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Impatto astronomico

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Un evento di impatto astronomico consiste nella collisione di un grosso meteorite, asteroide, cometa, o altra classe di oggetto celeste contro la Terra o contro un altro pianeta. Nel corso della storia conosciuta, si sono verificati centinaia di eventi d'impatto "minori" (a parte i numerosissimi bolidi esplosi nell'atmosfera, noti come "stelle cadenti") e sono stati segnalati, in qualche caso causando danneggiamento alle proprietà o all'ambiente locale, ma molto raramente feriti e morti.[1] Un impatto astronomico contro un oceano o mare può generare uno tsunami (una gigantesca onda), che può causare distruzione sia in mare (nei bassi fondali) che nelle zone costiere.

Mentre l'energia cinetica dei corpi che hanno colpito la Terra è stimabile con buona approssimazione, esistono molti interrogativi riguardo alle proprietà acide o basiche delle sostanze che costituiscono gli asteroidi e il loro effetto sulla flora e la fauna. Inoltre, si ritiene corpi particolarmente densi, come l'asteroide che formò il cratere di Chicxulub (contenente molto iridio), possano perforare la crosta terrestre, arrivando al mantello terrestre, dando luogo alla liberazione di acido solforico e conseguenti piogge acide massive. Anche gli effetti della caduta su diversi tipi di territorio (cordigliere con vulcani, deserti, foreste, ghiacciai, ecc.) non sono ben valutabili.

Gli eventi d'impatto astronomico sono stati usati spesso come soggetti della trama o della storia di sfondo a antefatto in romanzi e film di fantascienza.

La Luna: formata dal maggiore impatto astronomico contro la Terra Modifica

La teoria più accreditata riguardo alla formazione della Luna è quella dell'impatto gigante, che sostiene che 4.533 milioni di anni fa la Terra sia stata colpita da un planetoide delle dimensioni di Marte, denominato Theia; se si dovessero trovare ulteriori conferme di questa teoria, allora si tratterebbe del maggiore impatto mai subito dalla Terra. In questo impatto, il nucleo di ferro di Theia si unì al nucleo terrestre, mentre il mantello e la corteccia (in parte provenienti dalla crosta terrestre), formarono la Luna.

Oceani della Terra: formati dall'impatto di miriadi di comete Modifica

Nella nebulosa protoplanetaria che diede origine alla Terra, non si poteva trovare acqua allo stato liquido, che sarebbe stata vaporizzata e poi scissa in idrogeno e ossigeno gassoso dalle potenti radiazioni solari. Si ritiene che impatti di miriadi di comete nel primo miliardo di anni nella storia della Terra abbiano portato alla formazione degli oceani (inizialmente si formava vapore d'acqua, che in parte veniva scisso in idrogeno che sfuggiva dall'alta atmosfera e in parte poteva dar luogo ad una debole concentrazione di ossigeno capace di sostenere la vita di qualche batterio primitivo), in seguito all'accumularsi di una imponente coltre di nubi atmosferiche (con i relativi lampi), la temperatura sarebbe calata al di sotto dei 100 gradi Celsius e lentamente sono cominciate le piogge, formando fiumi, laghi, mari e oceani, che con la loro inerzia termica hanno stabilizzato la temperatura del pianeta.

Le comete hanno portato la vita sulla Terra ? Modifica

Secondo quasi tutti gli scienziati le comete, oltre all'acqua, avrebbero portato i precursori della vita, costituiti da complesse sostanze carboniose come aminoacidi, acidi nucleici, acidi grassi, zuccheri, vitamine, ecc; che nei mari terrestri, colpiti da lampi, formarono il brodo primordiale, e successivamente micelle di fosfolipidi inanimati (teoria di A. I. Oparin, S. Miller] e H. Urey]) precursori dei primi archeobatteri viventi, contenenti forme di RNA o altri acidi nucleici primordiali.

