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La Profezia di Malachia è una lista di 112 brevi frasi in latino, da alcuni ritenute una premonizione attribuita a San Malachia di Armagh[1][2].

La lista ha la pretesa di descrivere tutti i papi (compresi alcuni antipapi) partendo da Celestino II (eletto nel 1143), e si conclude con un papa descritto come "Petrus Romanus" il cui pontificato, secondo la profezia, terminerà con la distruzione della città di Roma.

File-Arnoldo Wion 1595 Lignum Vitae p311

Parte finale della profezia in Lignum Vitae (1595) p.311

ProvenienzaModifica

La profezia fu pubblicata nel 1595 da Arnold de Wyon, uno storico benedettino, come parte del suo libro Lignum Vitae. Wyon attribuisce la lista a San Malachia, vescovo di Armagh nel XII secolo. Secondo la versione tradizionale, nel 1139, Malachia fu chiamato a Roma da Papa Innocenzo II. A Roma Malachia ebbe una visione di futuri papi; Malachia riportò la visione, con una sequenza di passaggi criptici, in un manoscritto dal titolo Prophetia de Summis Pontificibus. Il manoscritto fu depositato negli Archivi Vaticani e successivamente dimenticato fino alla sua riscoperta nel 1590.

Dall'altra parte, è stato rilevato che nella biografia di Malachia scritta da San Bernardo di Chiaravalle non ci sono menzioni della profezia; e non ci sono citazioni della profezia prima della sua pubblicazione nel 1595[3]. Molti, compresa l'ultima edizione della Enciclopedia Cattolica, suggeriscono che la profezia sia un falso del XVI secolo; alcuni hanno suggerito che sia stata realizzata dal falsario umbro Alfonso Ceccarelli attorno al 1590.[4]

Alcuni hanno suggerito che sia stata creata da Nostradamus e attribuita a Malachia perché un veggente non sarebbe stato attaccato per aver profetizzato la distruzione del papato. I sostenitori della profezia, come lo scrittore John Hogue, sostengono che sebbene l'autore della profezia sia incerto, le predizioni restano valide.

I motti Modifica

Malachia avrebbe descritto ciascuno dei 111 (o 112, secondo le versioni) futuri pontefici attraverso un "motto"; i motti vanno da papa Celestino II (1143-1144) fino alla fine dei tempi, descrivendo il destino dei papi e della Chiesa Cattolica. Non tutti i "motti" hanno la stessa precisione, alcuni sono molto generici. In particolare nello scorso secolo sono stati avanzati dubbi riguardo alla precisione dei motti anteriori al 1600 e la minore precisione di quelli successivi. Tuttavia l'avvicendarsi di quelli che secondo la profezia sarebbero gli ultimi papi dei tempi (secondo alcune interpretazioni Papa Benedetto XVI sarebbe il penultimo), ha riportato l'attenzione su questa profezia.

Profezie sui papi anteriori al 1595 Modifica

Si riportano alcuni esempi:

  • Papa Celestino II (Ex castro Tiberis = "da un castello sul Tevere". Il papa era originario di Città di Castello);
  • Papa Lucio II (Inimicus expulsus = "nemico espulso, cacciato". Papa Lucio II aveva il cognome "Caccianemici");
  • Papa Eugenio III (Ex magnitudine montis= "dalla grandezza del monte". Papa Eugenio III era signore di Montemagno);
  • Papa Alessandro III (Ex ansere custode = "dall'oca custode". Lo stemma familiare del Papa raffigurava, fra l'altro, un'oca);
  • Papa Celestino V (Ex eremo celsus = "elevato da un eremo"; Papa Celestino V era un eremita).

Profezie sui papi posteriori al 1595 Modifica

  • papa Urbano VIII (Lilium et rosa= "il giglio e la rosa". Papa Urbano VIII era originario di Firenze, che ha un giglio rosso nello stemma);
  • papa Pio VII (Aquila rapax= "aquila rapace, ladra". Papa Pio VII fu rapito da Napoleone, il cui stemma era un'aquila);
  • papa Leone XII (Canis et coluber = "cane e serpente". Papa Leone XII fu definito dai suoi collaboratori fedele alla causa della Chiesa come il cane ed allo stesso tempo prudente nei suoi attacchi come un serpente);
  • papa Pio IX (Crux de cruce. Il pontificato di Pio IX vide l'unificazione italiana sotto i Savoia, nel cui stemma vi era una croce).

