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Il movimento dei forconi è un movimento politico italiano, sorto in Sicilia alla fine del 2011 che si prefigge di mettere in atto azioni di protesta popolare generalizzata contro la classe politica e le tasse,[1][2]. Il movimento è tornato all'attenzione politica nel 2013, con una serie coordinata di manifestazioni di protesta messe in atto, a partire dal 9 dicembre 2013, in varie località e città italiane.[3]

Caratteristiche e ideologia Modifica

La composizione del movimento dei forconi è molto eterogenea: alla base iniziale del 2011, costituita da autotrasportatori e legata a fermenti dell'autonomismo siciliano, si sono poi aggiunti diversi gruppi di agricoltori, operai, venditori dei mercati e ultras.[2] Molti degli aderenti fanno riferimento a partiti o movimenti di estrema destra, come per esempio Forza Nuova.[2] e Casa Pound, anche se nelle manifestazioni non sono stati esposti simboli di partiti o movimenti politici.

Fondatore e ideatore della protesta, con "Il popolo de I forconi", è Mariano Ferro, ex appartenente al Movimento per le Autonomie.[1] Alla protesta si sono poi aggiunti diverse organizzazioni di categoria del mondo dell'agricoltura e dell'autotrasporto, associazioni civiche locali, e gruppi ambientalisti,[1] tra cui i Cobas del latte,[3] i "Liberi Imprenditori Federalisti Europei" di Lucio Chiavegato, con base in Veneto e coordinatori del movimento nel Nord Italia,[4] il "Movimento Autonomo degli Autotrasportatori" di Augusto Zaccardelli, che si occupa invece del Sud,[4] e altre sigle come "Azione rurale Veneto", "Associazione Autotrasportatori Liberi", e "Comitati Riuniti degli Agricoltori".[3] Le diverse sigle sono raggruppate nel "Coordinamento 9 dicembre", guidato da Danilo Calvani.[5]

Le proteste dei forconi sono rivolte principalmente contro le istituzioni e la classe politica,[1] contro la globalizzazione,[3] contro l'Unione Europea e l'Unione monetaria europea.[3]. Altri temi ispiratori del movimento sono l'opposizione alla fiscalità statale e contro le azioni di recupero coattivo dei crediti vantati dall'erario e dagli enti previdenziali[1]: tra le richieste avanzate in tal senso ci sono la defiscalizzazione dei costi dell'energia elettrica e il blocco delle procedure esecutive di Equitalia nei confronti di cittadini e imprese.[1]

Le proteste del dicembre 2013 hanno avuto come obiettivo il Governo Letta, il Parlamento italiano e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, tutti soggetti istituzionali di cui il movimento chiede le dimissioni,[2] insieme a quelle del Parlamento e del Presidente della Repubblica.[4]

Cronaca Modifica

Le prime proteste del movimento dei forconi sono avvenute tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012, quando, partendo dalla Sicilia, i suoi aderenti organizzarono diversi scioperi e blocchi stradali in tutta Italia.[4]

Alle elezioni regionali in Sicilia del 2012, il movimento non era rappresentato, anche se due dei candidati alla carica di presidente della Regione Sicilia facevano esplicito riferimento al movimento dei forconi: il fondatore, Mariano Ferro, è stato il candidato alla presidenza de "Il popolo de I forconi", mentre altri esponenti del movimento, legati a Martino Morsello, hanno candidato Cateno De Luca, sindaco di Santa Teresa di Riva, a leader della lista "Rivoluzione Siciliana", con il sostegno anche di Forza Nuova, Vittorio Sgarbi e Carlo Taormina[6]: Ferro ha ottenuto l'1,55%, mentre De Luca l'1,23%.

Il movimento dei forconi è tornato alla ribalta alla fine del 2013, con l'organizzazione, in tutta Italia, di una diffusa mobilitazione denominata "Fermiamo l'Italia".[3] In particolare, si sono avute manifestazioni a Torino, in Liguria, a Milano, nel Triveneto, e in Emilia-Romagna.[3] Anche il Sud Italia è stato interessato da azioni di protesta, in particolare le regioni Puglia, Campania, e Sicilia.[3] Epicentro della protesta è stata la città di Torino, dove ci sono stati anche diversi scontri con la Polizia.[2] Tra le richieste del movimento, nei moti del 2013, ci sono le dimissioni dell'intera classe politica e la nomina di un governo provvisorio costituito da rappresentanti delle Forze dell'Ordine in vista di una nuova legge elettorali e di nuove elezioni.

Note Modifica

  1. 1,0 1,1 1,2 1,3 1,4 1,5 «Che cos’è il “Movimento dei Forconi”», il Post, 17 gennaio 2012. URL consultato in data 11 dicembre 2013.
  2. 2,0 2,1 2,2 2,3 2,4 «7 cose sulle proteste dei “forconi”», il Post, 11 dicembre 2013. URL consultato in data 11 dicembre 2013.
  3. 3,0 3,1 3,2 3,3 3,4 3,5 3,6 3,7 Silvia Sperandio. «Forconi, chi c'è dietro la rivolta? Ecco le cinque ragioni per cui sono scesi in piazza», Il Sole 24 ORE, 11 dicembre 2013. URL consultato in data 12 dicembre 2013.
  4. 4,0 4,1 4,2 4,3 Clarissa Gigante. «Cos'è e cosa vuole il "Movimento dei Forconi"», il Giornale, 10 dicembre 2013. URL consultato in data 11 dicembre 2013.
  5. «Forconi, ecco chi è e da dove viene il leader Danilo Calvani», Il Messaggero, 11 dicembre 2013. URL consultato in data 11 dicembre 2013.
  6. Salvo Catalano. «Forconi, divisi verso le elezioni regionali. Da Forza Nuova a Crocetta, o in solitaria», Ctzen, 10 settembre 2012. URL consultato in data 12 dicembre 2013.

Fonti Modifica




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