Secondo la teoria della panspermia di Arrhenius le comete avrebbero portato forme di vita primitive oppure le loro "spore". Per l'astronomo Fred Hoyle, le comete e i meteoriti contenenti ammoniaca (come la condrite carbonacea di Murchison) conterrebbero anche forme di vita primordiali, simili ai funghi "pedomicrobium" presenti in rocce antichissime come nella selce nera del Minnesota. Teoria nota anche come come esogenesi della vita sulla Terra.

Geologia degli eventi d'impatto sulla Terra Modifica

La Terra ha avuto durante la sua storia periodi di bruschi e catastrofici cambiamenti, alcuni di questi sono stati causati da impatti di asteroidi e comete con la Terra. Alcuni di questi impatti hanno causato sconvolgimenti climatici di grande portata e l'estinzione di un gran numero di specie animali e vegetali. Questo cambiamento di visione della storia della Terra è emerso solo recentemente principalmente a causa della mancanza di prove dirette e della difficoltà nel riconoscere le tracce di antichi impatti a causa dell'erosione. Impatti terrestri su larga scala tali da produrre crateri come il cratere Barringer, localmente conosciuto come Meteor Crater, situato a Nord-Est della città di Flagstaff, in Arizona sono rari. Inoltre si è ritenuto a lungo che i crateri sulla Terra fossero esclusivamente di origine vulcanica: il cratere Barringer, per esempio, è stato a lungo considerato causato da un'esplosione vulcanica preistorica, un'ipotesi non del tutto irragionevole, in considerazione che il vulcano San Francisco Peaks, è situato a soli 48 km a Ovest. In maniera similare i crateri della superficie lunare erano considerati di origine vulcanica. È stato soltanto nel 1903-1905 che il Meteor Crater è stato correttamente identificato come un cratere di origine meteoritica, e solo dal 1963 gli studi condotti da E. M. Shoemaker hanno definitivamente provato questa ipotesi.

Le scoperte avvenute alla fine del XX secolo con l'esplorazione dello spazio e il lavoro di ricercatori come Shoemaker hanno dimostrato che il processo di craterizzazione è il più potente processo geologico che ha agito sui corpi con superficie solida del Sistema Solare.

Sistemi di osservazione e tracking automatico Modifica

Vedi anche l'articolo "Spaceguard" su It.Nostradamus.Wikia


A seguito dell'evento di Pribram (1959), altre nazioni stabilirono programmi di osservazione finalizzati allo studio delle caduta di meteoriti. Uno di questi fu il Prairie Network, operante dallo Smithsonian Astrophysical Observatory tra il 1963 e il 1975 nel Midwest degli Usa. Questo programma si occupò anche della caduta di un meteorite, la condrite Lost city, permettendo la sua scoperta e calcolando la sua orbita.[2] Un altro programma fu stabilito in Canada, il Meteorite Observation and Recovery Project (MORP), e durò dal 1971 al 1985. Anche questo programma scoprì un meteorite, la Innisfree, nel 1977.[3] Per finire, gli studi condotti dall' European Fireball Network, un discendente dell'originale programma ceco che aveva scoperto Příbram, consentirono di scoprire nel 2002 il meteorite Neuschwanstein, e di calcolarne l'orbita.[4].

Frequenza e dimensioni Modifica

La frequenza degli impatti, le dimensioni e la velocità di una classe di popolazione di corpi celesti correla a una curva gaussiana, che dipende dalle modalità di formazione e persistenza di questi corpi celesti. Ad esempio un asteroide tende a persistere nelle orbite interne a Giove, nella fascia degli asteroidi e in seguito a interazioni gravitazionali tende a spostarsi in orbite più interne nei pressi dei quattro pianeti rocciosi del sistema solare, lentamente assumendo un'orbita simile a quella di questi pianeti, riducendo la sua velocità relativa. Esistono alcuni oggetti "NEO" che si muovono su orbite intersecanti oppure simili a quella della Terra, e spesso assumono velocità relativamente basse rispetto a quella della traslazione della Terra intorno al Sole.

