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Il sogno di Joe Brandts sul grande terremoto in California (in un anno che finisce con il "7") Questa relazione su una serie di sogni (definibili piuttosto come visioni in uno stato di dormiveglia) è stata scritta da Joe Brandt, di 17 anni di età, mentre si ricuperava da una commozione cerebrale in un ospedale della cittadina agricola di Fresno in California nel 1937. Venne pubblicato previamente come “California Superquake 1975-1977?”, redatto da Paul James. Ricordate che queste parole sono state scritte da un giovane nel 1937... non in data recente. Osservate il periodo delll'anno in cui vede la visione dipanarsi (primi giorni primaverili), come i ragazzi e le ragazze erano vestiti, il suono che il terremoto emise mentre spingeva per le strade della città e oltre. L'uomo che scrisse questo memoriale era un amico personale del redattore a quei tempi. L'articolo viene pubblicato come lo scrisse lui nel 1937, con parole e scrittura da bambino... [N.d.R. -> L'ho tradotto in una lingua italiana più comprensibile ed elegante] L'autore era caduto da cavallo all'età di 17 anni e per molti giorni ha sperimentato uno stato di dormiveglia continuo in seguito alla concussione. Durante questo periodo di tempo un sogno ricorrente e continuativo si ripresentò notte dopo notte. Sembra come se fosse stato presente alla combinazione di due eventi catastrofici: un tremendo terremoto e l'inondazione della California e di altre parti del mondo. Joe Brandt, in uno stato soporoso written in quei giorni mentre si recuperava in ospedale, descrisse dettagli molto verosimili [e in seguito dimostratisi veritieri] riguardo le posizioni di alcune faglie tettoniche, strate di roccia, movimenti della crosta terrestre. Così tanto materiale che un geologo con esperienza poliennale avrebbe difficilmente cercato di formulare ipotesi così ardite. Il ragazzo non sapeva nulla di geologia oppure della remota possibilità del verificarsi di un terremoto in California. Ci sono cinque punti salienti da segnalare che fanno che questo sogno/visione sia da collocare ad di fuori dal regno dell'ordinario sognare nel tempo notturno, e l'imponente mole di dati geologici non può essere il prodotto di ipotesi formulate di giorno, dal momento che: 1. Il sogno/visione si dipana in perfetta continuità, notte dopo notte, per molte notti, riprendendo il filo sempre esattamente dove l'aveva lasciato. Questo è super-normale. 2. Il veggente venne progettato almeno 30 anni in avanti nel tempo, descrivendo modelli di abbigliamento per i giovani neanche lontanamente immaginabili nel 1937 da chiunque. Questo è super-normale. 3. Vengono descritte nella visione molte automobili subcompatte (descritte come di "mezza-misura"), e nel 1937 queste auto non erano per nulla comuni negli United States. Brandt segnala la loro "forma strana", che potrebbe quella di una Volkswagen [N.d.R.: o addirittura di una Smart], ora così comuni negli USA. La percentuale di VW e di altre subcompatte in California è circa il triplo rispetto ad altri stati USA. 4. Vengono descritte le super-autostrade ("super-highways"), che ancora non erano state costruite nel 1937. Queste sono conoscenze di natura paranormale. [N.d.R.: Forse anticipato da riviste come "Popular Mechanics"] 5. Brandt descrive condizioni geologiche che non aveva mai studiato, e a 17 non era possibile che avesse imparato così tanto. Gli viene fornito in sogno una vasta conoscenza di “faglie” che erano sconosciute non soltanto a Lui, ma alla scienza geologica. Queste sono conoscenze super-normali. Quando negli anni sessanta vennero esaminate da un laureato in geologia, si determinò che la conoscenza era fattuale. Nota: totale assenza di uccelli. Uccelli e animali bradi fuggono da un'area poco prima di un terremoto. 