Profezie su papi recenti Modifica

Papa Pio XII
Il 106º papa della profezia, identificato con papa Pio XII, reca il motto Pastor angelicus. Il cognome di Pio XII è Pacelli che, come amava ricordare lo stesso pontefice, in latino vuol dire "Pace del Cielo" (Pax caeli) e pertanto viene collegato alla profezia. In vita fu soprannominato Pastor Angelicus e gli fu dedicato un cine-documentario, in cui Pio XII recitò nel ruolo di se stesso, con questo titolo.
Papa Giovanni XXIII
Il 107º papa, identificato con papa Giovanni XXIII, è indicato come Pastor et nauta (pastore e marinaio). Il pontefice, in quanto tale, è pastore di anime. Roncalli proveniva della sede episcopale di Venezia, una delle Repubbliche Marinare, di cui fu patriarca. Inoltre era di umili origini.
Papa Paolo VI
Il 108º papa, identificato con papa Paolo VI, viene descritto come Flos florum (fiore dei fiori, che tradizionalmente indica il giglio). Lo stemma papale di Paolo VI riporta tre gigli.
Papa Giovanni Paolo I
Il 109º papa, identificato con papa Giovanni Paolo I, è indicato come De medietate Lunae o De media aetate Lunae, cioè "il periodo medio di una luna", di circa un mese. Il papato di Giovanni Paolo I durò circa un mese, a causa dell'improvvisa e oscura morte.
Papa Giovanni Paolo II
Il 110º papa, identificato con papa Giovanni Paolo II, reca il motto De labore Solis. Una spiegazione può essere la seguente: gli antichi ritenevano che il momento in cui sorgeva il sole fosse un momento di fatica dell'astro che ogni mattina doveva alzarsi. La fatica del sole, quindi, è anche un termine per indicare l'Oriente, dove nasce il sole. Nel 1978, dopo quasi cinquecento anni, viene eletto un papa non italiano, proveniente dalla Polonia, cioè dall'Oriente. In latino "labor", letteralmente "fatica, lavoro", significa anche "eclisse", pertanto il signicato della locuzione potrebbe essere "Dell'eclissi di sole". Consultando il registro delle eclissi solari della NASA[5] risulta che Giovanni Paolo, nato il 18 maggio 1920, nacque proprio il giorno di una eclissi solare parziale (non visibile però dal luogo di nascita). Giovanni Paolo II è morto il 2 aprile 2005, giorno in cui non è avvenuta alcuna eclissi. Tuttavia la salma del pontefice è rimasta esposta imbalsamata - secondo il rito del Novendiale - fino all'8 aprile 2005, giorno delle esequie. Tale giorno è avvenuta un'eclissi solare ibrida, anch'essa però non visibile da Roma.[6] Un'interpretazione ancora diversa fa risalire invece questo motto ai numerosissimi viaggi fatti dal pontefice (a guisa del sole stesso) in tutto il mondo.
Papa Benedetto XVI
Il 111º papa, identificato con papa Benedetto XVI, è descritto come De gloria olivae. Il motto De gloria olivae è stato collegato al nome "Benedetto" perché alcuni benedettini sono anche chiamati "monaci olivetani". Da notare che nell'araldo del Papa è raffigurata un persona di colore sul lato destro (sinistro rispetto all'osservatore) simbolo della Diocesi di Frisinga di cui fu arcivescovo. Il termine "olivae" è stato collegato al colore di questo viso di moro. Il 26 aprile 2009 Benedetto ha proclamato santo Bernardo Tolomei, fondatore dell'ordine degli Olivetani. Interpreti calligrafici che hanno visionato i documenti originali sostengono che si può leggere De gloria divae, fondendo "ol" in "d".