Le comete, che provengono dalla fascia di Kuiper (lo spazio oltre Nettuno), tendono a disperdere molta massa (espulsa dalle code cometarie) all'interno dell'orbita di Marte. Inoltre vengono facilmente spezzate, e quando colpiscono un corpo celeste lo fanno con elevata velocità relativa. Se colpiscono un pianeta dotato di atmosfera tendono ad esplodere ad alta quota, limitando così il danno dell'impatto al suolo rispetto all'energia complessiva posseduta. Esiste un limite inferiore di massa al di sotto del quale le comete non possono oltrepassare l'atmosfera terrestre e colpire il suolo.

Asteroidi e comete con diametro superiore a 5 km: ogni 10 milioni di anni Modifica

Basandosi sul tasso cumulativo di formazione dei crateri per la Luna, l'oggetto celeste più vicino alla Terra (caratterizzata da gravità minore; senza atmosfera; senza forte campo magnetico) ma geologicamente simile alla crosta terrestre (composta principalmente da granito e derivati del SiAl), gli astrogeologi hanno stimato che durante gli ultimi 600 milioni di anni, la Terra sia stata colpita da 60 oggetti astronomici con un diametro di 5 km o anche di più. Il più piccolo di questi corpi, dotati di elevatissima energia cinetica rilascerebbe un'energia equivalente a milioni di megatoni di TNT e lascerebbe un cratere ampio circa 100 km. A confronto, la bomba Zar, la maggiore bomba termonucleare detonata nella storia, aveva una potenza di 50 megatoni, e combinando la potenza degli arsenali nucleari di Russia e Stati Uniti non si arriva alla potenza di 100.000 megatoni (pari a 100 Gigatoni).

Il cratere di Chicxulub è stato formato dall'ultimo grande impatto noto da parte di un oggetto con diametro superiore ai 10 km. Questo impatto è stato associato all'estinzione di massa del Giurassico che si verificò circa 65 milioni di anni fa.

Asteroidi con diametro attorno a 1-5 km: ogni 1-10 milioni di anni Modifica

Asteroidi con un diametro di 1 km colpiscono la Terra in media ogni 500.000 anni[5], mentre grandi collisioni con oggetti di 5 km accadono approssimativamente ogni dieci milioni di anni.

Esiste almeno un asteroide noto con un diametro superiore al kilometro, e si tratta di (29075) 1950 DA, che ha una discreta possibilità di colpire la Terra il 16 marzo dell'anno 2880. Gli è stato assegnato un rischio pari a 2 nella Scala Torino.

Eventi del tipo Tunguska: 10 Mt ogni 500 anni Modifica

L'evento di Tunguska, avvenuto nel 1908, è consistito di un'esplosione nell'alta atmosfera di un frammento della cometa Encke, che liberò un'energia pari a 3-5 megaton (100-300 volte Hiroshima), spianando 2150 km quadrati di taiga nella Siberia orientale, regione del Tunguska Pietrosa. Sono oggetti con diametro superiore a 50 m, colpiscono la Terra circa ogni 1000 anni, producendo esplosioni della magnitudine della bomba termonucleare[6]

Esplosioni dell'intensità di Hiroshima: 10-25 kt una volta all'anno Modifica

L'astronomo Eugene Shoemaker dello U.S. Geological Survey, elaborò una stima del tasso d'impatti sulla Terra, suggerendo che un impatto astronomico della potenza della bomba atomica che distrusse Hiroshima può avvenire una volta all'anno. Questi eventi per lo più non vengono notati, per le seguenti ragioni: la maggior parte della superficie della Terra è coperta dall'acqua; gran parte della superficie terrestre è disabitata (deserti, ghiacciai, isole disabitate, montagne, selve tropicali, taiga, tundra); le esplosioni (soprattutto di comete e di corpi rivestiti da ghiaccio, carbonio, calcio, ecc.) avvengono nella stratosfera, dando luogo a potenti flash e rumori simili al tuono, ma senza provocare un grande danno al suolo, sono state osservate alcune esplosioni atmosferiche di questa intensità. Esempi degni di nota includono la caduta del meteorite di Sikhote-Alin a Primorye (Russia orientale), nel 1947, e la "palla di fuoco" di Revelstoke, del 1965, sopra le nevi dello stato della Columbia Britannica, in Canada.