1937 – VISIONE DEL TERREMOTO IN ARRIVO (di Joe Brandt) Il giorno del terremoto. Mi sono svegliato nella stanza di ospedale con un mal di testa terrificante (come se il mondo intero stesse girando nel mio cervello). Io ricordo, vagamente, la caduta da Blackie (il mio cavallo). Mentre giacevo li, delle foto cominciarono a formarsi nella mia mente (immagini che si muovevano con la velocità del lampo) immagini di cose e persone in movimento, altre immagini erano statiche. Mi sembrava di essere in un altro mondo. Non potevo dire se si trattasse del futuro, oppure du qualche terra antica, non lo posso dire. Poi lentamente, come nello schermo argentato dei filmati sonori (“talkies”), ma con colori e odori e suoni, Mi sembrò di trovarmi a Los Angeles. Era Los Angeles (ma era molto più grande, e autobus e automobili dalle forme strane affollavano le strade della città). Cominciai a pensare al Hollywood Blvd., e improvvisamente mi trovavo proprio li, proprio sul Hollywood Blvd. Se questo fosse vero, Io non lo so, ma vi erano molti ragazzi attorno alla mia età con barnette e alcuni di loro avevano orecchini. Tutte le ragazze vestivano gonne davvero corte... e camminavano scivolando e dondolando, muovendosi come in una danza. Io mi chiedevo se avrei potuto parlare loro, e li salutai dicendo “hello” ("ciao"), ma loro non mi vedevano nè sentivano. Compresi che sarei sembrato loro così strano e divertente come loro apparivano a me. Io provai ad imitare, per un po, quel pazzo modo di camminare. Scommetto che è qualcosa che si deve imparare. Io non riuscivo a farlo. Io notai che vi era una certa tranquillità nell'aria, come un certo tipo di sospensione del tempo. Qualcosa mancava, qualcosa che doveva essere lì. A primo acchito, Io non potevo capirlo, non indovinavo cosa fosse. NON C'ERANO UCCELLI. Io ascoltavo. Camminai per due isolati verso nord del Boulevard. In tutte le case... nessun uccello. Io mi meravigliai su quel che era successo loro. Se ne erano andati? Dove? Di nuovo, Io potevo sentire la staticità. Io non ho mai esperimentato nulla come questo. Io ascoltavo... soltanto l'immobilità, la sospensione, il fermo del tempo ("stillness"). Dopo, Io percepì che qualcosa stava per capitare. Io mi chiedevo in quale anno mi trovassi, che anno fosse. Sicuramente non era il 1937. Vidi un giornale in un angolo con una foto del presidente. Sicuramente non era il Presidente Roosevelt. Era [N.d.R.: un bianco] più grosso, pesante, con grosse orecchie. Dato che non era il 1937, Io mi domandavo che anno fosse. Sembrava come fosse il 1969... ma non ero sicuro. Nel sogno i miei occhi non funzionavano troppo bene... Qualcuno stava arrivando, qualcuno nel 1937... era l'infermiera grassoccia pronta a prendermi la temperatura. Mi svegliai. Che sogno pazzo. (Vi sono pagine che ripetono la descrizione di uno sogno simile, che avveniva sempre a Los Angeles, anche se in realtà Brandt si trovava ricoverato a Fresno il giorno seguente del 1937. Era lo stesso giorno a Los Angeles, e il sogno sarebbe continuato dove il precedente sogno finiva). Il mio mal di testa è peggiorato. Mi meraviglio di non essere stato ucciso dalla caduta a cavallo. Io ho avuto un altro sogno pazzo, di nuovo a Hollywood. Quelle persone. Perché si vestono a quel modo? Io mi trovai di nuovo nello Hollywood Blvd. Io aspettavo che qualcosa stesse per capitare. Qualcosa di GROSSO stava per capitare e Io sarei stato li. Io guardavo all'orologio che si trovava lontano su una parete di quel grosso teatro [cinema ?]. Erano 10 minuti alle 4 [le 3:50 p.m.]. Qualcosa di GROSSO stave per capitare. Io camminai lungo la strada. Sul cemento [del marcipiedi], in fronte di un a teatro avevano nomi di stelle [N.d.R. del cinema]. Ho riconosciuto pochi di loro. C'erano altri nomi che non avevo mai sentito. Mi stavo annoiando. Volevo tronare all'ospedale di Fresno, e volevo stare nel Boulevard. Volevo rimanere qui nel Blvd., anche se nessuno mi poteva vedere. Quei ragazzi pazzi. Perchè sono vestiti così? Forse sono soltanto alcune comparsate di Halloween, ma non sem- bra la stagione di Halloween [festa di tutti i santi a Novembre]. Sembra piuttosto l'inizio della primavera. Vi era quel suono di nuovo. Quella