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Letters of last resort

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Letters of last resort (ovvero "Lettere di ultima istanza" in inglese) è il nome colloquialmente dato ad alcuni particolari documenti consegnati ai comandanti dei sottomarini lanciamissili balistici nucleari (SSBN) della Royal Navy britannica: in sostanza, si tratta di lettere scritte a mano e firmate dal Primo ministro del Regno Unito contenenti le istruzioni per il comandante del battello nel caso in cui il governo britannico sia spazzato via da un attacco nucleare a sorpresa; tali istruzioni possono contemplare l'attribuzione al comandante di piena autonomia decisionale o il consiglio di portare il battello sotto il comando degli alleati del Regno Unito, come pure l'ordine di sferrare tramite i missili a testata nucleare imbarcati un immediato attacco di rappresaglia contro obiettivi nemici designati in precedenza[1][2].

Le Letters of last resort sono conservate in apposite casseforti all'interno di ogni SSBN britannico operativo, e non possono essere mai aperte a meno che non si rilevi con certezza che il Regno Unito è stato oggetto di un massiccio attacco nucleare: generalmente ciò avviene attraverso vari sistemi, tra cui l'ascolto periodico di determinate trasmissioni radiofoniche giornaliere del paese[1]. Quando un Primo ministro cessa dalla carica, le Letters da lui scritte sono immediatamente distrutte senza essere aperte e rimpiazzate da quelle redatte dal suo successore[2].

Funzionamento Modifica

File:Trident II missile image.jpg

Terza nazione al mondo (dopo Stati Uniti e Unione Sovietica) a progettare e testare un ordigno atomico nell'ottobre del 1952, il Regno Unito basò inizialmente le sue forze nucleari di deterrenza su una flotta di bombardieri strategici armati con bombe a caduta o missili dotati di testata nucleare, a cui si aggiunsero poi i missili balistici a raggio intermedio PGM-17 Thor, basati a terra e gestiti congiuntamente con gli statunitensi[3]. Verso la metà degli anni sessanta, tuttavia, il progredire delle difese antiaeree basate su missili rese sempre più vulnerabili i bombardieri, mentre il sistema Thor si dimostrò poco credibile come deterrente a causa dei suoi lunghi tempi di attivazione per il lancio, che lo rendevano un facile bersaglio per i missili balistici intermedi sovietici[3]. Di conseguenza, il governo britannico ristrutturò il suo sistema di deterrenza nucleare su una piccola flotta di SSBN, dotati di missili balistici lanciabili rimanendo in immersione: ai quattro battelli della classe Resolution, armati con i missili statunitensi UGM-27 Polaris ed entrati in servizio a partire dal 1967, si sostituirono nel 1994 le quattro unità della classe Vanguard, dotati di missili UGM-133A Trident II con capacità MIRV (Multiple Independently targetable Reentry Vehicles, ovvero ogni missile può portare più testate direzionabili su più bersagli diversi); ogni Vanguard è capace di portare 16 missili Trident per un totale di 48 testate nucleari indipendenti[4].

Il sistema britannico prevede che dei quattro SSBN disponibili almeno uno sia sempre tenuto in condizioni operative, completamente armato e dislocato in navigazione lontano dal Regno Unito, di solito nell'Atlantico settentrionale in modo che possa all'occorrenza rifugiarsi sotto la calotta glaciale artica per sfuggire a velivoli o mezzi navali di superficie nemici[1]; degli altri tre, due sono mantenuti pronti all'azione, all'ancora in porto o impiegati in esercitazioni nelle acque di casa, mentre il quarto è fermo in cantiere per lavori di manutenzione e riparazione di routine[5]. I quattro battelli ruotano periodicamente tra questi compiti.

Nel Regno Unito la figura designata a consentire l'impiego delle armi nucleari è il Primo ministro; egli inoltre deve indicare un suo delegato personale (di solito un membro di alto livello del Gabinetto) autorizzato ad agire in sua vece sulle questioni di offensiva nucleare nel caso in cui il Primo ministro stesso sia morto o immediatamente non reperibile[6][7]. Il sistema britannico si basa essenzialmente su una autorizzazione all'uso di armi nucleari data dal vertice politico a quello militare, piuttosto che su minuziose istruzioni sul modo di condurre l'attacco fornite dal primo al secondo: i dettagli di lancio e di puntamento, ovvero gli obiettivi di un attacco nucleare britannico, sono elaborati preventivamente dai funzionari del Ministero della Difesa e custoditi nelle casseforti dei comandanti degli SSBN[8].