Meteoroidi con un diametro tra i 5 e i 10 metri entrano nell'atmosfera terrestre mediamente una volta all'anno, con un'energia dell'ordine dei 15 chilotoni di TNT, comparabile a quella di Little Boy, la bomba atomica che esplose a Hiroshima. Normalmente questi oggetti esplodono nella atmosfera superiore, e la maggior parte o l'intero del solido viene vaporizzato.[7].

Piccoli oggetti: 1 kt ogni mese, 0,1 kt ogni settimana Modifica

"Piccole" collisioni, equivalenti a 1 chilotone, avvengono circa ogni mese in un qualsiasi punto della Terra. Piccoli corpi celesti collidono frequentemente con l'atmosfera, disintegrandosi ad alte quote (nella mesosfera). Vi è una relazione inversa tra la dimensione degli oggetti e la frequenza con cui questi colpiscono la superficie della Terra.

Molti tra questi impatti non vengono osservati da nessuno al suolo. Tra il 1975 e il 1992, il sistema di satelliti SBISW (di base a Los Angeles) rilevò 136 esplosioni definite "maggiori" nella atmosfera superiore. Il 21 novembre del 2002, su Nature, Peter Brown della University of Western Ontario presentò uno studio basato sui registri dei satelliti "early warning" per i precedenti 8 anni. Identificò in quel periodo 300 bagliori causati da meteoriti larghi da 1 a 10 metri e stimò che gli eventi delle dimensioni di Tunguska potevano capitare mediamente ogni 400 anni.[8] Eugene Shoemaker stimò che gli eventi del tipo Tunguska avvenissero ogni 300 anni, anche se analisi più recenti suggeriscono che la sua stima sia esagerata di un ordine di magnitudine.

Stella Nemesis Modifica

Vedi anche l'articolo "Nemesis (astronomia)" su It.Nostradamus.Wikia


I paleontologi David Raup e Jack Sepkoski hanno ipotizzato che le estinzioni accadano in media ogni 26 milioni di anni (alcune di esse sono estinzioni minori). Questa ipotesi ha spinto il fisico Richard A. Muller a pensare che queste estinzioni potessero essere dovute a un'ipotetica stella compagna del Sole chiamata Nemesis che periodicamente perturba le orbite delle comete che si trovano nella Nube di Oort provocando così un notevole aumento di comete che raggiungono il Sistema solare interno con conseguente aumento del numero di comete che colpiscono la Terra.

Effettivamente, nella prima parte della storia della Terra, circa quattro miliardi di anni fa, gli impatti erano certamente molto più frequenti dato che il Sistema Solare conteneva un numero notevolmente maggiore di corpi di notevoli dimensioni rispetto a oggi. Questi impatti possono aver compreso collisioni di asteroidi del diametro di centinaia di km, con rilasci di energia così elevati da poter aver fatto evaporare tutti gli oceani della Terra. È solo alla fine di questo e intenso bombardamento tardivo che la vita sembra aver cominciato ad evolversi sulla Terra.

Estinzioni di massa e impatti astronomici Modifica

Esiste una diffusa accettazione tra gli scienziati della teoria che negli ultimi 540 milioni di anni vi siano stati cinque eventi d'impatto (anche se esiste un certo grado di disaccordo sul numero esatto di questi eventi) che hanno provocato eventi di estinzione di massa ognuno dei quali capace di provocare l'estinzione di metà di tutte le specie.