MANCANZA DI SUONO. QUIETE, STATICITA', SOSPENSIONE. Non si rendono conto queste persone che gli uccelli sono volati altrove? La QUIETE STA DIVENTANDO SEMPRE MAGGIORE. SO CHE STA PER SUCCEDERE. QUALCOSA STA PER SUCCEDERE. Qualcosa sta succedendo adesso! Sicuramente è così. Lei mi svegliò, sorridendo, quella infermiera grassoccia di nuovo. Disse "E tempo per il tuo latte, ragazzone”. Gosh, una donna matura di 30 anni agendo come il "pigiama di un gatto" [?] ("cat’s pyjamas" ?). Forse la prossima volta porterà ciocolatta calda. IL MOMENTO DELL'AVVENIMENTO Dove sono stato. Dove sono stato! Sono stato ai confini della terra e poi di ritorno. Sono stato alla fine del mondo. Non è rimasto nulla. Neanche Fresno, anche se stavo giancendo li giusto in questo minuto. Se soltanto i miei occhi potessero diventare un po più nitidi in modo di potere scrivere tutto questo. Nessuno mi crederà, comunque. Io ritornerò all'ultimo momento sul Blvd. Una ragazza dolce passava, trascinando per la mano due bambini piccoli (credo fossero gemelli) per ogni mano. La sua gonna era piuttosto corta, molto alta, e aveva un aspetto stanco. Io ho pensato per un minuto di poterle chiedere riguardo gli uccelli, riguardo cosa era successo loro, ma subito dopo, ricordai che Lei non mi poteva vedere. La sua capigliatura era spettinata [N.d.R. Forse come una punk ?]. Molti di loro sembravano così, ma Lei sembrava così stanca e come se si sentisse in colpa per qualcosa. Posso indovinare che era dispiaciuta PRIMA che capitasse [l'evento], perché sicuramente dopo è avvenuto. C'era un odore bizzarro. Non mi piaceva. Un odore come di zolfo, di acido solforico, un odore come di morte. Per un minuto, pensai di essere tornato al laboratorio di chimica. Quando ricominciai a cercare la ragazza nella zona, se ne era andata. Io volevo trovarla per qualche ragione. Era come se Io sapessi che qualcosa stava per accadere ed Io potessi stare con lei, per aiutarla. Lei era andata via, ed Io camminai per mezzo isolato, poi vidi l'orologio di nuovo. I miei occhi sembravano incollati su quell'orologio. Io non potevo muovermi. Ho semplicemente aspettato. Erano CINQUE MINUTI ALLE QUATTRO IN UN POMERIGGIO SOLEGGIATO. Ho pensato che sarei rimasto li a guardare quell'orologio per sempre, aspettando perché capitasse qualche cosa. Dopo, quando venne, era quasi nulla. Era proprio nulla. Non era neanche così forte come il terremoto che abbiamo avuto due anni fa. Il terreno si scosse, giusto un instante. Le persone si guardavano tra di loro, sorprese. Poi hanno riso, Anch'Io cominciai a ridere. Dunque era questo quello per cui stavo aspettando. Questa divertente piccola scossa. Era insignificante. Ero sollevato e allo stesso tempo disilluso. Ma, che cosa mi aspettavo? Cominciai a invertire la mia marcia nel Blvd., trascinando le gambe come quei ragazzi. Come lo facevano? Non l'ho mai scoperto. Mi sentivo come se il terreno non fosse solido sotto di me. Sapevo che stavo sognando ma allo stesso tempo non stavo sognando. Di nuovo arrivava quell'odore sulfureo dall'oceano. Eravamo vicino alle 5 e 10 [5:10 p.m.] (Newberry’s?) e vidi lo sguardo sulle facce dei ragazzi. Due di loro erano giusto in fronte a me, venendo nella mia direzione. Entrambi con barbette, uno con orecchini. Uno disse: “usciamo da questo luogo. Andiamo indietro verso est.” Sembrava spaventato. Si sentiva come se i marciapiedi stessero tremando, ma uno non poteva vederli. No, con i propri occhi non si poteva. Una vecchia signora aveva un cane, un piccolo cane bianco, e si fermò e cominciò a guardare intorno, e sembrava spaventata, e lo prese tra le braccia e disse: ”Andiamo a casa, Frou, Frou. Mamma ti riporta a casa”. Quella povera vecchia signora, appesa al suo cane. Mi spaventai. Ero davvero spaventato. Io ricordavo la ragazza. Probabilmente era in fondo all'isolato, probabimente. Cominciai a correre. Io correvo e correvo, e il suolo continuava a tremare. Ma Io non lo potevo vedere. Io non potevo sentirlo. Ma Io sapevo che c'era