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Nome di San Malachia non disponibile (forse incluso dentro "Gloria Olivae"?)
Francesco-I-Bergoglio-4.jpg

Papa Francesco (Jorge Bergoglio) in un immagine dall'antico codice illustrato del XV secolo"Vaticinia de Summis Pontificibus" (Stift Kremsmuenster) nella versione presente nella biblioteca di Kremsmuenster, Austria

Coat of arms of Argentina.png

Lo scudo dell'Argentina è ornato da due rami d'ulivo... il VERO "De Gloriae Ulive"

Papa Francesco
Pope Francis in March 2013.jpg
266º papa della Chiesa cattolica
Signum Francisci.png
Elezione 13 marzo 2013
Insediamento 19 marzo 2013
Motto Miserando atque eligendo[1]
Predecessore Papa Benedetto XVI
Nome Jorge Mario Bergoglio
Nascita Buenos Aires, 17 dicembre 1936


« Nostradamus quatrain V.49

Nul de l'Espagne mais de l'antique France,
Ne sera esleu pour le tremblant nacelle:
A l'ennemy sera faicte fiance,
Qui dans son regne sera peste cruelle.
 »

([2] )
« Non della Spagna ma dell'antica Francia (Savoia-Piemonte),

Sarà eletto per la tremante navetta,
Al nemico sarà data fiducia,
Che durante il suo regno spargerà peste crudele.
 »

(Traduzione di Red Turtle )


Papa Francesco [N 1] (in latino: Franciscus, in spagnolo: Francisco, nato Jorge Mario Bergoglio [N 2]; Buenos Aires, 17 dicembre 1936) è dal 13 marzo 2013[3] il 266º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, 8º sovrano dello Stato della Città del Vaticano, primate d'Italia, oltre agli altri titoli propri del romano pontefice.

Di nazionalità argentina e appartenente ai chierici regolari della Compagnia di Gesù, è il primo pontefice di questo ordine religioso, nonché il primo proveniente dal continente americano[4].

Biografia Modifica

Nato in una famiglia di origini italiane, specificamente piemontesi (il nonno Giovanni Angelo era nato in località Bricco Marmorito[5] di Portacomaro Stazione, frazione di Asti non lontana da Portacomaro[6][7][8][9]; attualmente vivono ancora parenti e cugini del Pontefice[10] fra cui Anna, Delmo (cugino di terzo grado)[11] e Armando[12]), è il quarto dei cinque figli[13] di Mario, funzionario delle ferrovie salpato nel 1928 dal porto di Genova per cercare fortuna a Buenos Aires,[14] e di Regina Maria Sivori, una casalinga la cui famiglia materna era originaria di Santa Giulia di Centaura, frazione collinare di Lavagna in provincia di Genova.[15][16]

All'età di 21 anni, a causa di una grave polmonite, gli viene asportata la parte superiore del polmone destro. A quell'epoca, infatti, malattie polmonari come infezioni fungine o polmoniti erano curate chirurgicamente per la scarsità di antibiotici. Per questo fatto i vaticanisti lo esclusero dalla lista dei papabili durante il conclave della sua elezione, nella convinzione che il successore di Ratzinger dovesse essere giovane ed energico.[17]

Laureato in chimica all'Università di Buenos Aires,[18] si è mantenuto per un certo periodo facendo le pulizie in una fabbrica e poi facendo anche il buttafuori in un locale malfamato di Cordoba.[19][20] In base a quanto dichiarato dallo stesso, ha avuto anche una fidanzata prima di intraprendere la vita ecclesiastica.[21]

Decide di entrare nel seminario di Villa Devoto e l'11 marzo 1958 comincia il suo noviziato nella Compagnia di Gesù, trascorrendo un periodo in Cile e tornando a Buenos Aires in seguito, per laurearsi in filosofia nel 1963.[22] Dal 1964 insegna per tre anni letteratura e psicologia nei collegi di Santa Fe e Buenos Aires.[23]

Riceve l'ordinazione presbiterale il 13 dicembre 1969[18] per l'imposizione delle mani dell'arcivescovo di Córdoba Ramón José Castellano.

Dopo altre esperienze di insegnamento e la nomina a superiore provinciale dell'Argentina (dal 31 luglio 1973 al 1979[23]) è rettore della Facoltà di teologia e filosofia a San Miguel. Nel 1979 partecipa al vertice della Celam (Consiglio Episcopale Latinoamericano) a Puebla ed è fra coloro che si oppongono decisamente alla teologia della liberazione, sostenendo la necessità che il continente latino-americano faccia i conti con la propria tradizione culturale e religiosa. Nel 1986 si reca in Germania per un periodo di studio alla "Philosophisch-Theologische Hochschule Sankt Georgen" di Francoforte sul Meno, con lo scopo di completare la tesi di dottorato, ma non consegue il titolo.[24] Ritornato in patria diventa direttore spirituale e confessore della chiesa della Compagnia di Gesù di Córdoba.

Ministero episcopale Modifica

Il 20 maggio 1992 papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo ausiliare di Buenos Aires,[18] titolare di Auca. Riceve la consacrazione episcopale il 27 giugno 1992 per l'imposizione delle mani del cardinale Antonio Quarracino, arcivescovo di Buenos Aires, assistito dal vescovo Emilio Ogñénovich e dall'arcivescovo Ubaldo Calabresi.

Il 3 giugno 1997 è nominato arcivescovo coadiutore di Buenos Aires. Succede alla medesima sede il 28 febbraio 1998,[18] a seguito della morte del cardinale Antonio Quarracino. Diventa così primate d'Argentina. Dal 6 novembre dello stesso anno è anche ordinario per i fedeli di rito orientale in Argentina.

Il 21 febbraio 2001 Giovanni Paolo II, tenendo un concistoro ordinario pubblico per la creazione di quarantadue nuovi cardinali e la pubblicazione dei due cardinali riservati in pectore nel concistoro del 21 febbraio 1998, lo crea cardinale del titolo di San Roberto Bellarmino.

