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La concezione dell'esistenza di un Mondo Superiore e di un Mondo Inferiore è teorizzata nell'Ebraismo nella parte esoterica della teologia ebraica: la Qabbalah. Il primo, principale residenza divina, degli angeli, delle anime nonché luogo naturale delle Sefirot, è il Mondo dell'Alto e coinvolge ogni aspetto spirituale più sottile come espressione diretta di Dio. Il Mondo Inferiore è il Mondo fisico o materiale che viene conosciuto a partire dalla Terra; la tradizione conta 13 sfere ma i cieli nei gruppi di 7, 8 o 10 con il primo Cielo, o Firmamento (nel testo Il segreto dell'Opera della Creazione, El'azar da Worms ammette che, mentre le altre Nazioni credono che le stelle siano stabili e ferme, nell'ebraismo la Torah afferma che le stelle si muovono [...ma ciò è per loro accettabile...]), sino al settimo dove, come nel Creato, sono ancora presenti entità celesti come gli angeli che hanno il compito di svolgere missioni divine. Il carattere prevalentemente spirituale inizia a partire dall'ottavo Cielo, sopra le teste delle Chayyot, sino al decimo, individuato nella Shekhinah: si contano infatti sette Cieli propriamente detti con il conto "aggiuntivo" della Terra e quanto qui appena affermato. Secondo lo Zohar ai sette Cieli corrispondono sette Terre suddivise ancora in dieci ottenendo così settanta, tutte attorno ad Eretz Israel: esse corrispondono alle 70 Nazioni descritte nel Tanakh.

A sancire la corrispondenza tra Mondo Superiore e Mondo Inferiore i maestri insegnano che

« Il filo di lana azzurra è simile al mare, l'oceano è simile al colore del cielo, il cielo assomiglia alla purezza dello zaffiro e lo zaffiro assomiglia al Trono di Dio »

I due mondi sono stretti da un legame intrinseco manifesto nella creatura dell'uomo che, microcosmo, è sintesi di tutta Creazione, come attesta anche la simbologia dell'Adam Qadmon. Lo Zohar, uno tra i più importanti testi di Mistica ebraica, afferma che la loro relazione e la loro esistenza è mantenuta da Dio, presente in ogni luogo. Relativa a questo principio è la teoria dei 4 Mondi Atzilut (emanazione), Beriyah (creazione), Yetzirah (formazione) ed Asiyah (realizzazione), quest'ultimo il solo a comprendere in modo esplicito il mondo materiale.

« Chi è come HaShem nostro Dio, che "siede" tanto in Alto? ...e che si "abbassa" per guardare nel Cielo e sulla Terra? »   (Salmi 113)

La sapienza delle dieci Sefirot comprende molte discussioni a proposito della connessione di esse con tutti i 4 Mondi, anche con Asiyàh soprattutto per quanto concerne la decima, Malkhut; secondo una teoria fondamentale le modalità divine definite Sefirot sono presenti in tutti Mondi e possono essere conosciute secondo le caratteristiche proprie di ognuno di essi.

I rabbini del Talmud spiegano che il motivo della Creazione è:

« Per fare una dimora per Lui (Dio) nei Mondi Inferiori »

Legame e differenze Modifica

1leftarrow.pngTorna a: Cinque Mondi.

Ai Cieli esterni, quelli più bassi, ai Cieli Interni ed a quelli Superni lo Zohar fa riferimento parlando metaforicamente di bucce esterne, della buccia interna, ovvero la pellicola esterna, e della polpa di un frutto.

Nello Zohar è scritto che Dio ha creato il Mondo Superiore ed il Mondo Inferiore ad esso corrispondente, ed ancora il mare che è come un mondo completo (cfr Shechitah): pur se completi, questi tre mondi sono collegati ed uniti.

I due Mondi, come l'anima ed il corpo dell'uomo, sono retti dalla Volontà divina che ne sancisce i sigilli e le relazioni soprattutto tramite le Sefirot, gli angeli ed il popolo d'Israele. Il Mondo Superiore è sola espressione del celeste e dello spirituale e l'uomo vi può accedere solo se elevato alla consapevolezza del divino nella coscienza continua della provvidenza che permea l'esistenza, la storia e le vicende dell'uomo e della Creazione tutta.