un tremolio. Tutti sembravano spaventati. Tutti sembravano terrorizzati. Una giovane signora si sedette proprio sul marciapiede tutto spiegazzato. Lei continuava a ripetere "terremoto, è IL terremoto" (“earthquake, it’s THE earthquake”), ancora e ancora. Ma Io NON POTEVO VEDERE CHE NULLA FOSSE DIFFERENTE. Dopo, quando arrivò. Come giunse. Paragonabile a nulla nel Mondo di Dio. Nessun confronto. Indescrivibile. Era come l'urlo di una sirena, lungo e basso, oppure come l'urlo di una donna che stava partorendo un bebè, che ho ascoltato quando ero un ragazzino. Era orribile. Era come se qualcosa (come un mostro) stesse SPINGENDO IN ALTO I MARCIAPIEDI. Lo potevi sentire molto prima di vederlo, dal momento che i marciapiedi non avrebbero resistito di più. Osservai le auto per la strada. Stavano suonando il clakson ma non sembravano spaventati. Loro continuavano a muoversi. Non sembravano consci che qualcosa stesse accadendo. Poi arrivò un auto bianca, quella che sembrava un auto bebè di mezza-misura, venne scivolando dalla corsia interna giusto contro la curca. La ragazza che stava guidando si fermò proprio lì. Si sedette con i suoi occhi sgranati, come se non potesse muoversi, ma Io la potevo sentire. Lei piagnucolava. Come una bambina piccola. Faceva alcuni rumori divertenti. Io la osservavo, pensando all'altra ragazza [N.d.R. quella con i gemelli]. Io dissi che quello era un sogno e che mi sarei svegliato... Ma Io non mi sono svegliato. Il tremore era cominciato di nuovo, ma questa volta era differente. Era uno scuotimento gentile, come quello di una culla mentre veniva dondolata per un minuto, e poi vidi la metà del Blvd. che sembrava stare per rompersi in due pezzi. Il cemento armato del marciapiedi sembrava come se fosse spinto in alto da qualche tipo di scavatrice gigante. Si stava rompendo in due pezzi. Questa è la ragione per la quale l'auto della ragazza perse il controllo... E POI UN FORTE SUONO DI NUOVO, COME NON L'AVEVO MAI SENTITO PRIMA... POI CENTINAIA DI SUONI... TUTTI I TIPI DI SUONO... bambini, e donne e quei pazzi ragazzi con gli orecchini. Tutti si muovevano, sembrava, alcuni di loro sopra il marciapiedi. Io non posso descriverlo. VENNERO SOLLEVATI. E le acque [N.d.R. che impregnavano il terreno] cominciarono a gocciolare, a ribollire, spargendosi a spruzzi. Le urla, i pianti. Era orribile. Io mi svegliai. Non voglio avere quel sogno di nuovo. IL TERREMOTO Venne di nuovo. Come la prima volta che era una prima visione e tutto quel che potevo ricordare era che si trattava della fine del mondo. Io stavo di nuovo lì (con tutte quelle urla e pianti). Giusto in mezzo all'evento. I miei timpani mi dolevano come se stessero per scoppiare. Rumore ovunque. Persone che cadevano a terra, alcuni di essi malamente feriti. Pezzi di edifici, frammenti, scaglie, volando per aria. Una mi colpì forte in un lato del viso, ma mi sembra di non averlo percepito. Io volevo soltanto svegliarmi, uscire da quel luogo. Era stato divertente all'inizio, il primo sogno. Che sembrava come se dovessi sognare la fine del mondo o qualcosa del genere. Questo era terribile. C'erano persone anziane nelle auto. La maggior parte dei ragazzi stava per strada. Ma quei tipi anziani stavano urlando come se li stessero straziando ("yelling bloody murder"), come se qualcuno potesse aiutarli... Nessuno poteva aiutarli. Nessuno poteva aiutarli. E stato allora che mi sono sentito sollevato in alto. Forse ero morto. Io non so. Ma Io ero sopra la città. Si stava inclinando verso l'oceano (come si inclina un tavolo da picnic). Gli edifici stavano ritti, meglio di quello che uno potesse immaginarsi. Stavano reggendo. Stavano reggendo. La gente vide che stavano reggendo e cercarano di aggrapparsi a loro oppure di entrarci. Era una cosa fantastica. Come se un edificio avesse una volontà propria. Tutto il resto si rompeva attorno a loro, e loro, gli edifici, stavano reggendo, reggendo. Io ero sopra di loro, guardando in basso. Io cominciai a fare il tifo per loro. Mantenete