Dal 2005 al 2011 è a capo della Conferenza Episcopale Argentina.[18]

È inoltre consigliere della Pontificia Commissione per l'America Latina, gran cancelliere dell'Università Cattolica Argentina, presidente della Commissione episcopale per la Pontificia Università Cattolica Argentina, membro della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, membro della Congregazione per il Clero, membro della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, membro del Comitato di presidenza del Pontificio Consiglio per la Famiglia e membro del Consiglio post sinodale.

Durante il suo impegno come vescovo ha scelto uno stile di grande semplicità, spostandosi con i mezzi pubblici e rinunciando a vivere nella sede dell'Episcopato, a favore di un comune appartamento dove si cucinava da solo i pasti.[20]

Motto episcopale Modifica

Il motto che compare nello stemma adottato da Bergoglio dopo la sua ordinazione a vescovo è Miserando atque eligendo, espressione tratta da un'omelia di Beda il Venerabile, santo e dottore della Chiesa e traducibile come «[lo] guardò con misericordia (con sentimento di pietà) e lo scelse»:[25]

« Vidit, inquit, Iesus hominem sedentem in telonio, Matthaeum nomine, et ait illi: Sequere me. Vidit autem non tam corporei intuitus, quam internae miserationis aspectibus, [...] Vidit ergo Iesus publicanum, et quia miserando atque eligendo vidit, ait illi, Sequere me. »

Il testo di Beda è proposto nell'Ufficio delle letture il 21 settembre, festa di san Matteo apostolo:

« Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: "Seguimi" (Mt 9, 9). Vide non tanto con lo sguardo degli occhi del corpo, quanto con quello della bontà interiore. Vide un pubblicano e, siccome lo guardò con sentimento di amore e lo scelse, gli disse: "Seguimi". »
(Dalle Omelie di san Beda il Venerabile, sacerdote (Om. 21; CCL 122, 149-151)[27])

Posizioni morali, sociali e su temi politici Modifica

L'omosessualità Modifica

Bergoglio ha ribadito l'insegnamento della Chiesa Cattolica sull'intrinseca immoralità delle pratiche omosessuali, sebbene abbia insegnato l'importanza del rispetto per le persone omosessuali.[28]

Nel 2010, in occasione del dibattito sulla legge sostenuta dal governo argentino, volta a stabilire l'equivalenza tra matrimonio eterosessuale e unioni omosessuali, l'arcivescovo di Buenos Aires si oppose al disegno di legge[29], entrando in contrasto con la presidente argentina Cristina Fernández de Kirchner.[30] In una lettera alle Suore Carmelitane di Buenos Aires Bergoglio scrisse:[31][32]

« Il popolo argentino dovrà affrontare, nelle prossime settimane, una situazione il cui esito può ferire gravemente la famiglia. Si tratta del disegno di legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso. [...] È in gioco l'identità e la sopravvivenza della famiglia: padre, madre e figli. È in gioco la vita di tanti bambini che saranno discriminati in anticipo, privandoli della maturazione umana che Dio ha voluto che si desse con un padre e una madre. È in gioco un rigetto frontale della legge di Dio, per di più incisa nei nostri cuori. [...] Non siamo ingenui: non si tratta di una semplice lotta politica; [...] bensì di una mossa del Padre della Menzogna che pretende di confondere e ingannare i figli di Dio. »

Si ritiene che la sua militanza nella campagna contro la legge abbia contribuito all'approvazione[33] e nella Chiesa argentina la sua lettera fu vista a posteriori come un errore strategico.[34] Nel 2012 la Chiesa argentina espose le sue ragioni nel dibattito su modifiche al codice civile argentino, che includevano la maternità surrogata e la fecondazione assistita, ma evitando il linguaggio forte che le alienarono consensi nel 2010.[33]

Il difficile rapporto tra la Casa Rosada e Bergoglio, iniziato già con la presidenza di Néstor Kirchner, è proseguito con fasi alterne fino all'elezione al soglio pontificio.[35]

La teologia della liberazione Modifica

Negli anni settanta nel Sudamerica si ebbe un dibattito acceso sulla cosiddetta “teologia della liberazione”: Bergoglio non condivise le aperture di diversi membri importanti del suo ordine e assunse una posizione più moderata.[36] Durante gli anni della dittatura, si impegnò comunque in prima persona per offrire rifugio e protezione ai religiosi perseguitati per la loro vicinanza alla teologia della liberazione. Il Colegio Máximo dei gesuiti, di cui era il provinciale, divenne in quel periodo una centrale di soccorso dove, con la scusa degli esercizi spirituali, veniva fornito un nascondiglio sicuro e una via clandestina per poter lasciare il paese[37].

Povertà e disuguaglianza economica Modifica

In una riunione dei vescovi latino-americani nel 2007 Bergoglio dichiarò: "Viviamo nella parte più ineguale del mondo, che ha fatto crescere ancora di più la miseria che si è ridotta di meno" aggiungendo "L'ingiusta distribuzione dei beni persiste, creando una situazione di peccato sociale che grida al cielo e limita le possibilità di una vita più piena per così tanti dei nostri fratelli".[38]

Il 30 settembre 2009 Bergoglio, parlando a un convegno organizzato dall'Università gesuita del Salvador a Buenos Aires presso il Palace Hotel Alvear, il cui titolo era "Las deudas sociales de nuestro tiempo" ("I debiti sociali del nostro tempo") citò un documento redatto nel 1992 da parte della Conferenza Episcopale Latino-americana ("Documento de Santo Domingo")[39] in cui si afferma che "la povertà estrema e le strutture economiche ingiuste che causano grandi disuguaglianze" sono violazioni dei diritti umani.[40][41] Bergoglio continuò la sua relazione descrivendo il debito sociale come "immorale, ingiusto e illegittimo",[42] specialmente quando si verifica in una nazione che possiede le condizioni economiche necessarie per evitare i danni della povertà. Egli reclamò una risposta etica culturale e solidale per saldare il debito sociale nei confronti di milioni di argentini, per lo più bambini e giovani, affermando che è imperativo lottare per cambiare le condizioni strutturali, le attitudini personali o corporative che generano questo situazione.

