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Sergio Focardi

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Sergio Focardi ([Firenze], 1932) è un fisico e accademico italiano, professore emerito in fisica generale all'Università di Bologna dal 2004[1].

Preside fino al 1990 della facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali dell’Alma Mater, ha poi diretto la sezione di Bologna dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Ha concentrato i suoi studi scientifici sulla fusione fredda con reattori Nichel-Idrogeno.[2]

BiografiaModifica

Fiorentino di nascita, dopo aver conseguto la maturità scientifica nel capoluogo toscano, nel 1950 Focardi si trasferì a Pisa, avendo vinto il concorso di ammissione alla Scuola Normale Superiore. Qui conseguì la laurea in fisica con 110 e lode nel novembre del 1954. Da quel momento iniziò l'attività di docenza a Pisa, in qualità di assistente, fino al 1956 anno in cui si trasferisce a Bologna. Nel capoluogo emiliano continua l'attività accademica diventando professore ordinario nel 1977.

Fatta eccezione per una breve parentesi nel marzo 1977 all'Università di Messina, Focardi prosegue l'attività di docenza a Bologna, insegnando fisica generale, fisica sperimentale e fisica superiore.

A partire dal 1971 è stato rieletto membro del Consiglio della Società Italiana di Fisica per dodici volte, mentre nel triennio successivo al 1973 è stato direttore della sede di Bologna dell'INFN.

Da 1988 al 1990 è stato presidente del Comitato di Coordinamento delle Associazioni Scientifiche Italiane (COASSI).

Dal 1980 al 1989 è stato preside della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali, mentre dal 1992 al 2000 è stato presidente del Consiglio di Corso di laurea di Scienze dell'Informazione a Cesena e in tale veste ha fondato il corso di Scienza dell’informazione a Bologna e Cesena e Scienze ambientali a Ravenna.

Gli studi sulla fusione fredda Nichel-Idrogeno (Ni-H) Modifica

File:Piantelli Focardi schema reattore 01 it.jpg

Nel 1989 Francesco Piantelli, biofisico dell'Università degli Studi di Siena, durante alcuni esperimenti con campioni di materiale organico[4], rilevò un'anomala produzione di calore.[5] Comunicò il fenomeno da lui osservato a Focardi e i due decisero di creare un gruppo di lavoro cui si aggiunse Roberto Habel, membro dell'INFN presso l'Università di Cagliari,[6][7][8] al fine di approfondire la causa di quell'anomalia termica.[9]

Dopo circa tre anni, gli studi approdarono a significativi risultati permettendo la costruzione di un reattore Nichel-Idrogeno sufficientemente efficiente. Passarono altri due anni di sperimentazioni e finalmente il 20 febbraio 1994, in una conferenza stampa presso l'aula magna dell'Università di Siena, venne annunciata la messa a punto di un differente processo di produzione di energia per mezzo di Reazioni Nucleari a Bassa Energia (LENR)[10], profondamente differente da quello fatto da Fleischmann e Pons[11][12].

1996: tentativo di replica esperimento di Piantelli-Focardi presso il CERN Modifica

Nel 1996 un gruppo del CERN di Ginevra diretto da Antonino Zichichi ha tentato una replica dell'esperimento di Piantelli-Focardi[13]; l'attività di studio è durata quasi un anno, ma alla fine non ha dato un risultato favorevole all'ipotesi di una spiegazione di natura nucleare del fenomeno[14][15].

1999: tentativo di replica esperimento di Piantelli-Focardi a Pavia Modifica

Piantelli e Focardi hanno più volte dichiarato che la cella è stata costruita e positivamente testata presso i rispettivi laboratori, sia all'Università degli Studi di Siena sia all'Università di Bologna. Comunque fino ad ora non vi sono stati altri riscontri sperimentali positivi da parte di gruppi indipendenti di ricercatori. Ad esempio, un tentativo di verifica indipendente è stato svolto, verso la fine degli anni novanta, dal ricercatore Luigi Nosenzo (Università di Pavia) in collaborazione con Luigi Cattaneo ([http://it.wikipedia.org/wiki/Consiglio_Nazionale_delle_Ricerche CNR), presso l'Università di Pavia[16].

I frutti di questo lavoro, nel loro complesso, sono stati negativi, in quanto non hanno raggiunto l'obiettivo di riprodurre il fenomeno[17].

Collaborazione con Andrea Rossi Modifica

Dal 2008 il professor Focardi collabora con l'inventore e imprenditore Andrea Rossi alla prima realizzazione di un dispositivo, denominato E-Cat (Energy Catalyzer), che dovrebbe essere in grado di produrre energia utilizzando i fenomeni basati sulle ipotetiche reazioni nucleari a bassa energia già studiate da Focardi. Il catalizzatore di energia è stato oggetto di una presentazione pubblica di maggiore rilevanza il 14 gennaio 2011 presso l'Università di Bologna.