Il testo della profezia con gli abbinamenti ai Pontefici Modifica

Testo A chi viene riferito Spiegazione proposta
Ex castro Tiberis Celestino II (Guido di Città di Castello 1143 - 1144) Nato a Città di Castello, sul Tevere
Inimicus expulsus Lucio II Lucio II (Lucio Caccianemici 1144 - 1145) Di cognome Caccianemici
Ex magnitudine montis Eugenio III (Bernardo Paganelli 1145 - 1153) Nato a Montemagno
Abbas Suburranus Anastasio IV (Corrado della Suburra 1153 - 1154) Abate della Suburra
De rure albo Adriano IV (Niccolò Breakspear 1154 - 1159) Nato a Sant'Albano
Ex tetro carcere Vittore IV (antipapa) (Ottaviano de' Monticello 1159 - 1164) Cardinale di San Nicola in carcere
De via Transtiberina Pasquale III (antipapa) (Guido da Crema 1164 - 1168) Cardinale di Santa Maria in Trastevere
De Pannonia Tusciae Callisto III (antipapa) (Giovanni di Strumi 1168 - 1178) Ungherese (pannone), cardinale di Tuscolo
Ex ansere custode Alessandro III (Rolando Bandinelli 1159 - 1181) Un'oca presente nello stemma di famiglia
Lux in ostio Lucio III (Ubaldo Allucignoli 1181 - 1185) Cardinale di Ostia, di cognome Allucignoli
Sus in cribro Urbano III (Umberto Crivelli 1185 - 1187) Di cognome Crivelli
Ensis Laurentii Gregorio VIII (Alberto Mosca 1187 - 1187) Cardinale di San Lorenzo in Lucina, aveva due spade nello stemma
De Schola exiet Clemente III (Paolo Scolari 1187 - 1191) Di cognome Scolari
De rure bovensi Celestino III (Giacinto Orsini dei Boboni 1191 - 1198) Di cognome Boboni
Comes signatus Innocenzo III (Giovanni Lotario 1198 - 1216) Apparteneva alla famiglia dei Conti di Segni
Canonicus de latere Onorio III (Cencio Savelli 1216 - 1227) Era canonico lateranense
Avis Ostiensis Gregorio IX (Ugolino dei Conti di Segni 1227 - 1241) Cardinale di Ostia, aveva un'aquila nello stemma
Leo Sabinus Celestino IV (Goffredo Castiglioni di Milano 1241 - 1242)Vescovo di Sabina
Comes Laurentius Innocenzo IV (Sinibaldo dei Conti Fieschi 1242 - 1254)Cardinale di San Lorenzo in Lucina
Signum Ostiense Alessandro IV (Rinaldo dei Conti dei Segni 1254 - 1261)Cardinale di Ostia, apparteneva alla famiglia dei Conti di Segni
Hierusalem Campaniae Urbano IV (Giacomo Troyes Pantaleone 1261 - 1264)Patriarca di Gerusalemme, era originario della Champagne
Draco depressus Clemente IV (Guido le Gros di Saint-Gilles 1265 - 1268)Nel suo stemma appare un drago schiacciato, depresso.
Anguinus vir Gregorio X (Tobaldo dei Visconti di Piacenza 1271 - 1276)
Concionator Gallus Innocenzo V (Pietro di Tarantasia 1276 - 1276)Ricevette la celebre "cattedra francese" nel 1259, col grado di magister.
Bonus Comes Adriano V (Ottobono dei Conti Fieschi 1276 - 1276)Discendente dei Conti di Lavagna (comes), svolse un'appassionata opera di pacificazione (bonus) a tutto campo.
Piscator Thuscus Giovanni XXI (Pietro di Giuliani 1276 - 1277)
Rosa composita Niccolò III (Gian Gaetano Corsini 1277 - 1280)
Ex teloneo liliacei Martini Martino IV (Simone di Brion 1281 - 1285) Veniva dalla tesoreria di San Martino in Francia.
Ex rosa leonina Onorio IV (Jacopo Savelli 1285 - 1287)Lo stemma dei nobili Savelli riporta una rosa con due leoni.
Picus inter escas Niccolò IV (Gerolamo di Ascoli 1288 - 1292)
Ex eremo celsus Celestino V (Pietro Anglerio da Morrone 1294 - 1294) Era un eremita.
Ex undarum benedictione Bonifacio VIII (Benedetto Caetani 1294 - 1303) Nel suo stemma sono presenti delle onde e il suo nome di battesimo era Benedetto.
Concionator patereus Benedetto XI (Nicolò Bacca-Sini 1303 - 1304) Entrò nel convento dei frati predicatori.
De fessis aquitanicis Clemente V (Bertrando di Goth 1305 - 1314)
De sutore orseo Giovanni XXII (Giacomo Duèse 1316 - 1334)
Corvus schismaticus Niccolò V (antipapa) (Pietro Rinalducci 1328 - 1330)