quella linea, Io dissi. Mantenete la linea. I volevo rallegrarmi, esclamare forte, urlare. Se gli edifici tenevano, quelli edifici sul Blvd., forse la ragazza (quella con i due bimbi) forse poteva esservi entrata. Questo avveniva per un lungo tempo, forse tre minuti, erano tre minuti che sembrarono eterni. Tutti cercavano di entrarvi. Gli edifici sembravano reggere. Tu sapevi che avrebbero retto, anche se le acque continuavano ad arrivare. Soltanto che ad un punto non ressero più. Io non ho mai immaginato che cosa sarebbe stato per un edificio il morire. Un edificio muore esattamente come lo fa una persona. Si arrende, alcuni dei più grandi fecero esattamente quello. Cominciarono a crollare, come un vecchio uomo con la paralisi, che non poteva più sopportarla. Crollarono sulla verticale per diventare null'altro che macerie. Ed i piccoli edifici urlavano come matti sovrastando il ruggito di terrore della gente. Urlavano come matti resistendo alla morte. Ma gli edifici muoiono. Io non sopportavo più vedere quella gente. Io cominciai a volere andare più su. Io mi mi ostinai nel volere andare più in alto. Poi mi sembrò essere al di fuori dal cuore della scena, ma potevo vedere. Mi sembrava essere in alto sul monte Big Bear nei pressi di San Bernardino, ma la cosa divertente è che Io potevo vedere ovunque. Io sapevo quello che stava accadendo. La terra sembrò ricominciare a tremare. Io potevo sentirlo anche se pensavo che stavo molto in alto. Questa volta durò forse dodici secondi, ed era piuttosto un moto gentile. Voi non potreste credere che una cosa così gentile potesse causare così tanto danno. Ma poi Io vidi che le strade di Los Angeles (ogni cosa tra le montagne di San Bernardino ed L.A.) si stavano inclinando verso l'oceano, le cose e qualsiasi cosa fosse rimasta in piedi. Potevo vedere le gorsse corsie stradali (dozzine di grosse corsie stradali ancora piene di auto), nella maggior parte cinque corsie, e tutte le auto che scivolavano nella stessa direzione. Adesso l'oceano stava invadendo la terraferma, muovendosi come un grosso serpente nella terra. Io mi domandavo quanto a lungo era stato, e sono riuscito a vedere l'orologio, anche se non ero li nel Blvd... Erano le 4:29. ERA DURATO MEZZ'ORA. Ero contento di non sentire ancora le urla. Ma Io potevo vedere ogni cosa. Io potevo vedere tutto. LE ALTRE CITTA' Dopo, come osservando un intero mappamondo, Io potevo vedere quel che capitava sulla terra e alla gente. San Francisco stava risentendo dello stesso terremoto, ma non acceniva in alcun modo come in Hollywood oppure a Los Angeles. Mi sembrava vedere che erano due faglie: la GARLOCK FAULT, non soltanto la SAN ANDREAS FAULT, che stava agitando insieme San Francisco. Si muoveva esattamente come nel film sui terremoti con Jeanette McDonald e Clark Gable. Io potevo vedere tutte quelle montagne che collidevano (la Sierra Nevada, e la San Andreas e la Garlock). Io sapevo quello che stava per capitare a San Francisco (si sarebbe rovesciata), per la Garlock. Si sarebbe rovesciata, dall'alto in basso. Se ne andò velocemente, forse per la torsione, credo. Mi sembrò molto più veloce che a Hollywood, ma Io non ero esattamente li. Ero molto più lontano. Chiusi i miei occchi per un lungo tempo (credo circa dieci minuti) e quando li riaprì vidi il Grand Canyon, quella grande interruzione [nel territorio] si stava chiudendo, e la diga Boulder Dam veniva spinta da sotto. E dopo, [nello stato del] Nevada, la cittadina di Reno. Andando in direzione sud, già verso [la penisola della] Baja California in Messico, anche. Sembrava come se qualche vulcano giù [in Messico ?] stesse eruttando, assieme a tutto il resto [terremoti, distruzioni ?]