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La genealogia episcopale è la disciplina storiografica in seno alla Chiesa che si occupa di ricostruire e tramandare l'origine, la discendenza e il legame tra consacratore e consacrato, nel sacramento dell'ordinazione episcopale. Questa disciplina si basa sulla dottrina teologica cristiana della successione apostolica, che afferma la trasmissione di autorità e poteri dagli apostoli a dei successori, i vescovi, attraverso il rito della consacrazione[1]. Quando un vescovo consacra un altro vescovo, tra i due si stabilisce un legame gerarchico, analogo a quello tra padre e figlio.

Linee episcopali Modifica

Con il termine genealogia episcopale si tende ad indicare anche l'elenco completo dei consacratori con la relativa data di ordinazione (indicata spesso tra parentesi dopo il nome), ovvero l'albero genealogico che mostra i rapporti tra consacratore e suo consacrato: per ogni vescovo della lista, il precedente è il suo consacratore mentre il successivo è il suo consacrato, così fino all'ultimo prelato dell'elenco[2]. Questo albero genealogico consente così di tramandare la linea dei consacratori unitamente ai poteri e alle autorità apostoliche. Sebbene durante il rito di ordinazione i consacratori siano tre, quello che compare nella linea genealogica è il consacratore principale e non i due coconsacratori[3].

« Se ci fossero a disposizione tutti i documenti storici, potremmo ricostruire la genealogia episcopale di ogni vescovo. Ciò è possibile per un certo periodo di tempo, e cioè fino a quando riusciamo a trovare nei nostri archivi i documenti relativi. E così, di vescovo in vescovo, si potrebbe risalire indietro nei secoli, fino a ricongiungerci alle origini della Chiesa. »
(Cardinale Angelo Sodano, Omelia nel giorno dell'Ordinazione episcopale di mons. Dominique Mamberti, 3 luglio 2002)

La genealogia episcopale ha radici già nell'alto medioevo, quando si indicavano i predecessori genealogici di un vescovo per sottolinearne la successione apostolica e il legame spirituale affettivo[3]. Tutta la genealogia episcopale dovrebbe risalire agli apostoli e al I secolo, tuttavia le fonti paleografiche non permettono comunque di andare indietro al XV secolo. Dopo il concilio di Trento (1545-1563), grazie alla creazione dei registri parrocchiali la documentazione divenne molto più puntuale.

Linee genealogiche della Chiesa latina Modifica

Template:Nota

Le linee genealogiche attualmente conosciute all'interno della Chiesa latina, e di cui vi sono ancora rappresentanti viventi, sono cinque:

  • Linea d'Estouteville, 1440. In precedenza era conosciuta come "linea della Rovere", in quanto si considerava capostipite papa Sisto IV, al secolo Francesco della Rovere. Recentemente però si è scoperto che papa Sisto IV fu consacrato dal cardinale Guillaume d'Estouteville, cardinale cluniacense francese. A questa linea appartengono l'arcivescovo di Tours Bernard-Nicolas Aubertin e altri venti vescovi e arcivescovi attualmente viventi.
  • Linea Rebiba, 1541. Inizia con Scipione Rebiba, creato cardinale da papa Paolo IV. Il primo incarico episcopale fu quello di vescovo ausiliare di Chieti e titolare di Amicle, perciò si pensa che abbia anche ricevuto la consacrazione episcopale per l'imposizione delle mani dello stesso papa Paolo IV, quand'era ancora il cardinale Gian Pietro Carafa, arcivescovo di Chieti. Tuttavia, l'assenza di documentazione certa non permette di affermare con certezza il loro rapporto genealogico, pertanto non è possibilire salire ulteriormente nell'elenco genealogico.[4] Questo significa che, allo stato attuale delle conoscenze storiche, il cardinale Rebiba è l'unico progenitore comune di quattromila vescovi attuali,[5] tra cui anche papa Giovanni Paolo II, papa Benedetto XVI e papa Francesco. Alla linea Rebiba è stato ricondotto anche un ramo, definito linea polacca o anche linea Uchański e alla quale appartiene papa Pio XI, che si riteneva invece autonomo e che annoverava tra i primi due capostipiti l'arcivescovo Jakub Uchański e l'arcivescovo Stanisław Karnkowski, finché questi primi due anelli genealogici sono stati sostituiti dalla scoperta del vero consacratore dell'arcivescovo Wawrzyniec Gembicki, ossia del vescovo capostipite Claudio Rangoni, discendente della grande linea Rebiba.[6]
  • Linea Ravizza, 1667. Più conosciuta come "linea de Lencastre", in quanto si considerava capostipite il cardinale Verissimo de Lencastre. A motivo della recente scoperta del consacratore del suddetto cardinale,[7] cioè del vescovo Francesco Ravizza, titolare di Sidone e nunzio apostolico in Portogallo, anche la linea genealogica ha mutato il nome. Gli attuali discendenti di questa linea sono quattro: l'arcivescovo Paul Zingtung Grawng, i vescovi Jean-Baptiste Kpiéle Somé, Raphaël Kusiélé Dabiré e Paul Eusebius Mea Kaiuea.
  • Linea de Bovet, 1789. Monsignor François de Bovet, arcivescovo di Tolosa, è anch'esso progenitore di una linea con dieci prelati attualmente viventi.

Linee estinte Modifica

Esistono inoltre diverse linee genealogiche estinte, di cui cioè non esistono più affiliati viventi. Alcune linee estinte a cui appartenevano anche alcuni sommi pontefici sono elencate di seguito:

Note Modifica

  1. Henri de Lubac, L'homme devant Dieu: Exégèse et patristique, t. 2, pp. 347-356, Cerf, Paris 1999 (ISBN 2-204-06145-X).
  2. Angelo Sodano, Omelia in occasione dell'ordinazione episcopale di mons. Dominique Mamberti, 3 luglio 2002. www.vatican.va.
  3. 3,0 3,1 Giacomo Danesi, Ricerca araldica dello stemma di sua eminenza reverendissima il signor cardinale Giovanni Battista Re
  4. Charles Bransom, Apostolic Succession in the Roman Catholic Church, 9 agosto 2010.
  5. Basilio Rinaudo et al., Il cardinale Scipione Rebiba (1504 - 1577), Vita e azione pastorale di un vescovo riformatore, pp. 123-124, Patti, L'Ascesa 2007 (ISBN 978-88-903039-0-6).
  6. Roberto Fornaciari, Notizie sulla elezione e consacrazione del vescovo Claudio Rangoni - Sito dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose Beato Gregorio X di Arezzo
  7. The Ravizza Line

Voci correlateModifica

Fonti Modifica




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