Frigidus Abbas Benedetto XII (Giacomo Furnier 1334 - 1342) Era abate di Frontfroide.
De rosa Attrebatensi Clemente VI (Pietro Roger di Beaufort 1342 - 1352) Nel suo stemma sono raffigurate delle rose.
De montibus Pammachii Innocenzo VI (Stefano Aubert 1352 - 1362)
Gallus Vicecomes Urbano V (Guglielmo Grimoard 1362 - 1370)
Novus de virgine forti Gregorio XI (Ruggero di Beaufort 1370 - 1378)
De cruce Apostolica Clemente VII (antipapa) (Roberto dei Conti di Ginevra 1378 - 1394)
Luna Cosmedina Benedetto XIII (antipapa) (Pietro de Luna 1394 - 1417)
Schisma Barchinonium Clemente VIII (antipapa) (Gil Sànchez de Muñoz 1423 - 1429)
De inferno praegnanti Urbano VI (Bartolomeo Prignano 1378 - 1389) Il suo cognome era Prignano.
Cubus de mixtione Bonifacio IX (Pietro Tomacelli 1389 - 1404)
De meliore sydere Innocenzo VII] (Cosma Migliorati 1404 - 1406) Il suo cognome era Migliorati e nel suo stemma era presente una stella
Nauta de Ponte nigro Gregorio XII (Angelo Correr 1406 - 1415)
Flagellum solis Alessandro V (antipapa) (Pietro Filargis 1409 - 1410) Nello stemma sono molto evidenti i raggi del Sole simili a fruste
Cervus Sirenae Giovanni XXIII (antipapa) (Baldassarre Cossa 1410 - 1415)
Corona veli aurei Martino V (Oddone Colonna 1417 - 1431) Nello stemma di Martino V c'è una corona d'oro sollevata da terra.
Lupa Coelestina Eugenio IV (Gabriele Condolmer 1431 - 1447)
Amator Crucis Felice V (antipapa) (Amedeo VIII Principe di Savoia 1440 - 1449) Lo stemma dei Savoia è una croce.
De modicitate Lunae Niccolò V (Tommaso Parentuccelli 1447 - 1455)
Bos pascens Callisto III (Alfonso de Borgia 1455 - 1458) Nel suo stemma è raffigurato un bue che pascola.
De Capra et Albergo Pio II (Enea Silvio Piccolomini 1458 - 1464
De Cervo et Leone Paolo II (Pietro Barbo 1464 - 1471)
Piscator minorita Sisto IV (Francesco della Rovere 1471 - 1484)
Praecursor Siciliae Innocenzo VIII (Giovanni Battista Cybo 1484 - 1492)
Bos Albanus in portu Alessandro VI (Rodrigo Borgia 1492 - 1503) Nel suo stemma è raffigurato un bue ed egli fu cardinale vescovo di Albano Laziale prima, e di Porto-Santa Rufina poi.
De parvo homine Pio III (Francesco Todeschini Piccolomini 1503 - 1503) Il cognome Piccolomini deriva da "piccolo uomo" (in latino appunto "parvo homine")
Fructus Jovis juvabit Giulio II (Giuliano della Rovere 1503 - 1513) L'emblema di Papa Giulio II della Rovere era una quercia che nell'antichità veniva ritenuta albero sacro a Giove.
De craticula Politiana Leone X (Giovanni de' Medici 1513 - 1521)
Leo Florentius Adriano VI (Adriano Florensz di Utrecht 1522 - 1523) Il suo secondo nome era "Florensz"
Flos pilei aegri Clemente VII (Giulio de' Medici 1523 - 1534)
Hiacinthus medicorum Paolo III (Alessandro Farnese 1534 - 1549)
De corona montana Giulio III (Giovanni Maria Ciocchi del Monte 1550 - 1555) In riferimento al cognome "Del Monte" o anche al suo simbolo in cui compaiono monti e corone di alloro
Frumentum floccidum Marcello II (Marcello Cervini 1555 - 1555)
De fide Petri Paolo IV (Gian Pietro Carafa 1555 - 1559)
Esculapii pharmacum Pio IV (Giovanni Angelo de'Medici 1559 - 1565) Esculapio era il dio protettore della medicina e dei medici
Angelus nemorosus Pio V (Michele Ghislieri 1566 - 1572)
Medium corpus pilarum Gregorio XIII (Ugo Boncompagni 1572 - 1585)
Axis in medietate signi Sisto V (Felice Peretti 1585 - 1590) Il suo stemma é attraversato al centro da una banda rossa obliqua
De rore coeli Urbano VII (Giovan Battista Castagna 1590 - 1590)
Ex antiquitate Urbis Gregorio XIV (Nicola Sfondrati 1590 - 1591)
Pia civitas in bello Innocenzo IX (Giovanni Antonio Facchinetti 1591 - 1591)
Crux Romulea Clemente VIII (Ippolito Aldobrandini 1592 - 1605)
Undosus vir Leone XI (Alessandro de' Medici 1605 - 1605)