. Io vidi la mappa del Sud America, specialmente Colombia con un altra eruzione vulcanica che provocava violenti scuotimenti. Il Venezuela sembrava avere qualche tipo di attività vulcanica. Lontano nella distanza, potevo vedere il Giappone, posto anch'esso su una faglia. Era così lontano e non facile da vedere, perché Io stavo ancora sulla Big Bear Mountain, ma il Giappone cominciò a scivolare nel mare. I non posso dire il tempo, allora, e poi le persone sembravano come bambole, lontane. Io non potevo sentire le urla, ma Io potevo vedere lo sguardo sorpreso sulle loro facce. Sembravano molto sorpresi... Erano tutti come bambole. Era così lontano che Io non potevo vederli. In un minuto oppure due tutto sembrava concluso. Tutti erano andati. Non era rimasto nessuno. Io non sapevo più il tempo allora. Non potevo vedere l'orologio. Cercai di vedere l'isola Hawaii. Li potevo soltanto vedere enormi onde di marea... abbattendosi su di essa. Le persone sulle strade si inzuppavano, e rimanevano spaventati. Ma non vedevo nessuno che cadesse in mare. L'onda sembrava percorrere il mondo. Ancora più allagamenti. Sarebbe andato ammollo il mondo? Constantinopoli. Il Mar Nero che si solleva. Canale di Suez, per qualche ragione sembrava a secco. LA SICILIA.. lei non resiste. Io potevo vedere la mappa. Il monte ETNA si agita. Gran parte di questa area sembrava andarsene, ma sembrava che questo avenisse prima oppure più tardi. Non avevo una sicura nozione del tempo, adesso. L'INGHILTERRA... enormi alluvioni, ma nessuna onda di marea. Acqua, acqua ovunque, ma nessuno che cadesse in mare. Le persone piangevano spaventate. In alcuni luoghi si inginocchiarono nelle strade e cominciarono a pregare per il mondi. Non sapevo che gli Inglesi fossero emotivi. Irlanda, Scozia (tutti i tipi e suddivisioni delle chiese erano affollate, sia di giorno che di notte. Le persone portavano candele e tutti stavano piangendo per gli stati della California, del Nevada, parti del Colorado (forse per tutto il Colorado), e anche lo Utah. Tutti nel mondo stavano pian- gendo anche se non conoscevano nessuno in quei posti ma era come se avessero parenti carnali. Come una famiglia. Come se fosse accaduto loro. NEW YORK cominciava ad apparirmi alla vista, era ancora li, nulla era accaduto, ma il livello delle acque saliva. Qui, le cose erano differenti. Le persone correvano per le strade urlando "è la fine del mondo" (”end of The World”). I ragazzi correvano nei ristoranti e mangiavano qualsiasi cosa in vista. Vidi un negozio di scarpe con tutte le scarpe volate via in circa cinque minuti. Nella Fifth Avenue tutti correvano. Alcune radio che venivano diffuse da potenti altoparlanti sulla strada, annunciavano che in pochi minuti, l'elettricità poteva essere tolta. Le persone devono controllare il loro comportamento. Cinque ragazze correvano come matte verso lo Y.W.C.A., quel luogo sulla Lexington avenue o da qualche parte. Correvano come spaventate a morte. MA NULLA [DI GEOLOGICO] STAVA ACCADENDO A NEW YORK. Vidi una vecchia signora con i bidoni della spazzatura, riempendole con acqua. Tutti sembravano spaventati a morte. Alcune persone sembravano confuse, stralunate. Le strade sembravano piene di altoparlanti. Non era di giorno. Era notte. Io vidi, come il giorno seguente, che tutto era sottosopra. Gli altoparlanti annunciavano che che serbatoi di carburante erano rotti (o vuoti) in alcune aree (scarsità di petrolio). Folle inferocite saccheggiavao negozi ed empori, in Oregon, Washington, Missouri, Minnesota, Canada. Vidi molti luoghi che sembravano sicuri, e le persone non erano spaventate. Specialmente nelle aree rurali. Qui la situazione era come se non fosse successo nulla. Le persone sembravano dirigersi verso quei luoghi, alcune a piedi, altre in auto (le poche con carburante). Ho sentito (o in qualche modo ho saputo), che da qualche parte nell'Atlantico erano riemerse terre in precedenza sommerse. Molta terra. Stavo sentendomi spaventosamente stanco. Volevo svegliarmi e richiamare la ragazza con i bimbi (per sapere dove si trovasse). Mi trovai di nuovo a Hollywood (ed erano ancora le 4:29). Non stavo più sul monte Big Bear, allora. Stavo sospeso sopra Hollywood. Ero proprio li. Sembrava perfettamente naturale nel mio sogno.





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