« ...senza di Te non esisterebbe alcuna unione sia nei Regni Superiori sia in quelli Inferiori »

Il Mondo Inferiore è quello più facilmente accessibile all'uomo in quanto più vicino alla rivelazione manifesta; quello Superiore è segreto e può essere conosciuto e percepito solo dall'uomo che prenda coscienza dell'aspetto spirituale e santo della vita cui l'anima tende spontaneamente secondo la propria natura celeste proprio come la fiamma tende ad ascendere verso l'alto.

Il Mondo Inferiore presenta elementi spirituali in modo celato e nascosto ed è compito dell'uomo svelarli ed assistere alla loro rivelazione grazie alla manifestazione divina. Poiché questo Mondo è più lontano dal divino, sebbene Dio vi sia presente, l'uomo deve applicarsi con maggiore forza e volontà al fine della rivelazione delle parti più interne ed eccelse nascoste nelle vesti e negli elementi inferiori. Un aspetto importante della redenzione messianica è il disvelarsi della Bellezza e dell'armonia spirituali racchiuse nella Sefirah Tiferet. L'ebreo potrà così essere protagonista dell'epifania divina anche col prevalere della luce, della bontà e della santità divine sul buio materiale che è funzione del compito spirituale definito Tiqqun disperdere.

Vedi anche l'articolo "Kuzari" su It.Nostradamus.Wikia (in italiano)


Il dono della Torah sul monte Sinai come unione dei due Mondi Modifica

Il Midrash Tankhumà afferma che, quando decise di donare la Torah al popolo d'Israele, Dio disse:

« ora i reami più bassi possono ascendere ai reami più alti, ed i reami più alti possono discendere ai reami più bassi »

Due Midrashim spiegano da due punti di vista differenti che, quando la Torah venne rivelata a Mosè, Dio scese sul monte oppure che fu Mosè stesso a salire nei Cieli: soluzione di entrambi, un commento afferma che Dio piegò il Cielo sul monte dove era Mosè. Altri testi insistono sul fatto che con il Dono della Torah la luce celeste svelata sin dall'inizio con Avraham e celata sino a quel momento ebbe massima espressione proprio a partire dall'episodio avvenuto sul monte Sinai che fu l'inizio della redenzione messianica. Mosè ristabilì poi il legame tra Mondo Superiore e Mondo Inferiore ricostituendo le radici l'uno nell'altro dopo che con il peccato originale e le successive gravi trasgressioni dell'umanità si crearono moti guasti e mancanze anche in ambito spirituale.

La Torah scritta rappresenta il Mondo Superiore mentre la Torah Orale quello Inferiore.

Aspetti della Torah celeste Modifica

Come ricorda anche l'Avicebron nel suo testo "Fons Vitae" l'Universo intero è forma per Dio, in questo caso Fondamento Primo; allo stesso modo le cose conosciute sono forme concettuali della ricerca intellettuale, loro fondamento. Lo stesso vale quindi nella relazione tra anima e corpo, enti spirituali e Creazione, Intelletto Agente e facoltà intellettuale dell'uomo o Volontà divina e creazione delle specie e dei generi: questa duplicità è sintetizzata nel riconoscimento degli elementi e dei fondamenti del Mondo Superiore nelle forme del Mondo Inferiore o nel riconoscimento del fondamento dell'Anima Universale nella forma della Creazione tutta. I riferimenti continui tra sistemi, tra il tutto e le parti, è poi manifesto anche nella relazione tra l'anima definita intellettuale, quella razionale, quella vitale, quella vegetativa e la Natura "imitandosi" continuamente a conferma del detto del Sefer haZohar secondo cui tutto è come gli strati di una cipolla, anche quando con sapienza si approfondisca mediante conoscenza ed intelligenza. Secondo questo approccio, possibile anche nell'interpretazione dei testi della Tradizione ebraica, allo studioso vengono aperte le porte di Binah, ambito entro cui sono molte le rivelazione di aspetti della Torah reconditi e segreti quando sono molte le perle e le pietre preziose della stessa rivelate al prescelto per il quale diviene fonte di Vita.