Gens perversa Paolo V (Camillo Borghese 1605 - 1621) Nello stemma della famiglia Borghese compare un basilisco, che nella simbologia rappresenta la perversione
In tribulatione pacis Gregorio XV (Alessandro Ludovisi 1621 - 1623)
Lilium et rosa Urbano VIII (Maffeo Barberini 1623 - 1644) Papa Urbano VIII era originario di Firenze che ha un giglio rosso nello stemma e il colore della rosa è il rosso
Jucunditas crucis Innocenzo X (Giovanni Battista Pamphilj 1644 - 1655)
Montium Custos Alessandro VII (Fabio Chigi 1655 - 1667) Lo stemma di famiglia riporta 6 monti "custoditi" da una stella a 8 punte
Sydus olorum Clemente IX (Giulio Rospigliosi 1667 - 1669)
De flumine magno Clemente X (Emilio Altieri 1670 - 1676) Dal 1623 al 1644 fu incaricato di sovrintendere ai lavori di protezione del territorio di Ravenna dalle piene del fiume Po, il piú lungo d'Italia
Bellua insatiabilis Innocenzo XI (Benedetto Odescalchi 1676 - 1689)
Poenitentia gloriosa Alessandro VIII (Pietro Ottoboni 1689 - 1691)
Rastrum in porta Innocenzo XII (Antonio Pignatelli 1691 - 1700)
Flores circundati Clemente XI (Giovanni Francesco Albani 1700 - 1721)
De bona religione Innocenzo XIII (Michelangelo Conti 1721 - 1724)
Miles in bello Benedetto XIII (Pier Francesco Orsini 1724 - 1730)
Columna excelsa Clemente XII (Lorenzo Corsini 1730 - 1740)
Animal rurale Benedetto XIV (Prospero Lambertini 1740 - 1758) Durante il conclave, lo stesso Lambertini si definí un "asino", per indicare la propria laboriositá
Rosa Umbriae Clemente XIII (Carlo Rezzonico 1758 - 1769)
Ursus velox Clemente XIV (Lorenzo Ganganelli 1769 - 1774)
Peregrinus apostolicus Pio VI (Giovanni Angelo Braschi 1775 - 1799)
Aquila rapax Pio VII (Gregorio Barnaba Chiaramonti 1800 - 1823)
Canis et coluber Leone XII (Annibale della Genga 1823 - 1829)
Vir religiosus Pio VIII (Francesco Saverio Castiglioni 1829 - 1830)
De balneis Ethruriae Gregorio XVI (Bartolomeo Alberto Cappellari 1831 - 1846)
Crux de cruce Pio IX (Giovanni Maria Mastai-Ferretti 1846 - 1878)Il pontificato di Papa Pio IX vide l'unificazione italiana sotto i Savoia, nel cui stemma vi era una croce
Lumen in coelo Leone XIII (Gioacchino Pecci 1878 - 1903)Nello stemma di Leone XIII é raffigurata una cometa
Ignis ardens San Pio X (Giuseppe Sarto 1903 - 1914)
Religio depopulata Benedetto XV (Giacomo Della Chiesa 1914 - 1922) Durante il suo pontificato la Russia divenne atea e in Europa molti morirono per la I G.M. e per l'aviaria
Fides intrepida Pio XI (Achille Ratti 1922 - 1939) Dovette affrontare prima i comunisti, poi i fascisti
Pastor angelicus Pio XII (Eugenio Pacelli 1939 - 1958) "Pastor angelicus" è un buon anagramma di Eugenio Pacelli
Pastor et nauta Giovanni XXIII (Angelo Roncalli 1958 - 1963)Nato da famiglia umile (Pastor) e Patriarca di Venezia (Nauta)
Flos florum Paolo VI (Giovanbattista Montini 1963 - 1978)Nel cui stemma pontificio comparivano tre gigli
De medietate Lunae Giovanni Paolo I (Albino Luciani 1978 - 1978))Il suo papato durò solo un mese lunare
De labore solis Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla 1978 - 2005)La sua grande attività pastorale é stata pari al lavoro del sole. Il giorno della nascita e del suo funerale sono avvenuti in piena eclissi solare.
Gloria olivae Benedetto XVI (Joseph Ratzinger 2005 - )
Petrus Romanus  ?
« In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae sedebit Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibus transactis, civitas septicollis diruetur, et Judex tremendus iudicabit populum suum. Finis. »
(Attribuito a San Malachia da Armagh)
« Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il Romano, che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dei sette colli crollerà ed il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Amen. »

