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P. V. Piobb è un autore in precedenza noto per i suoi libri di magia e astrologia di matrice neo-templare, che nel 1927 pubblica una particolarissima e molto personale interpretazione delle quartine di Nostradamus.

Allo stesso modo che l'abate Torné-Chavigny, Piobb afferma che le quartine vanno ritradotte nella loro originaria versione in latino, per poterne accogliere in pieno il senso e i significati reconditi. Anche la quartina in latino scoperta negli anni 50 da Roger Frontenac potrebbe essere un'indizio in questa direzione.

Con varie analisi e dissertazioni tecnico-astrologiche egli spiega due chiavi, una celata nella lettera a Re Henri II Valois; ed un sistema crono-cosmografico delle Profezie.

Lui considera le 942 quartine (delle prime dieci centurie), e calcola il numero di versi a 4.680 che dispone in una ellittica simbolica, semplificata in un cerchio, che dispone in un teodolite esagonale che copre e contiene geograficamente la Francia.

All'esterno del cerchio pone in senso anti-orario la parola chiave floram patere (tratta dal presagio 22) e dalla sua rotazione, secondo un criterio astrologico, si costituiscono immagini vaghe e forme geometrico-profetiche: il sepolcro del Gran Romano, l'aquila imperiale Napoleonica, il cappello frigio dei rivoluzionari francesi, l'insegna cittadina di Parigi, ecc.

Bibliografia Modifica

  • P. V. Piobb; Le secret de Nostradamus et des cèlebres Prophéties du XVI siècle. Editions Dangles - Edition Adyar. Paris, 1927-1945.