Come assioma della suddivisione in gradi dal livello più alto, sottile e nascosto sino a quello materiale, spesso e percepibile ai sensi, pur considerandovi particolari intermedi che fungono spesso da tramite, questo principio viene poi espresso nel testo Tanya anche con l'esempio della relazione tra pensiero, emozioni, discorso ed azione, figure a cui vengono associate anche quelle dell'anima e della parola.

« Tu hai creato il Cielo e la Terra e ne hai estratto il sole, la luna, le stelle ed i segni zodiacali, e sulla Terra (hai creato) gli alberi, l'erba, il Giardino dell'Eden, la vegetazione, gli animali, gli uccelli, i pesci, il bestiame e gli esseri umani onde far conoscere tramite loro i livelli superiori, il modo con cui i mondi superiori ed inferiori vengono guidati e come sia possibile riconoscere i mondi superiori da quelli inferiori »

In quanto vicendevolmente speculari è possibile riconoscere elementi o figure di uno tramite la simbologia ad essi riferita dell'altro: in questo modo ogni elemento, creatura o creata del Mondo Inferiore rappresenta qualcosa del Mondo Superiore permettendo così allo studioso che ne contempli e mediti le particolarità di comprenderne le essenze archetipiche:

« Il Mondo Inferiore è un modello del Mondo Superiore »

Per quanto concerne il Governo divino e l'Onniscienza di Dio le molte cose in natura sottostanno a leggi divine e sono sottoposte alla missione di angeli preposti a ciò come le stesse Sefirot che rivelano anche gli archetipi divini e fondamentali di tutti i mondi e la cui sapienza accessibile all'intelletto permette di meglio comprendere anche il Mondo Inferiore e le sue particolarità che risultano essere come involucri che racchiudono perle preziose di verità a cui sono uniti in modo intrinseco: la sacralizzazione di un oggetto liturgico e la santità dell'Ebreo verte soprattutto sul doppio aspetto spirtuale e materiale vissuti coscientemente e consapevolmente in modo unitario. Anche la sapienza più alta della Torah permette di conoscere il significato recondito e nascosto derivando un significato esoterico per ogni cosa in modo che anche molti elementi della liturgia e le stesse ricorrenze ebraiche evochino i propri corrispettivi spirituali: alcuni esempi del segreto che si disvela anche all'approccio intellettuale e spirituale sono il Talled, i Tefillin, il Lulav, la Mezuzzah affissa sugli stipiti delle porte delle case di ebrei ed ogni oggetto liturgico e religioso il cui significato sacro è connesso all'occasione, alla situazione o all'esperienza racchiuse nell'interiorità di ciascun ebreo; molti elementi della liturgia ebraica hanno quindi un significato ontologico oltre a quello pratico effettivo. Così anche ogni ricorrenza determina ed è legata ad un tempo specifico dell'anno correlato ad una fase spirituale del popolo d'Israele pienamente vissuta nell'attaccamento a Dio nell'identità ebraica radicata nel profondo dell'anima e del cuore di tutti gli ebrei. Per l'ebreo ogni elemento materiale, anche il cibo soprattutto tramite le benedezioni specifiche, viene riportato sul piano spirituale. Anche il Seder di Pesach ed il Seder di Tu BiShvat incentrano parte della propria attenzione sulla simbologia di alcuni cibi e dei frutti, atto che, effettuato con la pronuncia di preghiere e di benedizioni prescritte, funge da riferimento per il ricordo di quanto rivelato e da Dio continuamente svelato.

L'Ebreo e la spiritualità Modifica

Vedi anche l'articolo "Fede" su It.Nostradamus.Wikia (in italiano)


Secondo l'esegesi mistica ebraica le anime più particolari degli Ebrei provengono dal Mondo di Atzilùt, il più vicino alla divinità ed alla Sua manifestazione; invero vi sono anime di Ebrei radicate anche negli altri Mondi ma la loro fonte originaria è comunque il Mondo più alto di Atzilùt. Per questo è proprio tramite la preghiera e lo studio che vengono continuamente mantenuti saldi gli afflussi del Mondo Superiore verso quello Inferiore: Gli studiosi della Torah procurano al Mondo la Pace, Senza Israele il Mondo perirebbe, senza lo studio della Torah il Mondo non sussisterebbe.