Nel corso di uno sciopero di 48 ore tenutosi a Buenos Aires (sciopero indetto per la decisione del Presidente Fernando de la Rúa di tagliare i salari e le pensioni dei dipendenti pubblici del 13%) Bergoglio, predicando nella chiesa di San Cayetano, il santo patrono del lavoro e del pane, osservò la differenze esistente tra "poveri che sono perseguitati quando chiedono di poter lavorare, e le persone ricche che ricevono applausi per essersi sottratti alla giustizia".[43]

Nell'anno 2002, in piena crisi economica dell'Argentina, Bergoglio criticò aspramente la classe politica al potere, dicendo: "Non dobbiamo tollerare il triste spettacolo di coloro che non sanno più come mentire e si contraddistinguono per il tentativo di mantenere i loro privilegi, la loro avidità, e la loro ricchezza guadagnata con disonestà.[44][45] Bergoglio proseguì pregando Dio affinché coloro che hanno responsabilità dirigenziali comprendessero che il vero potere è al servizio degli altri e affinché gli argentini affrontassero con coraggio la ricostruzione del loro paese.[45] Le osservazioni dell'arcivescovo si conclusero con una critica alla "assuefazione alla povertà".[46] Molti commentatori hanno sottolineato come sia evidente in diversi suoi interventi e commenti del tempo l'opposizione di Bergoglio al governo Kirchner.[47][48][49][50]

Amministrazione dei sacramenti Modifica

Nel Documento di Aparecida, una dichiarazione congiunta dei vescovi dell'America Latina, l'allora cardinale Bergoglio si espresse circa il merito dei singoli di ricevere l'Eucaristia. Il testo al punto 436 afferma che "Dobbiamo rispettare la coerenza eucaristica, vale a dire essere a conoscenza del fatto che non possono accedere alla Santa Comunione e allo stesso tempo agire con fatti o parole contro i comandamenti, soprattutto quando favoriscono l'aborto, l'eutanasia e altri gravi delitti contro la vita e la famiglia. Questa responsabilità pesa in particolare sui legislatori, i governanti e gli operatori sanitari".[51][52] Inoltre pare che sia favorevole alla amministrazione dell'Eucarestia ai fedeli divorziati o separati.[53]

Il cardinale Bergoglio ha aspramente criticato, perché "allontanano il popolo di Dio dalla salvezza", alcuni sacerdoti di Buenos Aires che si sono rifiutati di battezzare i bambini nati da coppie non sposate o figli di madri nubili.[54]

Aborto, eutanasia e pratiche anticoncezionaliModifica

Il cardinale Bergoglio, conformemente alla posizione ufficiale della Chiesa su questi temi, ha invitato il clero e i laici ad opporsi all'aborto e all'eutanasia, ritenendo i movimenti politici ad essi favorevoli espressione di una "cultura della morte".[55]

Secondo il quotidiano britannico The Guardian, avrebbe una visione un po' più pragmatica sull'uso di contraccettivi, credendo che possono essere ammissibili per prevenire la diffusione di malattie,[56] anche se si è opposto alla loro distribuzione gratuita, proposta dal Governo Kirchner, in Argentina.[57]

L'attenzione agli emarginatiModifica

Bergoglio ha sempre dedicato grande attenzione alle persone che vivono ai margini della società, tanto da affermare che il potere del Papa deve essere il servizio, specie ai più poveri, ai più deboli e ai più piccoli[58]. In quest'ottica, desidera una Chiesa di «prossimità», vicina all'umanità e alle sue sofferenze[59].

Nel 2001, durante una visita a un ospedale di Buenos Aires, ha voluto lavare e baciare i piedi a dodici malati di AIDS, criticando l'indifferenza della società verso gli ammalati e i poveri[60].

La tutela dell'ambienteModifica

Nell'omelia della messa inaugurale del pontificato, il Papa ha richiamato l'esempio di San Francesco di Assisi per invitare tutti ad aver rispetto per ogni creatura di Dio e per l'ambiente in cui viviamo. Nella stessa occasione ha rivolto un appello ai governanti e a tutti gli abitanti del pianeta perché tutelino l'ambiente.[61].

Il conclave del 2005 Modifica

Vedi anche l'articolo "Conclave_del_2005" sulla Wikipedia in italiano


Il cardinale Bergoglio era considerato uno dei candidati più in vista per l'elezione a pontefice nel conclave del 2005;[62] secondo la ricostruzione del conclave raccolta dal vaticanista Lucio Brunelli sulla base del diario di un cardinale elettore, Bergoglio fu il cardinale più votato dopo Ratzinger.[63] Pur se tradizionalmente il presule aveva sempre rifiutato incarichi di un certo peso nella curia romana, anche i cardinali che votarono per Carlo Maria Martini puntavano sul porporato argentino, che poteva contare sui voti di quasi tutti i cardinali provenienti dall'America Latina.[63]

Al secondo scrutinio i voti per Ratzinger aumentarono rispetto al primo, ma anche Bergoglio ottenne un numero di preferenze non trascurabile: i sostenitori di Bergoglio miravano a fargli ottenere 40 voti.[64][63] Al terzo scrutinio a Ratzinger mancavano pochissimi voti per essere eletto:[63] diversi cardinali del blocco di Bergoglio, allo scrutinio successivo, diedero a Ratzinger i voti che gli mancavano per l'elezione.[62]

Il pontificato Modifica

Elezione a sommo pontefice Modifica

Vedi anche l'articolo "Conclave_del_2013" sulla Wikipedia in italiano


La sera del 13 marzo 2013, al quinto scrutinio, è eletto papa assumendo il nome di Francesco[65] in onore di san Francesco d'Assisi.[66]

È il primo gesuita a diventare papa ed il primo pontefice proveniente dal continente americano[67] (nonché il primo extraeuropeo dai tempi di Gregorio III, che fu papa nell'VIII secolo).