Profezia su Petrus Romanus Modifica

La profezia sul 112º papa, Petrus Romanus, presagisce la fine della Chiesa Cattolica e la distruzione di Roma dopo l'ascesa al soglio pontificio dell'ultimo papa.

Quella di Pietro Romano sembra peraltro essere un'aggiunta postuma, risalente al 1820. In questo caso la profezia di Malachia riguarderebbe solo 111 papi e dunque, ferme le identificazioni precedenti, si arresterebbe a Benedetto XVI. Singolarmente, una diversa profezia appare conforme a questa circostanza: quella della monaca di Dresda, che nella lettera a Federico I di Prussia scrive che l'ultimo Pietro giungerà dalla Prussia. Non dovrebbe quindi riguardare Benedetto XVI, che viene dalla Baviera, nella Germania meridionale. Di contro, l'opposta interpretazione troverebbe riscontro nel fatto che una piccola parte del territorio dell'antica Baviera era parte integrante della Prussia già nel 1867. Alcuni ipotizzano che possa essere Benedetto XVI stesso il Pietro Romano di Malachia, ritenendo che il pontificato di Giovanni Paolo II sia da dividere in due motti, prima e dopo l'attentato da parte di Ali Agca. C'è anche l'ipotesi secondo cui la profezia su Petrus Romanus non sarebbe il motto di un papa ma la descrizione del pontificato di Benedetto XVI.

In caso contrario, non è chiaro se De gloria olivae e Petrus Romanus devono essere intesi come pontefici consecutivi, poiché il testo non lo precisa. La risposta negativa a tale quesito è utilizzata dai sostenitori dell'autenticità (e dell'attendibilità) della profezia per sostenere che Joseph Ratzinger non è, alla luce di essa, il penultimo papa.

Tarcisio Pietro Evasio Bertone, da Romano_Canavese Modifica

Un'ipotesi recente lascia pensare che Pietro Romano non sia riferito a un Papa (né il 111º né il 112º), bensì al Cardinal Camerlengo che, alla morte del pontefice regnante, siede sul trono di Pietro in attesa dell'elezione del successivo. A dar forza a quest'ipotesi il fatto che questa frase, a differenza degli altri motti, non è numerata. Questo particolarità sarebbe, secondo alcuni studiosi, la prova oggettiva che la frase non sarebbe riferita ad un Papa, ma a qualcuno che ne svolge temporaneamente le sue funzioni. Da notare che l'attuale Camerlengo è il Card. Tarcisio Pietro Evasio Bertone, nato a Romano Canavese nel 1934. Dunque la strana coincidenza che nel suo nome completo sia contenuta la parola Pietro e nella sua località di nascita ci sia la parola Romano.

Si può notare che il nome "Pietro Romano" contraddice la prassi pontificia di non assumere il nome del primo papa (Pietro apostolo). Il nome è invece in linea con alcune coincidenze storiche, famose nell'immaginario collettivo, che vedono l'ultimo sovrano di una dinastia portare il nome del primo (es.: Romolo Augusto, come il primo re e il Augusto (primo governante romano ufficialmente definito "Imperatur"); Umberto II, come il fondatore della dinastia Savoia; Carlo d'Asburgo, come il fondatore del Sacro Romano Impero; Costantino XI, come il fondatore di Costantinopoli).