Nella preghiera e nello studio l'Ebreo è capace di unirsi a Dio annullando il proprio ego in modo da divenire un più ampio recettore della parola e della spiritualità divine che poi avranno effetto sulla sua esistenza: anche questo è un modo per santificare la propria vita; rivolgendosi agli Ebrei Dio dice:

« Siate santi perché Santo sono Io »

La santità, la purità e la pace sono parte del risultato del legame tra l'aspetto spirituale e quello materiale dell'esistenza dell'Ebreo che ha quindi l'obbligo, connaturato alla propria esistenza ed alla propria anima, di elevare sul piano spirituale anche il piano meramente materiale.

Ciò soprattutto tenendo presente la priorità dell'anima e del Mondo spirituale rispetto alla "material-ità": si ritiene infatti che l'uomo debba soprattutto nutrire l'anima con studio, meditazione e preghiera e solo in seguito potrà apprezzare nel modo corretto anche gli elementi della Natura; ormai entrato a far parte del mondo spirituale con l'osservanza delle Mizvot e le necessarie ascese interiori fatte di miglioramenti continui e passaggi dai livelli più semplici sino a quelli elevati, l'Ebreo potrà così impiegare anche elementi materiali in utilizzi spirituali come lo stesso cibo che ritemprerà nuovamente il corpo al fine di elevarlo con lo studio della Torah ed il servizio per Dio. Questo processo è poi reso manifesto e palese dai maestri tramite l'esempio in Natura: essi evidenziano come il mondo minerale sostenga direttamente il mondo vegetale, questo il mondo animale fino al mondo dell'uomo che è creatura che svetta su tutte poiché la sua perfezione è correlata all'incontro tra mondo materiale e mondo spirituale, è infatti la creatura più vicina alla consapevolezza della presenza e dell'esistenza di Dio.

L'uomo viene infatti paragonato all'albero: mentre però l'albero ha le radici in basso, l'uomo le ha in Alto.

L'Ebreo ha il compito di realizzare se stesso come un Tempio di Gerusalemme, deve essere luogo di Dio nella profondità del proprio essere ed in ogni suo aspetto, Tabernacolo e porta della santità, della benedizione, della purità, del bene e di bontà e giustizia; il rabbino Arizal insegna come è bello e giusto che ogni Ebreo consideri in se stesso un trono divino e per questo lo stesso ha stabilito la recitazione di un'espressione da compiere in unione a Dio appena levatisi dal letto dopo aver fatto quella sulla restituzione dell'anima che durante il sonno si è presentata al Santo e Benedetto: o Signore del Mondo, rendimi degno di essere un trono per la Shekhinah!

La libertà del popolo ebraico descritta in Esodo fu materiale, in quanto liberazione dalla schiavitù egiziana, e spirituale in quanto elevazione dai 49 livelli di impurità, in cui cadde in Egitto evitando il 50°, sino alla purità completa, unitamente al riferimento alle 50 Porte di intelligenza ed alle esperienze mistiche e profetiche vissute dal popolo tutto; la libertà spirituale consiste anche nel non essere interiormente vincolati al peccato originale, nei livelli elevati di spiritualità e nello stato di Qedushah: Dio difende infatti la nobiltà del popolo ebraico (con ciò non negando la regalità della dinastia Davidica).
Il Besht paragona infatti le 42 tappe del popolo d'Israele nel deserto a 42 aspetti o livelli spirituali che ogni ebreo deve vivere nel corso di tutta la propria vita, in questo sostenendone l'origine nelle 7 Sefirot delle 7 Sefirot da Chessed a Malkhut: dopo la morte di Aronne, il popolo d'Israele guidato da Mosè compì 8 tappe nella direzione opposta ma anche queste devono essere considerate ed aggiunte alle 42 giungendo così a 50.

Definizione della "santità" nell'ebraismo: la Qedushah Modifica

Vedi anche l'articolo "Nomi di Dio nella Bibbia" su It.Nostradamus.Wikia (in italiano)

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La luce spirituale che dissipa l'oscurità Modifica

Vedi anche l'articolo "Avraham" su It.Nostradamus.Wikia (in italiano)


Un Salmo rivolto a Dio recita:

« ...Egli si "ammanta" di luce come di una "veste", "distende" i C/cieli come una "cortina"... »

Importante fondamento della Qabbalah è quello della luce infinita di origine spirituale e celeste: in ebraico אור אין סוף, or ein sof (cfr Avir ed Ein Sof) nella traslitterazione italiana; essa aumenterà sempre più sino all'era messianica quando le tenebre non saranno più.

