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Glebalizzazione

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Il concetto di Glebalizzazione deriva da studi interdisciplinari in base ai quali si intende il processo di impoverimento mondiale quale diretta conseguenza del fenomeno della globalizzazione economica in atto. Il processo di mondializzazione della economia è ormai da tempo una realtà inconfutabile.

StoriaModifica

Il processo di glebalizzazione secondo alcuni autori ha avuto inizio addirittura con il dominio delle Repubbliche Marinare italiane nel Mediterraneo, poi consolidatosi sempre più con la scoperta del Nuovo Mondo, è stato riguardato a diverso titolo da studiosi di diverse discipline sociali.

La “Globalizzazione” così come oggi viene definita tale realtà, ha comportato indiscutibili vantaggi che tutti noi conosciamo ma sta comportando altresì delle strozzature e controindicazioni di non poco conto. Prima fra tutte l'enorme ed apparentemente inarrestabile influenza che la finanza mondiale – lasciata libera e senza regole – riveste nel mondo economico, tanto da arrivare a definire quest’ultima quale “variabile indipendente” del sistema economico, ovvero secondo altri ci troviamo ad operare in una “economia finanziarizzata”. Con l’esistenza di una finanza incontrollata e globale, unitamente a sistemi di comunicazione senza precedenti e di processi di innovazione sempre più rapidi, le impalcature concettuali ed i paradigmi che hanno sino ad ora caratterizzato gli approcci della scienza economica, della politica, della sociologia e del diritto hanno necessità di una profonda riconsiderazione che metta in luce le interconnessioni sistemiche tra i diversi metodi di analisi. Queste analisi di natura interdisciplinare, hanno a volte sortito dei risultati che portano a concludere come il processo di mondializzazione della economia non rappresenterà una mera “globalizzazione” con un differenziale a somma positiva in termini di crescita e sviluppo. Al contrario comporterà la concentrazione della ricchezza mondiale nelle mani di pochissimi gruppi con un contestuale impoverimento generalizzato delle classi medie, soprattutto quelle dell’Occidente, sino ad oggi ricco e potente. Di qui il conseguente neologismo di “Glebalizzazione” che evoca ritorni alla povertà generalizzata della servitù della gleba nel Medio Evo o per lo meno scenari descritti magistralmente nei romanzi di Charles Dickens, che hanno caratterizzato la condizione miserabile dei ceti più diseredati di alcuni secoli scorsi.

Delocalizzazione & frammentazione delle attività produttiveModifica

Una delle strategie seguite dalle industrie multinazionali è quello di mantenere il centro di ricerca e sviluppo, e la fabbricazione delle parti tecnologicamente più evolute nella nazione-madre di quella fabbrica.

Ad esempio si fabbricano i motori nella nazione-madre e si esportano, per poi essere montati in un automobile che viene assemblato con pezzi in buona parte di provenienza locale, prodotti con metodi a bassa tecnologia, altamente inquinanti e a basso valore aggiunto, fatto che implica salari molto bassi per gli operai del posto. Ovviamente nella nazione-madre rimane l'alto valore aggiunto del motore, pochi tecnici e ingegneri guadagnano abbastanza bene per via della produzione del motore.

Gli operai della catena di montaggio finale, si trovano nella condizione di dover accettare salari molto bassi, oppure di vedere importata un auto, che ha qualche componente nazionale, ma che è costata pochissimo nella quota di valore aggiunto dagli operai del paese del terzo mondo (prodotta da operai senza assistenza sanitaria, senza pensione, in stati dai costi molto ridotti, senza rispetto dell'ambiente). Questa condizione obbliga gli operai a scegliere tra salari di sussistenza "glebalizzanti" e la disoccupazione.

Bibliografia Modifica

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Voci correlate Modifica

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