« Fratelli e sorelle, buonasera! Voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo, ma siamo qui. Vi ringrazio dell’accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo vescovo: grazie! E prima di tutto, vorrei fare una preghiera per il nostro vescovo emerito, Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca. E adesso, incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo. Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. [...] E adesso vorrei dare la Benedizione, ma prima – prima, vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo, chiedendo la Benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me. [...] »
(Il primo messaggio pubblico di papa Francesco[3])

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Nel suo primo discorso pubblico come papa, dopo aver salutato affettuosamente la folla con un cordiale e semplice "buonasera", ha chiesto di pregare per Benedetto XVI, recitando insieme a tutti i fedeli la preghiera del Padre Nostro, dell'Ave Maria e del Gloria al Padre. In seguito ha ricordato lo stretto legame tra il papa e la Chiesa di Roma, «che presiede nella carità tutte le Chiese», con un riferimento implicito alle parole introduttive della Lettera ai Romani di Ignazio di Antiochia.[68] Ha poi chiesto ai fedeli di pregare anche per lui,[67] sottolineando questo momento chinando il capo e rimanendo in silenzio per qualche istante. Anche in questo caso, si può cogliere un riferimento implicito al rito di ordinazione episcopale descritto dalla Tradizione apostolica di Ippolito di Roma risalente all'inizio del III secolo, in cui spicca il richiamo al silenzio e la preghiera del popolo convenuto affinché le Spirito Santo discenda sul vescovo neoeletto.[69]
Papa Francesco ha impartito poi la benedizione Urbi et Orbi[70] senza l'abito corale e senza le tradizionali scarpe rosse preparate nella sacrestia della cappella Sistina dal maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie Guido Marini e previsto per l'occasione, ma indossando solo l'abito talare bianco, con la croce pettorale di ferro che utilizzava da vescovo.[71] Solo al momento della benedizione il nuovo pontefice ha indossato la stola, che poi ha subito tolto.[72] Dopodiché, prima di congedarsi, ha nuovamente salutato i fedeli in piazza San Pietro, ringraziandoli per la loro accoglienza.

Il giorno seguente, padre Federico Lombardi, incontrando la stampa accreditata, ha raccontato che il neo-pontefice, subito dopo l'elezione, nel ricevere l'omaggio di tutti i cardinali nella cappella Sistina, ha preferito stare in piedi piuttosto che utilizzare il tronetto a disposizione.[73]

Il pomeriggio del 14 marzo Francesco ha concelebrato insieme ai cardinali elettori la missa pro Ecclesia nella Cappella Sistina. Ha scelto di proclamare l'omelia, improvvisata al momento, dall'ambone invece che ex cathedra, e di non utilizzare l'altare fisso della cappella, ma un altare mobile versus populum.[74]

La scelta del nome pontificale Modifica

Bergoglio è stato il primo pontefice ad assumere il nome di Francesco, scegliendo per la prima volta dopo undici secoli, dai tempi di papa Lando, di adottare un nome mai utilizzato da un predecessore (se si esclude Giovanni Paolo I, il quale unì i nomi dei suoi due immediati predecessori, Giovanni XXIII e Paolo VI).

Il 16 marzo ha spiegato, in occasione del suo incontro con i giornalisti nell'Aula Paolo VI, le ragioni della scelta del suo nome pontificale:[75]

« Nell'elezione, io avevo accanto a me l'arcivescovo emerito di San Paolo e anche prefetto emerito della Congregazione per il Clero, il cardinale Cláudio Hummes. Quando la cosa diveniva un po' pericolosa, lui mi confortava. E quando i voti sono saliti a due terzi, viene l'applauso consueto, perché è stato eletto il Papa. E lui mi abbracciò, mi baciò e mi disse: "Non dimenticarti dei poveri!". E quella parola è entrata qui: i poveri, i poveri. Poi, subito, in relazione ai poveri ho pensato a Francesco d'Assisi. Poi, ho pensato alle guerre, mentre lo scrutinio proseguiva, fino a tutti i voti. E Francesco è l'uomo della pace. E così, è venuto il nome, nel mio cuore: Francesco d'Assisi. È per me l'uomo della povertà, l'uomo della pace, l'uomo che ama e custodisce il creato; in questo momento anche noi abbiamo con il creato una relazione non tanto buona, no? È l'uomo che ci dà questo spirito di pace, l'uomo povero... Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri![76] »

Il 17 marzo, durante il suo primo angelus, ha inoltre precisato che, scegliendo il nome del patrono d'Italia, "rafforza" il suo "legame spirituale" con l'Italia.[77]

Lo stemma papale Modifica

Signum Francisci.png

Stemma papale di Papa Francesco

Lo stemma scelto dal pontefice è lo stesso scelto al momento della sua consacrazione episcopale, fatti salvi i simboli della dignità pontificia, uguali a quelli impiegati nello stemma di Papa Benedetto XVI, quali la mitra (al posto della tiara) posta tra due chiavi una d'oro e una d'argento, passate in decusse accollate allo scudo e legate di rosso. Rispetto allo stemma di Benedetto XVI è assente il pallio, mentre è presente, collocato tra le estremità dei cordoni rossi che passano all'interno dei passachiave, il motto del papa (lo stesso usato da vescovo), in forma di semplice scritta; le lame e i passachiave delle chiavi hanno inoltre una forma più squadrata.

Lo scudo è azzurro che in araldica simboleggia, a causa della sua relazione con il cielo, tutte le virtù più elevate e, tra quelle spirituali, devozione, fedeltà, castità, giustizia, santità.

La forma dello scudo è di tipo spagnolo o fiammingo costituito da un quadrato cui si aggiunge un semicerchio in basso. Al suo interno sono posti in alto centralmente (punto d'onore A) l'emblema araldico della Compagnia di Gesù con un disco raggiante e fiammeggiante caricato dalle lettere IHS, il monogramma di Cristo. La lettera H è sormontata da una croce; in punta, i tre chiodi della Passione. In basso a sinistra (canton destro della punta[N 3]) si trova una stella a cinque punte d'oro (era d'argento nello stemma episcopale) che simboleggia la Vergine Maria e a destra (canton sinistro della punta) un fiore di nardo d'oro (era d'argento nello stemma episcopale)[N 4]che simboleggia San Giuseppe[78].

La messa inaugurale del ministero petrino Modifica

La celebrazione di inaugurazione del ministero petrino di vescovo di Roma si è tenuta il 19 marzo 2013 nella piazza antistante la basilica di San Pietro, in presenza di oltre 130 delegazioni estere ufficiali. All'inizio della celebrazione il papa ha ricevuto l'anello piscatorio in argento dorato, disegnato dall'artista Enrico Manfrini, per le mani del cardinale decano Angelo Sodano, mentre il cardinale protodiacono Jean-Louis Pierre Tauran gli ha imposto il sacro pallio, già indossato da papa Benedetto XVI.