Si racconta che Dio ha celato una parte della luce primordiale dei primi giorni della Creazione per gli Zaddiqim nel Mondo futuro e che una parte di essa è stata comunque mantenuta per lo Shabbat. Già i maestri ebrei spiegano che la diffusione della luce spirituale della Torah sarà un segno dell'avvento dell'era messianica.
Ai primordi della Creazione, con lo Tzimtzum, in relazione alle figure spiegate nella Qabbalah dette vasi, la luce celeste rimase sopra fino a quando essi fossero adatti e fossero purificati da un possibile danno che avrebbero potuto causare ad essa attraverso il male creato da Dio: Chaim Luzzatto paragona questo evento al momento in cui, con la morte degli individui, l'anima sta "come sopra", pur parzialmente collegata al corpo, per permettere ad esso di essere purificato dal male e dai danni (nel momento del "vapore delle ossa"), come un individuo che sta in un luogo ed attende che si compi qualcosa altrove ed ha un posto in cui stare in quel momento. Effettivamente, dopo essere entrate, le luci dovevano andare via... ma il completamento, grazie alla purificazione ed al Tiqqun, permette che tutta la luce li completi e si riveli infatti, quando il male venne reso possibile, la luce entrava parzialmente e non in modo completo... e questo riguarda il completamento dei vasi in congiunzione con le luci che li completano, anche se questo processo, iniziato dal principio, viene completato solo con l'era messianica.

Lo Zohar narra dello "schermo" che la riflette, come risposta al suo flusso dall'Alto.

Molti i cenni a Zaddiqim continuamente accompagnati dalla luce divina a cui viene spesso associata la concezione del Ruach haQodesh, della pace e della gioia.

Anche il miracolo celebrato con la festa di Chanukkah celebra la vittoria della luce spirituale sull'oscurità. Se ne parla in particolare in relazione alla Menorah del Tempio di Gerusalemme le cui finestre erano strette all'interno e larghe all'esterno e non viceversa come usualmente avviene affinché la luce possa entrare: questo perché la luce spirituale divina emanata sul Tempio di Gerusalemme veniva diffusa in tutto il Mondo (Melakhim I 6,4).

La luce divina si manifesta soprattutto con lo Shabbat, nella Torah, nel Tempio di Gerusalemme e quindi nell'anima dell'Ebreo.

Talvolta la manifestazione del fuoco celeste è pervasa da quella della luce celeste.

La luce celeste è e permette di raggiungere diletto e delizia della vita.

La luce celeste si manifesta in ciascuno dei cinque Mondi: lo Zohar parla specificamente della luce delle Sefirot Keter e Chokhmah.
La Sefirah principale a cui è correlata e da cui parte è Chessed, in seguito Binah racchiudendola le dona espressione e Malkhut ne considera il risultato effettuato permettendolo e stabilendone il dominio: con questa spiegazione lo Zohar afferma poi che la lettera ebraica Khaf, כ, ne sancisce la diffusione, in particolare sul popolo d'Israele; lo Zohar afferma infatti che la lettera ebraica Mem viene correlata a Chessed mentre le lettere Lamed e Khaf lo sono a Binah ed a Malkhut formando così la parola ebraica Melekh che significa Re, concludendo che quanto esposto riguarda appunto la Sefirah Keter.
Sul passaggio della luce celeste nei Mondi si spiegano infatti le correlazioni di Chessed e Binah con Chokhmah sino ad indicare Dio dicendo:

« Questo è il Creatore al Quale io ho aspirato! »

Dio impedì alla lettera Yod del Tetragramma biblico di giungere con la propria luce sino alla lettera Tav ma solo sino alla Shin poiché in essa, per la sua perfezione, non sono presenti corruzione e correzione: essa non poté espandersi oltre con la propria luce ma ne venne stabilita la restrizione racchiusa anche nel nome di Dio Sh-aday che termina appunto con la lettera Yod.

Il Sefer haZohar (Idra Rabba Kadusha, "La Santa Maggiore Assemblea") paragona ad essa anche la "barba", nella sua simbologia[1].