Nel periodo della guerra fredda la vicinanza geografica del Regno Unito al suo principale avversario, l'Unione Sovietica, rendeva estremamente vulnerabile il paese ad attacchi nucleari a sorpresa: il principale sistema di avvistamento missilistico della nazione, basato sugli impianti radar dislocati nella base RAF Fylingdales nel North Yorkshire (a sua volta parte del sistema BMEWS gestito congiuntamente con gli Stati Uniti), poteva garantire un preavviso di appena quattro-cinque minuti prima dell'inizio delle detonazioni[9]; in questo modo, vi era la concreta possibilità che i vertici istituzionali britannici potessero essere spazzati via senza avere la possibilità di inviare ai sottomarini della Royal Navy l'ordine di contrattaccare. Il sistema delle Letters of last resort risolve questo problema: giornalmente gli ufficiali del o dei sottomarini in missione devono verificare che il Regno Unito sia sempre operativo attraverso una serie di "esperimenti" diversi (l'esatto protocollo è mantenuto segreto[7]), tra cui l'ascolto del quotidiano programma di notizie giornaliere Today trasmesso dal canale radio BBC Radio 4[7][1]; se regna un continuo silenzio per un periodo prolungato e altri test simili non danno risultati, il comandante del battello è autorizzato a supporre che il Regno Unito sia stato vittima di un devastante attacco nucleare. Un sottomarino in immersione può continuare a ricevere messaggi radio ma non può trasmettere alcuna richiesta di autenticazione o verifica, per paura che il nemico possa intercettare la trasmissione e rilevare la posizione del battello[7]: questa richiesta è rimpiazzata dal contenuto della Letter assegnata al comandante, che costituisce così una "autorizzazione post mortem" da parte del Primo ministro all'impiego di armi nucleari[1].

Contenuto Modifica

Fino ad oggi, nessuno che non sia il Primo ministro che l'ha scritta ha mai letto il contenuto di una Letter of last resort; alcune fonti, come lo storico britannico Peter Hennessy[1] o il documentario del 2008 The Human Button della BBC Radio 4[7][10], sostengono che vi sono sostanzialmente quattro contenuti possibili:

  • l'ordine di sferrare un immediato attacco nucleare di rappresaglia con tutti gli armamenti a disposizione;
  • l'ordine di non sferrare alcun attacco, anche nel caso in cui il Regno Unito sia stato completamente spazzato via;
  • l'ordine di contattare le autorità militari statunitensi e di porsi ai loro ordini, o di trovare rifugio in un paese del Commonwealth come il Canada o l'Australia;
  • l'attribuzione al comandante di una piena capacità decisionale e la possibilità di agire di propria iniziativa.

Note Modifica

  1. 1,0 1,1 1,2 1,3 1,4 1,5 Hutchinson 2003, op. cit., p. 139.
  2. 2,0 2,1 The Letter of Last Resort in slate.com. URL consultato il 11 gennaio 2013.
  3. 3,0 3,1 Hutchinson 2003, op. cit., p. 85.
  4. Hutchinson 2003, op. cit., p. 99.
  5. Brown move to cut UK nuclear subs in dbbc.co.uk. URL consultato il 11 gennaio 2013.
  6. Hutchinson 2003, op. cit., p. 141.
  7. 7,0 7,1 7,2 7,3 7,4 HMS Apocalypse: Deep in the Atlantic, a submarine waits on alert with nuclear missiles that would end the world... in dailymail.co.uk. URL consultato il 11 gennaio 2013.
  8. Hutchinson 2003, op. cit., p. 138.
  9. Hutchinson 2003, op. cit., p. 140.
  10. The Human Button in bbc.co.uk. URL consultato il 11 gennaio 2013.

Bibliografia Modifica

  • Robert Hutchinson, Le armi di distruzione di massa, Newton & Compton editori, 2003. ISBN 88-8289-895-4

Voci correlate Modifica





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