Papa Francesco ha aperto l’omelia della messa d’inizio del suo Pontificato rendendo onore al suo predecessore, Benedetto XVI. Ha poi parlato dell'importanza della custodia e della tenerezza. Alla fine dell'omelia il papa ha pregato affinché lo Spirito santo accompagni il suo cammino e ha chiesto ai fedeli di pregare per lui.

« Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio e che anche il Papa per esercitare il potere deve entrare sempre più in quel servizio che ha il suo vertice luminoso sulla Croce; deve guardare al servizio umile, concreto, ricco di fede, di san Giuseppe e come lui aprire le braccia per custodire tutto il Popolo di Dio e accogliere con affetto e tenerezza l’intera umanità, specie i più poveri, i più deboli, i più piccoli, quelli che Matteo descrive nel giudizio finale sulla carità: chi ha fame, sete, è straniero, nudo, malato, in carcere (cfr Mt 25,31-46). Solo chi serve con amore sa custodire! »
(Omelia di papa Francesco)

Prima della cerimonia Francesco ha attraversato con la "papamobile" piazza San Pietro, gremita di oltre 200.000 persone.[79]Mentre girava tra i vari settori della piazza, ha fatto fermare la vettura ed è sceso per baciare sulla fronte un disabile e accarezzare alcuni bambini.[80]

ControversieModifica

L'Argentina è stata governata dal 1976 al 1983 da una regime dittatoriale e questo ha aperto un dibattito sui rapporti che Bergoglio (che, all'epoca, era Provinciale dei Gesuiti argentini) ha intrattenuto con i governanti in quegli anni. Sebbene si sia adoperato per salvare persone dalle torture,[81] egli fu accusato dall'avvocato Marcello Parrilli[82] di avere avuto responsabilità in relazione al rapimento, nel 1976, di due suoi sacerdoti gesuiti ostili al regime, Orlando Yorio e Francisco Jalics.[83][84] Le accuse, tuttavia, sono in seguito cadute[84][85]. In relazione a questa vicenda,[86] Bergoglio ha testimoniato di aver incontrato Emilio Massera e Jorge Videla con l'obiettivo di ottenere la liberazione dei due religiosi.[84][87]
L'episodio è citato in un libro scritto da un giornalista investigativo ed ex militante del gruppo guerrigliero di estrema sinistra dei Montoneros, Horacio Verbitsky, pubblicato nel 2005.[88][89] A livello mediatico l'ipotesi è stata risollevata dopo l'elezione di Bergoglio a pontefice, ed anche Verbitsky ha espresso pubblicamente la preoccupazione e la frustrazione di quanti, in Argentina, sono estremamente critici nei confronti dell'operato di Bergoglio al tempo della Guerra sporca e delle posizioni da lui assunte in seguito.[90]

La Santa Sede ha respinto tutte le accuse, dichiarandole provenienti da una "sinistra anticlericale", con riferimento al libro di Verbitsky, sostenendo che mai vi furono accuse credibili nei confronti di Bergoglio (che fu soltanto interrogato come persona informata dei fatti senza essere imputato) e che egli le negò in modo documentato.[91]

Pérez Esquivel, che ha vinto il premio Nobel per la Pace per le denunce contro gli abusi della dittatura militare, ha difeso Bergoglio dalle accuse di complicità.[92][93][94] Anche il presidente dell'Associazione 24 marzo, Jorge Ithurburu, ha preso posizione smentendo le ipotesi di collusione del nuovo papa con il regime.[95][96][97][98] Perplessità, invece, sono arrivate dall'attivista argentina Estela de Carlotto, presidente dell'associazione Nonne di Plaza de Mayo.[95]

Il presidente della Corte suprema di Giustizia argentina, Ricardo Lorenzetti, in un'intervista al quotidiano La Nación ha chiarito che Bergoglio «è una persona assolutamente innocente» e non è stato sospettato di nessuna complicità con le violazioni dei diritti umani commesse durante la dittatura militare[99].

Genealogia episcopale Modifica

Vedi anche l'articolo "Genealogia_episcopale" sulla Wikipedia in italiano


Pubblicazioni Modifica

  • Meditaciones para religiosos, (in spagnolo) , 1982.
  • Reflexiones sobre la vida apostólica, (in spagnolo) , 1986.
  • Reflexiones en esperanza, (in spagnolo) Buenos Aires, Ediciones Universidad del Salvador, 1992. pp. 351
  • Diálogos entre Juan Pablo II y Fidel Castro, (in spagnolo) Buenos Aires, Ciudad Argentina, 1998. pp. 144 ISBN 978-987-507-074-5
  • Hambre y sed de justicia. Desafíos del Evangelio para nuestra patria, (in spagnolo) Buenos Aires, Editorial Claretiana, 2001. pp. 96 ISBN 978-950-512-427-5
  • Educar exigencia y pasión. Desafíos para educadores cristianos, (in spagnolo) Buenos Aires, Editorial Claretiana, 2003. pp. 192 ISBN 978-950-512-457-2
  • Ponerse la patria al hombro, (in spagnolo) Buenos Aires, Editorial Claretiana, 2004. pp. 144 ISBN 978-950-512-558-6
  • Corrupción y pecado. Algunas reflexiones en torno al tema de la corrupción, (in spagnolo) Buenos Aires, Editorial Claretiana, 2005. pp. 48 ISBN 978-950-512-572-2
  • La nación por construir. Utopía, pensamiento y compromiso, (in spagnolo) Buenos Aires, Editorial Claretiana, 2005. pp. 80 ISBN 978-950-512-546-3
  • Sobre la acusación de sí mismo, (in spagnolo) Buenos Aires, Editorial Claretiana, 2006. pp. 48 ISBN 978-950-512-549-4
  • El verdadero poder es el servicio, (in spagnolo) Buenos Aires, Editorial Claretiana, 2007. pp. 368 ISBN 978-950-512-628-6
  • Las deudas sociales de nuestro tiempo, (in spagnolo) Buenos Aires, Ciudad Argentina, 2009. pp. 16 ISBN 978-987-507-346-3
  • Educar, elegir la vida. Propuestas para tiempos difíciles, (in spagnolo) Buenos Aires, Editorial Claretiana, 2010. pp. 176 ISBN 978-950-512-541-8
  • Reflexiones sobre solidaridad y desarrollo, (in spagnolo) Buenos Aires, Ciudad Argentina, 2010. pp. 18 ISBN 978-987-507-352-4
  • con Abraham Skorka, Sobre el cielo y la tierra, (in spagnolo) Buenos Aires, Editorial Sudamericana, 2010. pp. 224 ISBN 978-950-07-3293-2
  • Mente abierta, corazón creyente, (in spagnolo) Buenos Aires, Editorial Claretiana, 2012. pp. 240 ISBN 978-950-512-778-8
  • Rehabilitación de la política y compromiso cristiano, (in spagnolo) pp. 48 ISBN 978-987-24178-0-2