Il nome di questo pontefice potrebbe essere Romano, in quanto Petrus potrebbe significare semplicemente "papa" ("tu es Petrus"). In questo caso si tratterebbe di papa Romano II, in quanto papa Romano I regnò dall'agosto al novembre dell'897.

La teoria del "Caput Nigrum" Modifica

La seguente sezione è oggetto della voce "Profezia perduta sul Papa nero". La presunta esistenza del motto "Caput nigrum" e la stessa presenza di questo nella Profezia di Malachia non è supportata da alcuna fonte, eccezion fatta per il romanzo citato in seguito. Nel testo "La profezia dell'ultimo papa" di Schmeig Maria Olaf, edizioni Fazi 2001 si apprende che nella trascrizione delle profezie sarebbe andato perduto un motto, Caput nigrum. Tuttavia non ci sono altre fonti che confermino questa tesi. San Malachia e la Profezia degli Ultimi Pontefici Se la tesi fosse vera, esso si potrebbe adattare allo stemma di Benedetto XVI, raffigurante una testa di moro ("moro di Frisinga" o "caput ethiopicum"). In questo caso il motto De gloria olivae scivolerebbe al posto seguente, soddisfacendo l'opinione di chi ritiene doversi riferire a un papa benedettino destinato a guidare la Chiesa negli ultimi tempi, conformemente a un'altra profezia attribuita allo stesso San Benedetto. Non è chiaro però se il presunto motto perduto debba ritenersi precedente o successivo a De gloria olivae. Per alcuni sembra infatti evocare significativamente la classica figura del Papa nero, parte delle profezie di Nostradamus sugli ultimi tempi. Altri additano il fatto che l'interpretazione in altri Papi è dovuta proprio allo stemma araldico. Un'altra teoria potrebbe essere che il "caput nigrum" non fosse riferito ad un papa ma ad un importante regnante al tempo dell'ultimo Papa e dunque al tempo previsto per la fine del mondo. Tale "regnante" potrebbe essere ad esempio l'attuale presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Hussein Obama.

La teoria dell'errata numerazione e degli antipapi Modifica

Nell'elenco di Malachia sono presenti dieci antipapi. Questa inspiegabile numerazione va a sfalsare la corretta attribuzione dei motti secondo la profezia in quanto dieci papi ricorrono due volte (per esempio Giovanni XXIII). Infatti i motti si riferiscono chiaramente ai papi e a nessun antipapa e questo è chiaro nella profezia stessa. In base a questi presupposti diventa evidente che i motti sono da redistribuire in quanto l'inserimento degli antipapi appare come una vistosa forzatura per far coincidere la previsione con alcuni papi contemporanei.

Pertanto scalando gli antipapi nell'attribuzione dei motti, viene a sconvolgersi l'attribuzione classica: Pio XII non sarà più il Pastor Angelicus, ma il Peregrinus Apostolicus, mentre Paolo VI non è più il Flos Florum, bensì il Canis et Coluber. Questo significa che mancano ancora dodici motti da attribuire.

Curiosità Modifica

Note Modifica

  1. (in inglese) La voce riguardante "Prophecies" nella Catholic Encyclopedia
  2. (in inglese) La voce riguardante "St. Malachy" nella Catholic Encyclopedia
  3. H.J. Lawlor, St. Bernard of Clairvaux's Life of St. Malachy of Armagh, The Macmillan Company, 1920, p. 267; http://www.youpublish.com/files/24435.
  4. Gabriele Pepe. Introduzione allo studio del Medioevo latino in books.google.it. URL consultato il 22 maggio 2010.
  5. http://eclipse.gsfc.nasa.gov/SEcat/SEdecade1911.html
  6. http://eclipse.gsfc.nasa.gov/SEcat/SEdecade2001.html
  7. ATTIVISSIMO: Antibufala sulle profezie papali

Bibliografia Modifica

Voci correlate Modifica

Collegamenti esterni Modifica

Scetticismo Modifica

Lettura alternativa della Profezia Modifica

Video Modifica

La profezia di San Malachia e l'ultimo Papa02:44

La profezia di San Malachia e l'ultimo Papa





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