Note Modifica

  1. http://www.unibo.it/Portale/Personale/Professori+Emeriti/elenco.htm
  2. http://punto-informatico.it/3076352/PI/News/fusione-fredda-strano-caso-dell-universita-bologna.aspx
  3. Focardi, F. Piantelli. "Produzione di energia e reazioni nucleari in sistemi Ni-H a 400 C". Università di Bologna, Conferenza nazionale sulla politica energetica in Italia, Bologna (18-19 aprile 2005).
  4. gangliosidi posti in atmosfera d'idrogeno e su di un supporto di nichel
  5. Foresta Martin Franco. "La fusione fredda alla senese accende di nuovo la speranza". Corriere della Sera (19 febbraio 1994)
  6. http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=759
  7. http://www.magna-carta.it/content/difendiamo-luniversit%C3%A0-dalla-demagogia
  8. http://guide.supereva.it/alleanza_nazionale/interventi/2005/01/194597.shtml
  9. Piantelli ha sempre fatto notare che il merito di tale scoperta, è dovuto principalmente alla fortunata coincidenza di aver svolto il suo lavoro di ricerca biofisica sui gangliosidi, proprio durante il periodo di grande dibattito mediatico successivo all'annuncio di Fleischmann e Pons, periodo nel quale il termine fusione fredda diventa di uso comune e giustifica un più attento studio dei fenomeni anomali di emissione di calore, come quelli da lui riscontrati.
  10. I due principali ricercatori, S. Focardi (Università di Bologna) e F. Piantelli (Università degli Studi di Siena), hanno sempre rifiutato di indicare il loro processo con il termine Fusione Fredda, in quanto ritengono che, nel processo da loro studiato, avvengano reazioni di tipo nucleare sconosciute, le quali potrebbero non avere elementi in comune con quelle che si presume essere presenti all'interno delle celle elettrolitiche deuterio-palladio ideate da Fleischmann e Pons.
  11. Foresta Martin Franco. "Siena scopre l'energia pulita Fusione fredda all'italiana?",Corriere Della Sera, Milano, 19 febbraio 1994.
    Sottotitolo: Francesco Piantelli, Roberto Habel e Sergio Focardi: "Il nostro esperimento è perfettamente controllabile"
    L'articolo inizia con questa frase:
    Si riaccende il sogno dell'energia pulita, illimitata e a buon prezzo. Da un cilindretto d'acciaio lungo appena 10 centimetri e largo 5 scaturiscono tanta energia e calore da tenere accesa per giorni e giorni una lampadina da 50 watt: a prezzi irrisori e con rendimenti che nessun'altra pila conosciuta è in grado di assicurare. È una nuova, grande illusione o la lampada di Aladino del 2000?..
    Già da come inizia l'articolo vi sono diverse inesattezze, ad esempio i ricercatori dichiarano circa 50W di energia emessa, ma i watt sono termici, non elettrici e perciò non utilizzabili per accendere una lampadina se non con una bassissima efficienza, potenza del tutto insufficiente per auto sostenere la reazione di fusione.
    L'articolo continua:
    ..E se il rettore Luigi Berlinguer decide di convocare una conferenza oggi alle 12, chiamando a raccolta giornalisti da tutta Italia, deve avere un asso nella manica. Sprizzano gioia ma hanno la bocca cucita, o quasi, i tre ricercatori padri del nuovo marchingegno: sono Francesco Piantelli, Roberto Habel e Sergio Focardi..
    Vi sono anche alcune descrizioni sul fenomeno:
    ..Dentro al cilindretto d'acciaio ci sono un gas, l'idrogeno, e una barretta di metallo, il nichel. Ad una temperatura di circa 180 gradi il nichel si carica di idrogeno e all'interno del metallo succede un fenomeno di cui parleremo meglio in conferenza stampa. Per ora posso dirle solo che ha luogo una reazione che sviluppa un'energia almeno 1.000 volte superiore a quella di una reazione chimica. Una sola piccola cella produce una potenza di 50 watt..
    L'articolo chiude con questa frase del rettore del'Università di Siena Luigi Berlinguer:
    ..E lo stesso Berlinguer, pur raccomandando il massimo della prudenza, commenta soddisfatto: "La ricerca, anche se sostenuta da mezzi poveri, può produrre grandi risultati"..
  12. S. Focardi, F. Piantelli, S. Veronesi. "Processi di caricamento del Nichel, di ferromagnetici ed altri metalli". IV Convegno sullo stato della Fusione fredda in Italia, 24-25 marzo Certosa di Pontignano - Siena (1995)
  13. Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).
  14. Gli autori dell'articolo, nell' "abstract", così affermano:
    Noi abbiamo trovato gli stessi risultati del gruppo di Piantelli-Focardi, risultati in linea con le nostre osservazioni; vale a dire noi misurammo temperature più alte rispetto al contributo di calore immesso, quando l'idrogeno è assorbito durante un ciclo di riscaldamento. Ciononostante, a questo aumento di temperatura non sembra corrispondere un aumento in produzione di calore. Noi abbiamo aggiunto un sensore di temperatura al contenitore dell'esperimento...
    In pratica essi affermano di aver registrato un certo assorbimento dell'idrogeno da parte del nichel nell'intervallo di temperature segnalato da Pinatelli e Focardi; hanno anche rilevato un aumento di temperatura all'interno del campione di nichel, ma, ed è questo il punto considerato determinante dagli autori del lavoro, non hanno rilevato un apprezzabile aumento di temperatura sul contenitore esterno. Quest'ultimo fatto rende quindi plausibile una spiegazione di natura elettrochimica del fenomeno di riscaldamento del campione di nichel, senza dover implicare fenomeni di natura nucleare.
    A seguito di questo risultato negativo, i ricercatori del CERN non hanno ritenuto di dover fare un'analisi della superficie dei campioni di nichel per la ricerca di eventuali ceneri di origine nucleare, né, nel corso degli esperimenti, hanno mai verificato con opportuna strumentazione l'eventuale emissione di raggi gamma o neutroni da parte dei campioni sottoposti a test.
  15. Piantelli ha criticato le conclusioni negative del gruppo del CERN (vedi: Steven B. Krivit. "Piantelli-Focardi Publication and Replication Path". New Energy Times (2008)) accusando i ricercatori di non aver eseguito in modo corretto il ciclo di caricamento dell'idrogeno nel nichel, citando in particolare un passo del documento del CERN:
    ..On some occasions we observed absorption of hydrogen: The gas pressure started to decrease while the temperature of both the coil and the rod increased..
    Trad: ..In qualche occasione abbiamo osservato un assorbimento di idrogneo: La pressione del gas iniziava a scendere mentre la temperatura del riscaldatore (coil) e del cilindro (di nichel) aumentavano...
  16. Nel 1999, il ricercatore Luigi Nosenzo (Università di Pavia) in collaborazione con Luigi Cattaneo (CNR), presso il Dipartimento di Fisica "A. Volta" dell'Università di Pavia, hanno elaborato l'esperimento di Piantelli-Focardi sul caricamento del nichel con l'idrogeno, riportando quanto segue:
    Ultimamente è stato riportato in letteratura che un campione di nichel, caricato in particolari condizioni con idrogeno (e deuterio nella concentrazione naturale) e mantenuto a temperatura superiore alla temperatura di transizione ferromagnetica, sarebbe in grado di liberare una quantità di energia non giustificabile in termini di normali reazioni chimiche e/o transizioni strutturali. Il fenomeno si accompagnerebbe anche all'irraggiamento di gamma e di neutroni. Alcuni gruppi sperimentali di Università e Istituti di ricerca italiani, uno dei quali è il presente, si sono accordati al fine di riprodurre e discutere indipendentemente l'esperimento originale.
    Nel corso del '98/'99 sono stati studiati tre differenti campioni di nichel. Essi sono stati trattati in atmosfera di idrogeno naturale. I risultati ottenuti, oggetto di una tesi di laurea, hanno mostrato, in un caso, un debole assorbimento anomalo di gas da parte del nichel; in nessun caso è stato possibile osservare alcun significativo sviluppo anomalo di calore o emissione gamma o comparsa di nuovi elementi, originariamente non presenti (trasmutazione).
  17. Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008). L'articolo, nella sua parte finale, così riporta i risultati dell'esperimento di Pavia:
    Negli ultimi anni novanta un gruppo di ricercatori e tecnici dei Dipartimenti Fisici dell'Università di Pavia, grazie a un modesto ma sufficiente finanziamento FAR, ha voluto ripetere acriticamente le misure dei colleghi di Firenze e Siena accogliendone tutti i suggerimenti (anche quelli dettati solamente dallo scrupolo di voler mantenere invariate tutte le condizioni) e con una strumentazione quasi identica e comunque con loro concordata.
    Le misure, quasi completamente automatizzate, sono durate mesi e hanno prodotto anche un'apprezzata tesi di laurea. Purtroppo non siamo stati in grado di riprodurre alcun risultato dei citati colleghi ma, si sa, nello studio di fenomeni sconosciuti, ancorché esistenti, le conferme e le smentite non hanno lo stesso valore veritativo.
    La nostra stima nei colleghi di Firenze e di Siena è rimasta naturalmente immutata.

Voci correlate Modifica

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