Note Modifica

AnnotazioniModifica

  1. Il nome del papa è semplicemente "Francesco"; ciononostante, al momento dell'elezione, alcuni mass media lo hanno designato come "Francesco I" (tra questi, è possibile citare la Radio VaticanaHabemus Papam, cardinalem Bergoglio, François 1er). In seguito, per evitare fraintendimenti, il direttore della Sala stampa della Santa Sede Federico Lombardi ha affermato che il papa si chiamerà ufficialmente Francesco I solo quando uno dei suoi successori prenderà la decisione di chiamarsi Francesco II.François Ier ou François ?
  2. Rimanendo fedeli alla fonetica italiana, il cognome di papa Francesco si pronuncia [beɾˈgɔʎʎo], avendo una consonante laterale palatale (anche il cardinale Jean-Louis Pierre Tauran ha adoperato questa dizione quando ha dato l'Habemus Papam). Stando alle regole fonetiche della lingua spagnola, tuttavia, la corretta pronuncia è [βeɾˈɣoɣljo] oppure, se preceduta da pausa o da nasale, [beɾˈɣoɣljo].
  3. In araldica, i concetti di sinistra e destra sono definiti rispetto a chi porta lo scudo.
  4. La modifica da argento a oro è dovuta al rispetto delle regole d'araldica.

