siringa di metallo non propriamente sterilizzata, ma anche l'abitudine di andare spesso a cavallo, pratiche che il re di Francia portava avanti entrambe con frequenza.[1]

Ippocrate (c. 460-370 a.C.) fu probabilmente il primo a trattare una fistola anale praticando un'incisione apposita con un filo, ma questa pratica poteva essere causa di emorragie fatali.[2]

All'inizio del 1686, il re iniziò a lamentarsi di "un piccolo dolore presso il perineo, una lesione di due dita verso l'ano, abbastanza profonda, molto sensibile al tatto, senza dolore o arrossamento né pulsazioni".[1] L'ascesso diventa col tempo sempre più doloroso e invalidante al punto che il re, che all'epoca aveva 48 anni, non poteva più andare a cavallo ed era costretto a fare le sue passeggiate nel parco con una portantina[1]. Il motivo che iniziò a circolare tra i membri della corte fu quello di un "tumore nella coscia", ma esso poi si rivelò al pubblico per via di una profonda diatriba che i medici portarono avanti sul metodo più adatto per curarlo.[1] Mentre per la prima parte dell'anno 1686 Antoine d'Aquin suggerì una cura tramite impacchi e sciacquature[1], molti furono i medici e i farmacisti che si presentarono a Versailles nella speranza di riuscire a curare il re e quindi inserirsi nel suo entourage. Tra i trattamenti consigliati al re vi fu anche l'inserimento della prodigiosa acqua di Barèges, un'acqua termale per cui era necessario recarsi sul posto, motivo per cui l'équipe del re decise di non inviarlo perché considerava il viaggio troppo lungo e pericoloso "col calore di questa stagione", temendo nuove infezioni.[3] Fu infine il chirurgo Charles-François Félix che convinse il re ad intraprendere una specifica ed accurata operazione chirurgica per risolvere il problema, un'incisione molto dolorosa ma che durò solo pochi minuti, ma l'operazione nel complesso durò tre ore e senza anestesia.[1]

La "Grande operazione"Modifica

Il chirurgo, prima di intraprendere l'operazione sul re, testò questa pratica su diversi poveri di Parigi che vennero riuniti presso l'ospedale di Versailles. Non si conosce esattamente il numero dei pazienti sottoposti a queste cure sperimentali[2] (secondo alcuni 75[1]), ma di sicuro si sa che molti di loro morirono come testimoniò il parroco di Versailles, François Hébert, e questi stessi vennero sepolti all'alba, senza suono di campane, "di modo che nessuno potesse percepire cosa stesse succedendo"[2]. Queste operazioni ripetute consentirono a Felix di sviluppare uno strumento specifico per quell'operazione, un coltello con la lama ricurva ed estesa col bordo tagliente ed un cappuccio d'argento per evitare lesioni quando questo fosse introdotto nell'ano, tenuto appositamente aperto da un divaricatore[1]. Lo strumento prenderà il nome di bisturi "piegato alla Royal".

Mentre la corte era impegnata a trascorrere alcuni giorni a Fontainebleau, il re fece ritorno a Versailles.[3] L'operazione, mantenuta segreta - persino il Delfino non ne venne avvisato - si svolse il 18 novembre 1686 alle 7 del mattino, nella stanza del re. Si rese necessario mantenere il segreto per non indebolire la posizione del re nei confronti della sua corte e verso l'Europa.[2] L'operazione venne ad ogni modo accuratamente descritta nel diario medico del re[1]: il re venne fatto sdraiare sul suo letto, con un cuscino sotto lo stomaco per tenere sollevate le natiche[2]. Erano presenti i medici Felix, Daquin, Fagon, Bessieres e La Raye[3], madame de Maintenon teneva la mano del re[3]. Gli venne praticata una piccola anestesia che perdurò poi per tre ore e quando i medici ebbero finito il re disse: "È fatto, signori? Alla fine anche se sono trattato come un re mi tocca guarire come se fossi un contadino".[2]

La modaModifica

L'operazione fu un successo e fece la fama e la fortuna del chirurgo che venne decorato dal re. La notizia dell'operazione, ad ogni modo, non tardò a farsi conoscere negli ambienti di palazzo e questo lanciò la moda tra i cortigiani di farsi operare dello stesso problema del re, anche se talvolta non ne avevano il bisogno.[4] Felix già alla fine del 1686 opererà due persone dello stesso male ed il re si riprese completamente già dal gennaio del 1687.[2] A Versailles ed in tutto il regno si tennero numerose ed elaborate feste civili e religiose per celebrare la salvezza del re.[5] Secondo la testimonianza non contemporanea della marchesa di Créquy riportata nel suo Souvenirs, l'aria Grand Dieu sauve Le Roi sarebbe stata composta dalla duchessa di Brinon in questa occasione, e poi venne messa in musica da Jean-Baptiste Lully per celebrare il successo dell'operazione; secondo altri da questa stessa musica Händel avrebbe poi derivato il celebre God save the queen[6]. Durante le prove per il Te Deum che venne fatto cantare a corte per la salvezza del re, Lully si ferì gravemente al piede con il suo bastone da direzione e, rifiutando l'amputazione, morì di cancrena poche settimane dopo.

Queste celebrazioni ebbero l'effetto collaterale di aiutare Luigi XIV nel suo disegno di rafforzare la coesione nazionale attorno al suo re, in particolare dopo la revoca dell'Editto di Nantes, mostrando nel contempo il coraggio e la forza del re.[5] L'operazione diede inoltre una svolta epocale al mondo della chirurgia: in precedenza, infatti, i medici erano considerati superiori ai chirurghi i quali erano visti alla stregua di macellai perché operavano manualmente ed entravano in contatto col sangue, mentre i primi si limitavano a dare indicazioni di pura scienza.[2]. I chirurghi prima facevano parte della corporazione dei barbieri e dei parrucchieri[5].

Note Modifica

  1. 1,0 1,1 1,2 1,3 1,4 1,5 1,6 1,7 1,8 Articolo "Scalpel et écarteur de la Grande Opération de Louis XIV" (in francese)
  2. 2,0 2,1 2,2 2,3 2,4 2,5 2,6 2,7 Articolo "Louis XIV : la délicate question qui agite la Cour..." (in francese)
  3. 3,0 3,1 3,2 3,3 Lucien Bel, Louis XIV, le plus grand roi du monde, ed. Jean Paul Gisserot, coll. "Gisserot classiques pour l'histoire", ISBN 9782877477727
  4. Jérôme Watelet, « Les “maelströms” de selles du Roi-Soleil... », La Lettre de l'Hépato-Gastroentérologue, vol. 3, n. 5, ottobre 2000, p. 270
  5. 5,0 5,1 5,2 Hélène Delalex, Alexandre Maral e Nicolas Milovanovic, Louis XIV pour les nuls, Parigi, First, coll. «Les Nuls»
  6. Memorie di Victoire de Froullay, marchesa di Créquy, cap. IV, online

BibliografiaModifica

  • Stanis Perez, La santé de Louis XIV : Une biohistoire du Roi-Soleil, ed. Champ Vallon, Parigi 2007.
  • Marie Joseph Louis Alard e Nicolas Philibert Adelon, Dictionnaire des sciences médicales, Parigi, 1782-1862.

Fonti Modifica




Ad blocker interference detected!


Wikia is a free-to-use site that makes money from advertising. We have a modified experience for viewers using ad blockers

Wikia is not accessible if you’ve made further modifications. Remove the custom ad blocker rule(s) and the page will load as expected.

Inoltre su FANDOM

Wiki casuale