Estinzione del Permiano-Triassico Modifica

Una delle più grandi estinzioni di massa che ha colpito la vita sulla Terra è stata l'estinzione del Permiano-Triassico con la quale furono estinte il 90% di tutte le specie allora viventi sulla Terra e con cui termina il periodo Permiano 250 milioni di anni fa[9]; la vita sulla Terra impiegò 30 milioni anni per riprendersi dall'accaduto.[10]. La causa dell'estinzione del Permiano-Triassico è ancora materia di dibattiti in particolare riguardo all'età ed all'origine dei crateri d'impatto proposti, per esempio la Struttura Bedout ritenuta associata all'evento è ritenuta ancora una struttura dubbia[11] [12] L'ultima di tali estinzioni di massa che ha portato alla scomparsa dei dinosauri ed è coincisa con l'impatto di un asteroide è l'evento del Cretaceo-Terziario (conosciuto anche come l'evento K-T). Non c'è una evidenza certa di impatti con le altre altre quattro maggiori estinzioni di massa.

Altre catastrofi scatenate dagli impatti maggiori Modifica

Un altro aspetto interessante degli impatti planetari maggiori è che in teoria potrebbero scatenare altri fenomeni in grado di causare o aggravare i fenomeni di estinzione di massa, ad esempio come l'eruzioni vulcaniche del Trappo Siberiano (vedi sotto) che potrebbero essere il sito di un enorme impatto asteroidale[13] oppure l'ipotesi dello scatenarsi di terremoti ed eruzioni vulcaniche agli antipodi del sito d'impatto.[14] La subduzione non dovrebbe essere presa come scusa per un'eventuale assenza di consistenti evidenze geologiche; dato che allo stesso modo dell'evento K-T, un consistente deposito di ejecta ricco in elementi siderofili (ad es. iridio) dovrebbe essere trovato in molti strati e formazioni dell'epoca geologica che si pensa concomitante all'impatto. Il brusco, ed estremamente deleterio cambiamento ambientale causato da un impatto planetario spiegherebbe anche perché molte specie non riuscirono ad evolvere adattandosi rapidamente rispetto ad altri fenomeni geologici più lenti, come la deriva dei continenti, la desertificazione, le glaciazioni e altri fenomeni a scala globale.

Cronologia parziale degli eventi d'impatto sulla Terra Modifica

Vedi anche l'articolo "Cronologia_degli_impatti_astronomici_sulla_Terra" sulla Nostrawikia in italiano



Eventi d'impatto in altri pianeti o corpi del Sistema Solare Modifica

Sole Modifica

MercurioModifica

MarteModifica

  • Il secondo maggior cratere d'impatto di Marte è la Hellas Planitia, nell'emisfero australe[17]. Ha un diametro di circa 2300 km, circondata da alti monti (con tracce di erosione e bombardamento meteorico) ed una profondità massima di circa 7 km. La sua notevole area diede luogo all'ipotesi che si trattasse di una pianura depressa, da cui derivava la classificazione "Planitia", un bacino simile ai mari lunari. Si tratta di un cratere risalente a 3,5-4 miliardi di anni fa e quindi alle fasi iniziali dell'esistenza di Marte (tardo pesante bombardamento).

Impatti tra asteroidi Modifica

  • Nel 2010 il telescopio Hubble ha osservato una forte alterazione rispetto alla norma nell'asteroide P/2010 A2 della principale fascia degli asteroidi, risultante da un urto nel febbraio-marzo del 2009, caratterizzato da velocità relative molto basse, con la formazione di quattro frammenti disposti ad "X" e una nube di detriti simile alla coda di una cometa.[18] Secondo David Jewitt, copogruppo di questa ricerca, queste collisioni si verificherebbero una volta all'anno.[19]