Altra locuzione è Luce di Chassadim (Sefer haZohar). Anche la Torah viene chiamata luce in quanto Sapienza divina.

Vedi anche l'articolo "'Olam haBa" su It.Nostradamus.Wikia (in italiano)


"Bahir" e "Zohar" Modifica

Vedi anche l'articolo "Sefer haBahir" su It.Nostradamus.Wikia (in italiano)

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Anima e corpo Modifica

Vedi anche l'articolo "Anima" su It.Nostradamus.Wikia (in italiano)

L'anima è una scintilla divina mentre il corpo deriva dalla polvere della Terra: l'aspetto spirituale, quando ben indirizzato e vissuto, permette di trascendere quello materiale e di elevarlo rilevandone un'importanza ed un valore maggiori senza che vi sia quindi un distacco definitivo da esso.

La concezione di un Mondo celeste e di un Mondo materiale viene affiancata dai Maestri ebrei all'idea secondo cui anche l'anima ed il corpo sottostanno alle stesse regole: importante il legame delle Sefirot con la simbologia delle parti del corpo umano, corpo anche analogo alle 613 mitzvot della Torah. Le Mizvot sono infatti interpretate anche come il metodo e la maniera più pura per unire i due livelli. Il legame viene vissuto anche e soprattutto nello studio della Torah nell'applicazione e nella rivelazione dell'elemento superiore della Saggezza, in ebraico Chokhmàh, in quello di Binàh, l'Intelligenza, e ciò tramite Daàt, Conoscenza. La Torah afferma infatti che ogni rivelazione sapienziale veritiera proviene da Dio. Importanti anche le doti etiche legate alle Middòt etiche che vengono interpretate anche come aspetti della imitatio Dei ed attinenti a tutte le Sefirot.

Secondo alcuni maestri ebrei l'uomo perfetto ed integro giunge ad intravedere l'origine divina nella sembianza interna di ogni uomo poiché in esso una scintilla vicina alla Fonte divina, l'anima: questo assunto è ricavato dal versetto del Tanakh del Libro Genesi secondo cui l'uomo venne creato ad immagine e somiglianza di Dio, cosa lontana dalla divinizzazione dell'uomo ma riguardante la dignità e l'onore racchiusi potenzialmente, e spesso in modo esplicito, nella creautura del mondo più completa tra tutte; la possibilità di unirsi al divino in modo quasi estatico e secondo una prospettiva che permetta di scorgere l'elemento spirituale in ogni evento e situazione è anche offerta dall'insegnamento secondo cui di fronte a Dio tutte le cose sono di eguale importanza, principio da unirsi allo stupore estatico e di Devekut ed alla contemplazione del creato come opera divina di bellezza e perfezione spirituali cogliendone l'aspetto spirituale di Nefesh e quello santo della Qedushah. Lo stesso Mosè era in grado di scorgere l'aspetto più alto di tutti gli individui attraverso la sua percezione della loro anima e, anche per questo, fu definito il più umile in quanto dinanzi alla parte più sottile e vicina ai reami eccelsi, stessa prospettiva possibile anche in relazione alla Natura ed al Creato tutto: egli considerò la propria missione completamente favorita da Dio e che ogni altro uomo, se favorito come lui, avrebbe potuto essere anche migliore di lui quindi la sua umiltà sorse dalla sua consapevolezza che tutto il suo essere e le sue doti profetiche derivavano dalla Volontà di Dio.

Queste sono ulteriori premesse alla credenza nella partecipazione dell'uomo al Mondo Superiore.

L'altro lato Modifica

Vedi anche l'articolo "Cabala lurianica" su It.Nostradamus.Wikia (in italiano)

« Dio ha fatto anche questo contro quello »   (Ec 7,14)