FontiModifica

  1. «Stemma del Santo Padre Francesco: spiegazione dello scudo e del motto Miserando atque eligendo». Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, 18 marzo 2013. URL consultato in data 18 marzo 2013.
  2. WWW.PENSIEROSPENSIERATO.COM: Papa Francesco, Malachia, Nostradamus, Ison: correlazioni?
  3. 3,0 3,1 Annuntio vobis gaudium magnum; habemus Papam Franciscum. vatican.va, 13 marzo 2013. URL consultato il 13 marzo 2013.
  4. «Papa Francesco, chi è Jorge Mario Bergoglio primo pontefice sudamericano della storia». la Repubblica, 13 marzo 2013. URL consultato in data 14 marzo 2013.
  5. Papa Bergoglio visitò Bricco Marmorito, sulle tracce della casa dove nacque il bisnonno del pontefice. GRP Televisione, 14 marzo 2013. URL consultato il 19 marzo 2013.
  6. Elisa Ferrando. «Jorge Mario Bergoglio è il nuovo papa Francesco ha radici astigiane». La nuova provincia, 13 marzo 2013. URL consultato in data 16 marzo 2013.
  7. «Le origini astigiane del nuovo Papa. Campane a festa nelle chiese astigiane all'annuncio». La Stampa.it, 13 marzo 2013. URL consultato in data 14 marzo 2013.
  8. «Tra la gente di Portacomaro Stazione: "Speriamo sia un Papa per i poveri"». La nuova provincia, 15 marzo 2013. URL consultato in data 19 marzo 2013.
  9. Habemus papam astigiano, Portacomaro in subbuglio: le reazioni e i commenti della gente. GRP Televisione, 14 marzo 2013. URL consultato il 16 marzo 2013.
  10. «Gioia e soddisfazione tra i Bergoglio astigiani, parenti di Papa Francesco». La Stampa.it, 14 marzo 2013. URL consultato in data 19 marzo 2013.
  11. «Parla il cugino di papa Francesco, Delmo: "Da ieri il nostro cognome è diventato pesante"». La nuova provincia, 15 marzo 2013. URL consultato in data 18 marzo 2013.
  12. «"Farò gli auguri in astigiano al Papa", i cugini di Bergoglio ricordano le radici del pontefice». La nuova provincia, 14 marzo 2013. URL consultato in data 19 marzo 2013.
  13. «Jorge Mario Bergoglio, Francesco I "Vengo quasi dalla fine del mondo"». La Stampa, 13 marzo 2013. URL consultato in data 14 marzo 2013.
  14. «Il padre di Papa Francesco salpò da Genova nel 1928 per Buenos Aires». Primocanale, 14 marzo 2013. URL consultato in data 15 marzo 2013.
  15. «Papa Francesco. Probabili origini liguri per il Papa che viene da lontano». ZenaZone, 15 marzo 2013. URL consultato in data 16 marzo 2013.
  16. Francesco, Papa “lavagnese”
  17. «Papa Francesco vive con un solo polmone, lo ha perso da giovane per un'infezione». Il Messaggero, 13 marzo 2013. URL consultato in data 13 marzo 2013.
  18. 18,0 18,1 18,2 18,3 18,4 (in inglese) Francis X Rocca. «Cardinal Jorge Bergoglio: a profile». The Catholic Herald, 13 marzo 2013. URL consultato in data 13 marzo 2013.
  19. Redazione online. «Eletto il primo Papa gesuita della storia». Corriere della Sera, 13 marzo 2013. URL consultato in data 18 marzo 2013.
  20. 20,0 20,1 Claudia Daconto. «Dal tango alla fidanzata: ecco perché Papa Francesco piace». Panorama, 14 marzo 2013. URL consultato in data 18 marzo 2013.
  21. «Era del gruppo di amici con i quali andavamo a ballare. Poi ho scoperto la vocazione religiosa."» Estratto da El gesuita, Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, Javier Vergara Editor 2010
  22. ([[Errore script|DE]]) Ccs/sta. «Kurzbiographie des neuen Papstes: Papst Franziskus». Radio Vaticana, 13 marzo 2013. URL consultato in data 18 marzo 2013.
  23. 23,0 23,1 Mario Adinolfi, Il conclave: storia, regole e protagonisti dell'elezione più misteriosa del mondo, Halley Editriceaprile 2005, 109
  24. Sul sito ufficiale dell'istituto superiore Sankt Georgen, in una notizia pubblicata sulla homepage il 14.03.2013, si legge: Der frühere Provinzial der argentinischen Jesuitenprovinz ist unserer Hochschule verbunden, weil er anlässlich eines Studienaufenthalts in Deutschland Mitte der 1980er Jahre einige Monate in Sankt Georgen verbrachte, um sich mit einzelnen Professoren über ein Dissertationsprojekt zu beraten. Zu einem Abschluss in Sankt Georgen ist es nicht gekommen. (Sito consultato il 18.03.2013)
  25. «Miserando atque eligendo. Ecco lo stemma episcopale di Jorge Mario Bergoglio». Tempi, 14 marzo 2013. URL consultato in data 14 marzo 2013.
  26. Beda il Venerabile. Homiliae, 2, HOMILIA XXII. IN NATALE SANCTI MATTHAEI APOSTOLI.. URL consultato il 14 marzo 2012.
  27. Ufficio delle letture in Liturgia delle ore, 21 settembre. Sito ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 14 marzo 2013.
  28. (in inglese) «NEW POPE: Who is this man named Bergoglio?». Catholic Online, 14 marzo 2013. URL consultato in data 14 marzo 2013.
  29. (in inglese) Edward Pentin. «Cardinal Bergoglio Hits Out at Same-Sex Marriage». National Catholic Register, 8 luglio 2010. URL consultato in data 14 marzo 2013.
  30. Erin McClam. «Meet the new pope: Francis is humble leader who takes the bus to work». World News NBC News, 13 marzo 2013. URL consultato in data 14 marzo 2013.
  31. (spagnolo) «El Cardenal Bergoglio asegura que la ley sobre el matrimonio gay es una «movida» de Satanás». InfoCatólica.com, 8 luglio 2010. URL consultato in data 14 marzo 2013.
  32. (spagnolo) «Para Bergoglio, la ley de matrimonio gay es 'una movida del Diablo'». Infobae.com, 8 luglio 2010. URL consultato in data 14 marzo 2013.
  33. 33,0 33,1 (in inglese) J. Lester Feder. «Pope Francis Brings Lessons Of Argentina's Marriage Fight To Rome». BuzzFeed, 13 marzo 2013. URL consultato in data 14 marzo 2013.
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  37. «Il primo beato del Pontefice, un prete ucciso dal regime». La Stampa, 19 marzo 2013. URL consultato in data 19 marzo 2013.
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  39. Cuarta Conferencia General del Episcopado Latinoamericano. Documento de Santo Domingo. URL consultato il 15 marzo 2013..
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  41. (spagnolo) Jorge Rouillon. «Bergoglio: "Los derechos humanos también se violan con la pobreza"». Lanacion.com.ar/, 01 ottobre 2009. URL consultato in data 15 marzo 2013.
  42. (in inglese) «Extreme poverty is also a violation of human rights, says Argentinean cardinal». Catholic News Agency, 01 ottobre 2009. URL consultato in data 15 marzo 2013.
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  51. «Documento di Aparecida». Consiglio Episcopale Latinoamericano, 31 maggio 2007. URL consultato in data 15 marzo 2013.
  52. «Il Cardinale Arcivescovo di Buenos Aires attacca l'aborto "Sentenza di morte"». lifesitenews.com, 05 ottobre 2007. URL consultato in data 15 marzo 2013.
  53. «Papa Francesco: le sue idee su matrimonio gay, divorziati, aborto, e celibato preti». businessonli.it, 15 marzo 2013. URL consultato in data 15 marzo 2013.
  54. «Il Cardinale Bergoglio ha ratificato il diritto al Sacramento del Battesimo». RADIOSALTA.COM, 04 settembre 2012. URL consultato in data 15 marzo 2013.