Giove Modifica

  • 1994, impatto della cometa Shoemaker-Levy 9 - Nel 1994 l'impatto della cometa Shoemaker-Levy 9 con il pianeta Giove ebbe l'effetto di una "chiamata di sveglia", e la comunità degli astronomi rispose istituendo programmi come il Lincoln Near-Earth Asteroid Research (LINEAR), Near Earth Asteroid Tracking (NEAT), Lowell Observatory Near-Earth Object Search (LONEOS) e altri programmi che hanno drasticamente aumentato il tasso di scoperta di nuovi asteroidi. Uno dei frammenti che colpì la cometa aveva una potenza di 60 Gigatoni (da 60 a 600 volte più potente di tutto l'arsenale nucleare combinato degli USA e URSS).
  • Impatto su Giove del 19 luglio 2009 - Dopo questa data un astrofilo, Anthony Wesley, scoprì una macchia nera delle dimensioni della Terra nell'emisfero sud di Giove. L'analisi agli infrarossi mostrava che era calda rispetto all'ambiente circostante e metodi spettroscopici rilevarono l'ammoniaca. Gli scienziati del JPL confermarono che si era verificato un impatto astronomico su Giove, e che probabilmente si trattava di una piccola cometa non ancora scoperta.[20][21][22]

Eventi d'impatto astronomico nella cultura popolareModifica

Atteggiamento sociale e intimi convincimenti Modifica

Un sondaggio congiunto della Pew Research Center/Smithsonian Magazine condotto nell'aprile 21–26 del 2010 scoprì che circa il 31% dei nordamericani pensavano che era altamente probabile che un asteroide colpisse la terra prima del 2050. Una maggioranza del 61% non condivideva questa opinione.[23]

Fine della civiltà Modifica

Un evento d'impatto cosmico è visto spesso come uno scenario[24][25] che potrebbe comportare la fine della civiltà. Nel 2000, la rivista nordamericana Discover Magazine pubblicava una lista di 20 possibile modalità di scenari del giorno del giudizio con l'evento d'impatto elencato come la possibilità più probabile.[26] Fino alla decade del 1980 quest'idea non veniva presa in grande considerazione, ma il fatto che cambiò l'atteggiamento della scienza è stata la scoperta del cratere di Chicxulub. L'idea venne ulteriormente rinforzata dalla visione, praticamente in diretta, degli impatti della cometa Shoemaker-Levy 9 contro il pianeta Giove.

Romanzi di fantascienza Modifica

Numerose storie di fantascienza e romanzi si focalizzano su fantasticati eventi d'impatto planetario.

  • Lucifer's Hammer di Larry Niven e Jerry Pournelle.
  • Incontro con Rama di Arthur C. Clarke (pubblicato nel 1972), che narra dell'impatto di un asteroide di taglia media nell'anno 2077, che nella trama colpiva il nord Italia, nel romanzo questo portava alla creazione dello "Spaceguard Project", che in seguito avrebbe scoperto quella che gli astronauti avrebbero ribattezzato l'Astronave di Rama. Nel 1992 uno studio del Congresso degli U.S.A. chiese alla NASA di intraprendere lo Spaceguard Survey nel quale si citava il progetto del romanzo Rendezvous with Rama come inspirazione per il nome da dare al progetto di ricerca sugli asteroidi vicini alla Terra.[27]
  • The Hammer of God romanzo di Arthur C. Clarke, scritto nel 1993 ispirato al fatto precedente.
  • Moonfall romanzo di Jack McDevitt del 1999, nel quale una cometa molto grossa e dotata di inconsueta alta velocità interstellare collide con la Luna, distruggendola parzialmente, staccando frammenti che in seguito colpiscono la Terra.
  • Footfall, romanzo di Niven e Pournelle del 1985 presenta una disamina dagli effetti della guerra inter-planetaria condotta da una specie aliena che culmina nell'utilizzo di asteroidi per bombardare il pianeta, creando crateri molto larghi che porteranno le specie locali verso l'estinzione.