Attinente alla concezione di due Mondi, quello spirituale e quello materiale, della loro separazione e della loro unità, è quella dell'Altro lato, in ebraico Sitrà achrà, סטרא אחרא, che presenta il male, l'impurità e le Qelippot, in ebraico קליפות; esiste anche una forma di Qelippat che sta tra la purità e l'impurità ed è quella che può essere rettificata. Il male degli Amaleciti (cfr anche Meghillat di Ester e Purim) è paragonato ad una delle Qelippot non rettificabili: a lui appartengono male, odio, maldicenza (ebr Lashon ha-ra: cfr Qedushah) soprattutto, ad esempio, contro il popolo ebraico (cfr Hester Panim); sia la Qabbalah sia la tradizione ebraica in genere insegnano che questo "processo" è parallelo al Tiqqun, in questo caso però con questo intendendo il Tiqqun riguardante la guerra del popolo ebraico contro questo "popolo-famiglia" malvagio discendente da Esav (non tutti gli Edomiti quindi), per la sua eliminazione comandata nel Pentateuco della Torah, nella Parashah Ki Tetze di Deuteronomio (cfr Messia e Torah), concludendo con la speranza, spesso arguita dai Maestri, che il male non prenda forza dal bene.

Nella tradizione ebraica viene insegnato che Adamo cadde nella tentazione del peccato originale perché desideroso di conoscere anche l'Altro lato sul quale aveva gettato uno sguardo e a cui, con il primo peccato dell'umanità, si piegarono anche gli animali.

Importante la posizione di questo concetto nella Sapienza del principio della Creazione secondo cui parte delle luci originarie della Creazione vennero disperse con la rottura delle figure mistiche definite vasi che le contenevano: nell'era messianica tutte le scintille di luce disperse vengono liberate e riportate alla loro fonte celeste.

Molti gli insegnamenti dei maestri sul dovere, la speranza e la preghiera che il male non prenda forza dal bene poiché ciò genererebbe solo corruzione, danni, guasti spirituali e conseguentemente anche materiali.

« I molti diversi livelli dell'Altro lato corrispondono a tutti i molti diversi generi di danno e di distruzione che possono esistere quando c'è deficienza nel mondo »
(Chaim Luzzatto, 138 Aperture di Saggezza)

Chaim Luzzatto ricorda che l'altro lato è sorto dalle deficienze dovute al nascondimento della perfezione radicato nell'atto divino dello Tzimtzum; il fatto che vi siano qelippot rettificabili ed altre non rettificabili risulta, ad esempio, dalla possibilità che nel Creato la deficienza non comporta male in modo connaturato infatti esso sorge dall'aumento delle deficienze sino a raggiungere il male: il male è stato infatti creato da Dio mentre le Sefirot, e quindi il bene ed il santo, sono "un'estensione" dal divino; questo significa che il male è stato aggiunto mentre il bene, già espressione della perfezione, fa' parte dell'essenza divina poi distribuito da Se stesso e fine della Creazione e dell'uomo quindi il male è stato creato come innovazione mentre il bene "è come parte" dell'essenza di Dio, Santo e Benedetto, Buono e Giusto. Vero anche che esiste quindi la commistione di bene e male ma nell'opera di tiqqun sono previsti il prevalere del bene e la scomparsa del male, anche per quelle altre Nazioni tese, anche in minima parte, comunque al bene, soprattutto con l'avvento dell'era messianica.
Shimon bar Yochay nello Zohar si riferisce ai Nequdim come alle scintille sparse su tutti i lati accesesi ma poi spentesi nella metafora del martello di ferro dell'artigiano infatti anche Chaim Luzzatto afferma che, nella formazione del Mondo Atzilut, Dio fece altri mondi, detti mondi primordiali, e li distrusse, appunto con l'evento dei Nequdim; il riferimento si fonda specificamente sulla concezione delle Sefirot, in quel caso quasi "separate". Se essi (i mondi poi distrutti), come affermazione di esse separate, momento del sorgere del male, a cui viene infatti associata la distruzione, avessero continuato ad esistere, così sarebbe stato anche per il male, invece destinato a terminare appunto grazie al Tiqqun. I Nequdim sono quindi la condizione per l'esistenza del male, sorto da alcune deficienze: precedentemente ai Nequdim era tutto indistinto ma poi, con la formazione di essi e la formazioni dei dettagli, si diede la possibilità al male di esistere infatti il male è presente solo nei tre Mondi successivi ad Atzilut: Beriyah, Yetzirah ed Assiyah. Ai primordi il male, destinato a scomparire o ad essere convertito al bene, era forte e vi erano elementi di distruzione e danno poi manifesti potenzialmente in molte create: con la Creazione Dio, Santo e Benedetto, le setacciò e ripulì nell'inizio della riparazione del Tiqqun secondo la legge dell'ordine, pur se rimasero talvolta tracce di male soprattutto tese, anche se con meno forza, al danno ed alla distruzione persino qualora vi fosse stato un po' di bene indirizzato appunto a "contraddire". Questo fu causa di impedimento o minor concessione che la luce celeste potesse manifestarsi pienamente, fine della Creazione: in particolare, proprio come la luce, entrata da sopra nei vasi quasi facendo fluire il male in basso per non esserne intaccata, era stata poi respinta sino alla rottura degli stessi, altrettanto successe ai primordi dei Mondi quando il male venne poi ceduto solo nel Basso, come poi avvenne infatti nella Creazione con nessuna forza per esso di essere reso attuabile, anche se presente. Questo significa che esso si presenta nella forma del peccato e delle sue conseguenze ma, come detto, non si può ottenere compiendo atti e nemmeno come loro conseguenze, anche se nocivi o di peccati, pur se ne sono presenti tracce; questo ci indica come il governo del male venne destinato ad essere relegato, umiliato e poi reso debole e "confinato" come esterno: quest'ultimo processo riguarda l'iniziale governo dei re primordiali che presero sopravvento e poi morirono, distrutti in tutte le modalità contro le Sante Sefirot fuorché Malkhut contro la quale in essi rimase un potere... Tutto questo, comunque, come sopra spiegato, in vista del Tiqqun.