  55. «Le cardinal Bergoglio invita a difendere la cultura della vita con ardore». zenit.org, 2 settembre 2013. URL consultato in data 15 marzo 2013.
  56. «Pope Francis: the humble pontiff with practical approach to poverty». The Guardian, 13 marzo 2013. URL consultato in data 15 marzo 2013.
  57. «Argentina’s Bergoglio Becomes Pope Francis». TheCostaricanTimes, 13 marzo 2013. URL consultato in data 15 marzo 2013.
  58. Giacomo Galeazzi. «"Il vero potere del Papa è servire i più deboli"». La Stampa, 19 marzo 2013. URL consultato in data 19 marzo 2013.
  59. Giacomo Galeazzi. «Jorge Mario Bergoglio, Francesco I “Vengo quasi dalla fine del mondo”». La Stampa, 14 marzo 2013. URL consultato in data 19 marzo 2013.
  60. (in inglese) Emily Schmall, Larry Rohter. «A Conservative With a Common Touch». The New York Times, 13 marzo 2013. URL consultato in data 19 marzo 2013.
  61. «Papa cita San Francesco: custodire il Creato». La Stampa, 19 marzo 2013. URL consultato in data 19 marzo 2013.
  62. 62,0 62,1 Luigi Accattoli. «Bergoglio si tirò indietro e Ratzinger fu eletto Papa». Corriere della Sera, 23 settembre 2005. URL consultato in data 14 marzo 2013.
  63. 63,0 63,1 63,2 63,3 Lucio Brunelli. «I segreti del Conclave. Così vinse Ratzinger». la Repubblica, 23 ottobre 2005. URL consultato in data 14 marzo 2013.
  64. «Bergoglio si ritirò, Ratzinger Papa. Il gesuita argentino ottenne 40 voti», TGcom, 23 settembre 2005. URL consultato in data 1 agosto 2011.
  65. Nelle ore immediatamente successive all'elezione i media hanno spesso utilizzato il nome di "Francesco I". Il portavoce vaticano padre Federico Lombardi ha in seguito precisato che il papa è «Francesco, non Francesco I: non ce n'è stato un altro, il prossimo si potrà chiamare Francesco II, ma questo Papa è Francesco e basta» (v. «Papa: Lombardi: Non è Francesco I ma semplicemente Francesco», La Stampa, 14 marzo 2013. URL consultato in data 14 marzo 2013.)
  66. «Discorso di Papa Francesco ai rappresentanti dei media», vatican.va, 16 marzo 2013. URL consultato in data 16 marzo 2013.
  67. 67,0 67,1 Alessia Manfredi, Valeria Pini. «Bergoglio nuovo Papa. Si chiama Francesco: "Vengo dalla fine del mondo. Pregate per me"». la Repubblica, 13 marzo 2013. URL consultato in data 13 marzo 2013.
  68. Cfr. Lettera ai Romani di Ignazio di Antiochia.
  69. Template:LA
    « Episcopus ordinetur elec­tus ab omni populo [...] conueniet populum una cum praesbyterio et his qui praesentes fuerint episcopi [...] Omnes autem silentium habeant, orantes in corde propter discensionem spiritus »
    Template:IT
    « Si ordini il vescovo eletto da [ovv. «scelto tra»] tutto il popolo [...] si riunisca il popolo con il clero ed i vescovi presenti [...] E ciascuno osservi il silenzio, pregando in cuor suo per la discesa dello Spirito »
  70. «Il primo saluto del Papa». Avvenire, 13 marzo 2013. URL consultato in data 13 marzo 2013.
  71. Papa Francesco a la croce di ferro:...
  72. Paola Pica. «L'argentino Bergoglio è Papa Francesco:«Vengo dalla fine del mondo...»». Corriere della Sera. URL consultato in data 13 marzo 2013.
  73. «Padre Lombardi: il Papa indossa la croce pettorale di quando era vescovo». Radio Vaticana. URL consultato in data 14 marzo 2013.
  74. «Papa: torna in Sistina l'altare post-Concilio, verso i fedeli». Agi.it, 14 marzo 2013. URL consultato in data 17 marzo 2013.
  75. Video della dichiarazione «Papa: «Come vorrei una Chiesa povera» E spiega perché ha scelto il nome Francesco (con video)». Repubblica, 16 marzo 2013.
  76. «Discorso di Papa Francesco nell'udienza ai rappresentanti dei media», vatican.va, 16 marzo 2013.
  77. «Le parole del Papa alla recita dell'Angelus», vatican.va, 17 marzo 2013.
  78. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-03-18/lanello-papa-francesco-sara-134443.shtml?uuid=AbGIzEfH. URL consultato il 18-03-2013.
  79. «Papa in piazza con jeep, boato di gioia». Ansa.it, 19 marzo 2013.
  80. «Papa Francesco a San Pietro saluta i fedeli dalla jeep scoperta». Libero, 19 marzo 2013.
  81. Aldo Cazzullo. «Salvò preti e laici durante la dittatura». Corriere della Sera, 16 aprile 2005, p. 12.
  82. (spagnolo) «Grave acusación contra Bergoglio». La Voz del Interior, 17 aprile 2005. URL consultato in data 14 marzo 2013.
  83. Sull'accusa, avanzata nel 2005, cfr. (spagnolo) «Grave acusación contra Bergoglio». La Voz del Interior, 17 aprile 2005. URL consultato in data 14 marzo 2013.
  84. 84,0 84,1 84,2 (in inglese) Emily Schmall, Larry Rohter. «A Conservative With a Common Touch». The New York Times, 13 marzo 2013. URL consultato in data 14 marzo 2013.
  85. (in inglese) Holly Yan. «5 things to know about the new pope». CNN, 14 marzo 2013. URL consultato in data 15 marzo 2013.
  86. Sul caso, per il quale non è mai stato formalmente incriminato ((spagnolo) «Abogado de DDHH argentino: La justicia tiene abierta una causa contra el papa Francisco». ADN Radio, 13 marzo 2013.), il prelato è stato chiamato a testimoniare dal tribunale di Buenos Aires durante il processo ESMA nel 2010
  87. (spagnolo) «Ante la Justicia, Bergoglio declaró que les pidió a Videla y Massera por la liberación de los sacerdotes secuestrados». Radio Continental, 8 novembre 2010. URL consultato in data 14 marzo 2013.
  88. (spagnolo) Horacio Verbitsky. «Recordando con ira». Página/12, 18 aprile 2010. URL consultato in data 14 marzo 2013..
  89. Horacio Verbitsky, El silencio: de Paulo VI a Bergoglio: las relaciones secretas de la Iglesia con la ESMA, (in spagnolo) Buenos Aires, Ed. Sudamericana, 2005. ; edizione italiana: L'isola del silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina, Roma, Fandango Libri, 2006.
  90. (spagnolo) Horacio Verbitsky. «Un ersatz». Página/12, 14 marzo 2013. URL consultato in data 14 marzo 2013.
  91. «Padre Lombardi: Papa, nessuna compromissione con la dittatura», 14 marzo 2013.
  92. (spagnolo) «..Pérez Esquivel: "El Papa no tenía vínculos con la dictadura"», 14 marzo 2013. URL consultato in data 15 marzo 2013.
  93. L'Unità, 14 marzo 2013, [1], URL consultato il 15 marzo 2013
  94. «Papa: Perez Esquivel, false accuse su collusioni», 14 marzo 2013.
  95. 95,0 95,1 «Associazione Desaparecidos: «Papa mai colluso con dittatura»». L'Unità, 14 marzo 2013.
  96. «Papa: Perez Esquivel, false accuse su collusioni». La Repubblica, 14 marzo 2013.
  97. «Ithurburu: continguità tra Bergoglio e dittatura? «Non c'è traccia»», 14 marzo 2013.
  98. «Papa Francesco, associazione 24 marzo: “Non ha colpe. Preti furono liberati”», 14 marzo 2013.
  99. «L'Alta corte di Buenos Aires: «Non ci sono accuse contro il Papa»». Corriere della Sera, 18 marzo 2013. URL consultato in data 18 marzo 2013.

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