Filmografia Modifica

Sono stati girati vari film di tipo catastrofico sull'argomento:

  • Quando i mondi si scontrano (1951), nel quale due pianeti sono in rotta di collisione con la Terra, il più piccolo la sfiorerà solo provocando però grandi danni e distruzioni, il più grande entrerà la colpirà in pieno[28].
  • Meteor (film) (1979), si parla di un grande asteroide di 8 km di diametro in rotta di collisione con la Terra, solo l'uso congiunto di armi nucleari poste in orbita attorno alla Terra dagli Americani e dai Sovietici riuscirà a scongiurare una catastrofe globale.
  • Nel 1998 sono stati prodotti due film negli Usa entrambi col soggetto di tentare di evitare impatti disastrosi, il primo Armageddon - Giudizio finale della Touchstone Pictures con un asteroide, il secondo Deep Impact della DreamWorks con una cometa. Ambedue vedono l'impiego di successori degli Space Shuttle per trasportare a destinazione grandi ordigni nucleari necessari per distruggere i rispettivi bersagli.
  • Nel 2008 nella mini-serie Impact della American Broadcasting Company (ABC) si vede un frammento di una stella nana bruna all'interno di una nube di meteore colpire la Luna e spedirla in una rotta di collisione con la Terra.

Giochi Modifica

Il popolare gioco RPG Final Fantasy VII della Square Enix, si svolge su un possibile impatto. Il principale antagonista Sephiroth evoca una meteora (che è una forma di magia nera nel gioco) che cerca di distruggere il mondo virtuale di Gaia (che in gran parte rispecchia la Terra). I protagonisti cercano un modo di contrastare l'imminente impatto meteorico, evocando Holy (Santa) (una forma di magia bianca).

Presunte profezie nell'Apocalisse Modifica

Gruppi minoritari all'interno del Cristianesimo ritengono che esitano profezie bibliche che collegherebbero l'evento bellico di Armageddon ad un posteriore impatto asteroidale o cometario. Secondo alcuni, la "profezia della stella Assenzio" nella Bibbia, accennerebbe ad un'interpretazione di un futuro nel quale un impatto astronomico causerebbe un cambiamento nell'atmosfera che coinciderebbe con la collisione della Terra con una cometa o asteroide. Uno scenario "scientifico" plausibile postula un cambiamento chimico nell'atmosfera a causa di un massiccio "shock termico" durante l'entrata e/o l'impatto al suolo di un grande asteroide o cometa, che secondo questa ipotesi farebbe reagire l'ossigeno e l'azoto nell'atmosfera per produrre una pioggia acida di acido nitrico.[29] Secondo questa discutibile visione minoritaria, l'amarezza prodotta dalla Stella-Assenzio (Wormwood Star in inglese) su di un terzo delle acque potabili della potrebbe essere il risultato di una massiccia "pioggia acida".[30]

Bufale?Modifica

Verso l'inizio del 2011 è stata la propalata nel sito di Canada-First e di Scarletwhore la notizia (non accreditata da nessun mezzo d'informazione scientifico oppure da media "ufficiosi" di discreta serietà) che il telescopio dell'infrarosso sub-millimetrico BLAST avrebbe rilevato un asteroide largo 800 metri, che nei loro calcoli sarebbe destinato a schiantarsi contro l'Antartide nel settembre dell'anno 2012 [31]. La notizia è stata prontamente smentita nel sito della University of British Columbia. [32]

NoteModifica

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BibliografiaModifica

  • Alvarez, L. W. (1980) Extraterrestrial Cause for the Cretaceous-Tertiary Extinction. Science 208 (4448): 1095–1108. DOI:10.1126/science.208.4448.1095.
  • Benton, Michael J. (2003) When Life Nearly Died: The Greatest Mass Extinction of All Time.
  • Blakeslee, Sandra (14 November 2006) Ancient Crash, Epic Wave.
  • Glikson, A.Y. (2008) Field Evidence of Eros-Scale Asteroids and Impact Forcing of Precambrian Geodynamic Episodes, Kaapvaal (South Africa) and Pilbara (Western Australia) Cratons.
  • Shukolyukov, A. (1998) Isotopic Evidence for the Cretaceous-Tertiary Impactor and Its Type. Science 282 (5390): 927–929. DOI:10.1126/science.282.5390.927.
  • Smit, J. (1980) An extraterrestrial event at the Cretaceous-Tertiary boundary. Nature 285 (5762): 198–200. DOI:10.1038/285198a0.
  • Stone, R. (August 2008) Target earth.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica


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