All'altro lato appartengono soprattutto le forme di distruzione contrapposte alle forme di costruzione e rettificazione: prima dell'era messianica possono prevalere le une o le altre ma, in vista del perfezionamento, prevalgono le seconde; in quanto di distruzione le forme dell'altro lato sono state inserite e poste in condizioni contingenti infatti non prevarranno.

Inoltre l'altro lato viene anche definito con la locuzione Sefirot del guscio per intendere che esistono conseguenze alle deficienze dovute allo Tzimtzum, con ciò intendendo il ritirarsi o nascondersi di Dio e quindi delle Sefirot, fatto da cui appunto tali deficienze sono sorte; come sopra descritto le Sefirot del guscio non possono essere intese come parallele alle Sefirot sante intrinseche a Dio poiché derivano appunto dalle deficienze formatesi in seguito, non certamente divine; quindi il male venne creato dopo ciò che è bene e santo, derivanti invece da Dio appunto direttamente.

Contrapposto all'altro lato è infatti il lato santo.

« Egli consumerà la morte in eterno, ed il Signore Dio asciugherà le lacrime da tutte le facce »   (Isaia 25,8)

Con l'era messianica il male e le sue forme non saranno più o verranno convertite al solo bene soprattutto grazie all'opera del Tiqqun infatti anche la morte non sarà presente: anche se per lo Tzimtzum inizialmente nascosta perché nel Mondo si potesse effettuare il cammino di perfezionamento con la distinzione di bene e male secondo l'ordine dei meriti e delle punizioni, verrà raggiunta la perfezione prevista da Dio sin dal principio.

Nel creare Dio ha posto uno stato di "indipendenza" da Lui che, nel bene, risulta condizione necessaria per aderire poi consapevolmente a Lui grazie al desiderio della fede, quindi secondo una scelta propria degli individui; in alcuni casi tale "indipendenza" potrebbe sfociare in ribellione e poi nel male, appunto condizioni esterne a Dio. Fine e condizione per una vita spirituale, è l'adesione a Dio anche durante la propria vita, ciò soprattutto grazie all'Avodah. L'indipendenza è sorta dal "nascondimento" (cfr Tzimtzum) che aumenta sempre più discendendo nella scala dei Quattro Mondi ma, in vista del Tiqqun secondo la rivelazione e l'adesione all'unità divina, il fine è la consapevole e reale connessione a Dio che si rivela nella Shekhinah e la completa Devequt alla Sua volontà, quindi senza più mancanze, peccati ed errori: il ritorno allo stato originario del Gan Eden ma con rinnovata consapevolezza della Sua volontà.

NoteModifica

  1. Già molti testi di Cabala, tra cui anche attribuiti all'Arizal, parlano di 13 punti della barba metaforicamente corrispondenti ai Tredici attributi della clemenza divina

Voci correlate Modifica

Altro:

Anche:

Fonti Modifica


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